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L'IMBOSCATA - Dal no di Di Natale al colpo CR7: scusate il ritardo. La Juve scala Everest del fatturato per dare l'assalto ai Mbappè. Moratti, De Laurentiis e la Consob: effetto Cristiano. Melfi e lo sciopero ipocrita di aspiranti capi-pueblo

13.07.2018 00:10 di Andrea Bosco    per tuttojuve.com   articolo letto 1324 volte

QUEL PUGNO DI EROI 

 Apro la mia rubrica con una impresa al limite del miracolo: sportiva la sua parte. Contro la natura, contro il tempo, contro la fatalità. E propizi gli dei, con un lieto fine. I dodici ragazzini e il loro allenatore tratti in salvo da una grotta in Thailandia dove erano rimasti intrappolati, mentre le acque causa le piogge monsoniche aumentavano ogni giorno.

Ci sono voluti bravi sommozzatori, bravi atleti per coronare una impresa all'interno di una vicenda che ha tenuto il mondo per settimane con il fiato sospeso. La natura e la montagna hanno preteso una vittima. Uno dei soccorritori, il primo a raggiungere il gruppo  intrappolato nelle viscere della terra in una caverna, rimasto nel percorso di ritorno senza ossigeno.

Questa storia, resterà a lungo nella memoria di chi ha trepidato, pregato, fatto il tifo affinché quei ragazzini, la squadra dei Cinghiali Selvatici  tifosi del Manchester United, che non sapevano nuotare, ce la facessero. Ce l'hanno fatta. E' stata una notizia meravigliosa. Ce l'hanno fatta grazie alla volontà di sopravvivenza, al coraggio e alla perizia dei Navy Seals della marina thailandese. Grandi atleti, grandi professionisti ma soprattutto grandi uomini. Loro e i numerosi tecnici accorsi da tutto il mondo a portare il proprio sapere per “battere il tempo“ hanno fatto qualche cosa di eroico. Come sovente accade nello sport. Ma che in  questo caso è ancora più grande. Perché grazie a loro 13 vite sono state salvate.

 In fondo “Gli eroi – spiegava Romain Rolland – sono uomini. Che fanno ciò che possono“ .  

SCUSATE IL RITARDO 

Nelle stesse ore in cui le agenzie battevano la notizia del salvataggio dei Cinghiali Selvatici, i siti, le emittenti radiofoniche, le televisioni di tutto il mondo davano la notizia di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

Altro tipo di emozione. Per chi ha patito la serie B e gli scudetti revocati, per chi ha subito le  vessazioni di Guido Rossi, la rivincita - certamente non conclusiva - di una società. 

C'è stato il lavoro di tanti. Quel lavoro ha reso possibile la scelta di Cristiano Ronaldo.

Con il suo arrivo si chiude la stagione iniziata con i Di Natale che rifiutavano la Juventus. Dopo millanta soddisfazioni se ne apre un'altra. Quella in cui Cristiano Ronaldo,  lascia il Real Madrid dove è una divinità e approda a Torino. Perché la Juventus è il futuro. Cristiano Ronaldo proverà ad aiutarla a vincere la Champions. Ma al netto della cifra tecnica, Cr7 consentirà alla Juventus di scalare l'Everest chiamato fatturato che vede Madama ancora posizionata a tre quarti del costone continentale.

Oggi il brand vale più delle vittorie. Sarebbe ora che anche i tifosi cominciassero a studiare.  L'operazione Ronaldo è una operazione mirata all'espansione e alla valorizzazione del marchio Juventus. Una operazione che consentirà di avvicinare in tema di fatturato il tetto d'Europa, là dove primeggiano Manchester United, Real Madrid e Barcellona. Con un fatturato in crescita, la Juventus potrà investire in futuro anche sui Mbappè. Che oggi costano di cartellino più di Ronaldo, ma che commercialmente non rendono quanto Cr7. Oggi è Ronaldo lo strumento ideale per coniugare  soddisfazioni sportive e necessità di incremento commerciale. Rischi? Ce ne sono: come in tutte le operazioni finanziarie. Ma immagino, alla Juventus, avranno analizzato costi e possibili ricavi. 

Poi se i tifosi vogliono bersi il fiele di chi per l'arrivo di Ronaldo sta dando di testa avranno solo l'imbarazzo della scelta. E' stato onesto Massimo Moratti: “Sto rosicando“ ha spiegato. Chapeau, ma diciamolo: niente di nuovo . 

Top Aurelio De Laurentiis. Lui, “vecchi e rincoglioniti“ al Napoli non li vuole.

 La favola della volpe e l'uva: sempre attuale. Memento: l'uomo di Madeira ha la memoria dell'elefante.

E' in fibrillazione la Consob. E sono in agitazione - per dirla con Jacques Prevert - Tigri di San Vincenzo De Paoli e Dame del Bengala. Insieme a numerosi Orsi Lavatori.

In sciopero – due giorni mica le solite due ore - saranno i lavoratori Usb di Melfi, ininfluente sigla sindacale, incondizionatamente applauditi da ex leader della “concertazione“  e aspiranti capi-pueblo. Stigmatizzati, peraltro, dai rappresentanti dei sindacati che raccolgono a Melfi il maggior numero di iscritti. Ho troppo rispetto per il concetto di “sciopero“ per esprimere una idea sulla vicenda. Solo che il mantra che motiva l'astensione in Basilicata “troppa iniquità“ mi pare ipocrita per quanto applicabile a tutto e al suo contrario. Il tentativo di resuscitare ideologie del Novecento,  velleitario. Legare i problemi salariali degli operai di Fca, allo stipendio di Ronaldo, surreale.   

 I problemi ci sono e sono tanti. Ma sono i problemi del Paese. Che la politica non ha saputo risolvere o ha risolto male . E' l'immane debito pubblico dell'Italia, l'irrisolvibile problema. Non  non lo stipendio di Ronaldo.

 E “Il dio che ha fallito“, come scriveva un sociologo francese negli anni Ottanta, ha fallito ad ogni latitudine. Come spesso capita alle utopie.

Il clima è questo. E Cr7 non è ancora arrivato a Torino. 

Grazie a questa operazione, comunque, Torino è diventata  il centro del mondo calcistico. 

Lo store della Juve (a  Torino come a Milano) è stato preso d'assalto. Tutti in coda per la 7 di Ronaldo. E' solo l'inizio, assicurano gli esperti di marketing.   

Casacca da incorniciare e da appendere: è già Storia. 

Il mercato della Juventus prevede, ora,  cessioni. In entrata, con Ronaldo, Can, Cancelo, Perin, Caldara e Spinazzola, è un mercato superlativo. 

In Spagna quelli che “sanno“ raccontano che la spia della sensibilità di Ronaldo sia stata accesa dall' applauso dell'Allianz per quella spettacolare rovesciata che puniva oltremisura la Juve.

La stessa cosa che al Bernabeu il popolo blanco aveva tributato a Del Piero, per una doppietta  entrata nel mito del calcio.

Nei giorni dell'addio di Buffon, la gens juventina trova un nuovo simbolo.

Del resto, come sovente ha raccontato Luciano Moggi, la Juventus era nel destino di Cristiano Ronaldo.

Credo che presentandosi  al suo nuovo pubblico Cr7 - con i suoi 451 gol, le sue Champions e i suoi 5 Palloni d'Oro - potrebbe esordire con tre parole: “Scusate il ritardo“.  


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