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IL SANTO DELLA DOMENICA - Cristiano Ronaldo e il gioco di Sarri. Da Bergamo serve una squadra più cinica , ma il primo bilancio è nettamente  positivo

17.11.2019 00:05 di Alessandro Santarelli    per tuttojuve.com   articolo letto 504 volte

La terza sosta per le nazionali, frena lo slancio di un campionato che sta prendendo una piega ben precisa. Lotta a due per lo scudetto, con le altre già abbondantemente staccate. Juventus e Inter hanno dimostrato, anche nelle giornate non particolarmente brillanti, di avere decisamente qualcosa in più rispetto alle altre formazioni. E prepariamoci, perché sarà una battaglia che, a meno di clamorosi colpi di scena, ci accompagnerà fino al tramonto della stagione. Sia chiaro, al netto di quello che potrà accadere nel mercato di gennaio in casa interista, il destino sembra sempre in mano alla Juve, che per rosa, individualità, mentalità e gestione delle forze, ha un passo   più rispetto alla banda di Conte & Marotta.

E, cosa non da poco, ha un Cristiano Ronaldo in più. Non riesco a vedere la presenza del portoghese come un “problema, né per lo spogliatoio, né per l’allenatore, né tantomeno per la squadra. Si sono sprecati fiumi di parole, letti e ascoltati pareri, per carità legittimi se dietro però non c’è un pizzico di malizia, su un Ronaldo finito, sul viale del tramonto, addirittura dannoso per la Juventus. Giudizi frettolosi e pericolosi, perché di fronte ad un campione del genere, il rischio di dover fare clamorose retromarce è dietro l’angolo.

Il “capriccio” post sostituzione non mi è piaciuto, o meglio, capisco l’arrabbiatura, sintomo di un giocatore che ha sempre una voglia matta di primeggiare e dare una mano alla squadra, ma il gesto di andare via dallo stadio non può essere giustificato. Ronaldo lo sa, lo ha capito e sono sicuro troverà il modo di farsi “perdonare” dai compagni di squadra, che sono stati a primi a non costruire intorno il famoso “caso” che ha tenuto banco complice la sosta del campionato. Ma la Juventus deve andare sempre e comunque davanti a tutto e tutti, e questo concetto, magari con un sano confronto con i “senatori” dello spogliatoio, Bonucci Chiellini Buffon in primis, deve essere ribadito anche a Cristiano Ronaldo, il numero uno al mondo. 

La tripletta contro la Lituania, può rappresentare la migliore medicina per far tornare alla Juve un Ronaldo sereno, e capace di dare un contributo importante già nella delicatissima sfida di sabato contro l’Atalanta. Lui stesso sa che il momento che sta attraversando in bianconero non è dei migliori, e batto le mani a Sarri che non si è fatto scrupoli nel sostituirlo, ma continuo a pensare che anche in questo periodo non brillantissimo, Cristiano Ronaldo logora chi non lo ha. Un solo dubbio dal punto di vista tecnico mi assale. Studiando i numeri di queste prime 12 giornate di campionato, Cr7 sembra essere meno centrale rispetto alla passata stagione. Tocca meno palloni, tira meno in porta, pur essendo sempre il primo in assoluto del torneo, viene cercato con minor insistenza dai compagni. La considerazione viene automatica. Forse in questa prima parte di stagione Sarri ha costruito una Juventus più indipendente, capace di saper vincere anche senza il “ marziano”     

Di conseguenza voglio dire un bravo a Maurizio Sarri. Si è calato in un mondo decisamente lontano da lui, che anzi, aveva provato a “combattere” con tutti i mezzi disponibili. Non so se si senta “juventino”, probabilmente ancora no, ma i risultati, la gestione della squadra sia in campionato che in Champions, sono decisamente a suo favore. Il bilancio di queste prime 12 giornate è molto positivo, certo con determinate sfumature ancora da risolvere e aggiustare, una qualità del gioco che deve ancora arrivare, ma neppure il più inguaribile ottimista avrebbe immaginato al 17 novembre una Juve con un ruolino di marcia come quello attuale. Da Bergamo in poi servirà una Juve più cinica e meno sprecona sotto porta. Ma continuo a pensare che la stagione ci potrà regalare diverse soddisfazioni. A patto però che tutto il mondo bianconero, dalla squadra ai tifosi, remino dalla stessa parte. Le polemiche, soprattutto quelle sterili, lasciamole a chi non vede l’ora di interrompere questa splendida egemonia .


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