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Lippi a Fox Sports: "Conte? Risultati eccezionali, ma non lascerà la Juve prima di aver vinto in Europa"

01.02.2014 14:30 di Redazione TuttoJuve    per tuttojuve.com   articolo letto 1435 volte

Marcello Lippi, allenatore del Guangzhou Evergrande ed ex c.t. della Nazionale italiana campione del Mondo nel 2006,  ha rilasciato un'intervista esclusiva a Fabio Guadagnini, direttore di Fox Sports (canale 382 di Mediaset Premium e, in HD,  canale 205 di Sky). Qui di seguito un estratto delle sue dichiarazioni:  

SU ANTONIO CONTE:
“Sta ottenendo risultati eccezionali, sta coronando il sogno che ha sempre avuto, quello di allenare la   Juve. Quando leggo che potrebbe lasciare Torino, la sensazione che ho io, conoscendo lui e il suo amore per   la Juve, è che al di là dei due scudetti e mezzo, che probabilmente diventeranno tre, è che non lascerà la   Juventus prima di aver fatto qualcosa di importante anche in Europa”.  

SU RUDI GARCIA 
“La settimana scorsa ero a Roma e sono andato a salutare i miei due mondiali, De Rossi e Totti, e lì ho   conosciuto Garcia. Gli ho detto che la sua Roma da' una bellissima immagine all’esterno, sotto tutti i profili:   quello tecnico, tattico, dell’organizzazione, ma soprattutto a livello psicologico, un’idea di compattezza, di   unità d’intenti. Tutti scattano in piedi al momento del gol. E’ molto bella l’immagine della Roma”.  

SU CLARENCE SEEDORF  
"Clarence è stato un mio giocatore all’Inter. Ha una grande esperienza da calciatore, ha vinto quattro   Champions. Era già stato scelto per l’anno prossimo e quindi è stata naturale la scelta di Seedorf per il   dopo Allegri. La cosa che mi piace molto e che fa parte della sua personalità, è che non si preoccupa se   ora il Milan è in un momento di oggettiva difficoltà, forse non c’è grande qualità al di là di 3-4 giocatopri,   lui comunque è partito dritto per la sua strada, cercando di riportare al Milan quella mentalità da grande   squadra. Rischiando, giocando con 4 attaccanti, però ha ricominciato con fermezza".  

SU ERICK THOHIR  
"A Capello ha fatto impressione il fatto che a differenza dei grandi magnati, lui sia arrivato e abbia   detto prima bisogna vendere e poi comprare. Penso che una riflessione su quali siano i problemi   della squadra, quali le dinamiche per una ricostruzione societaria sia comprensibile.  D’altro canto però il rinnovamento dell’Inter deve passare  attraverso l’acquisto di giocatori di grande qualità, che adesso non ci sono".  

SU FRANCESCO TOTTI E GIUSEPPE ROSSI  
"Ora non posso dire se porterei Totti, bisogna trovarsi dentro determinate situazioni. Certo potrebbero   esserci delle analogie, magari di buon auspicio, con l’infortunio di Rossi. MI auguro riesca a tornare in   tempo, magari un mese prima, gli basterebbero 2-3 partite per essere pronto. E’ un giocatore che ha   la classe, la personalità e l’atteggiamento giusto per fare competizioni di questo tipo. E’ un ragazzo   serenissimo, esperienza internazionale a tutti i livelli e potrebbe essere davvero la carta vincente accanto a   Balotelli".  

SU CARLO ANCELOTTI  
“Sta vincendo l’ennesima battaglia. Il curriculum di Carlo parla da solo. Ha sempre costruito gruppi,   innanzitutto di grandi calciatori, ma nessuno come lui ha dimostrato di aver l’abilità di far convivere grandi   campioni insieme. La sua più grande abilità, oltre all’esperienza tecnico tattica di livello internazionale, è   stata la capacità di creare i giusti presupposti per dei gruppi vincenti, dove ogni campione sente la voglia di   mettere la propria qualità a disposizione degli altri”  

SU JOSE' MOURINHO  
“Fa parte dell’elite degli allenatori. Al di là della simpatia o dell’antipatia, ogni giocatore che è stato allenato da lui   ne parla bene. E’ un allenatore che sa toccare le corde dei giocatori e tirare fuori il loro meglio. E questa è   l’abilità più importante per un allenatore”.  

SU JURGEN KLOPP  
“Mi piace molto la sua espressione di gioco, la partecipazione di tutta la squadra alla fase offensiva e a   quella difensiva. Ha avuto anche ottimi risultati negli ultimi anni. Mi piace molto la sua figura di giovane   allenatore”.  

SULLA PREMIER LEAGUE  
“Sono stato vicino a diversi club inglesi, l’ultimo 3-4 anni fa fu il Tottenham. Ho sempre detto di no per la   lingua, poi sono finito in Cina”  

SU DAVIDE MOYES  
"L’ho conosciuto quando andai in Scozia per delle conferenze. E’ un allenatore molto bravo, stava   diventando una sorta di Alex Ferguson dell’Everton. Pensavo avrebbe avuto meno difficoltà. Di sicuro la   telenovela Rooney non l’ha aiutato. Qualcosa in meno del City e del Chelsea probabilmente c’è. La cosa che   più mi ha impressionato è la fragilità difensiva. Il Manchester United prende dei gol che in passato non prendeva".  

SULLA SERIE A E IL CALCIO ITALIANO  
"Lo stato di salute della A visto dalla Cina è discreto. Ci sono due squadre che stanno attraversando un   processo di ricostruzione, una che dà la sensazione di essere la più forte di tutte e un’altra grande squadra   che sta facendo un grande campionato e che lotterà fino in fondo. Anche il Napoli ha cambiato molto, ha   cominciato molto bene ora sta perdendo un po’ i colpi. E’ giustificata questa rivoluzione, adesso però non   deve perdere più tanto tempo, altrimenti diventa difficile, il Napoli è un citta' che deve sognare, non deve   avere solo la sensazione di potere arrivare al vertice.   Ci sono tanti giovani bravi, le nazionali dagli U17 sono ai primi posti.   Il calcio di una nazione non si basa sul valore del club, ma su quello delle varie nazionali.  Il tasso di età media più alto d’Europa non dipende solo dallo scarso impiego dei giovani. E’ una questione   di cicli, anche in passato ci sono stati periodi con molti stranieri eppure sono nati Montella, Totti e   Del Piero. Adesso vale la stessa cosa, abbiamo Insigne, Berardi. Io credo che non sia tanto la serie A in   decadenza, ma soprattutto le serie minori. La B e la C1 sono molto peggiorate rispetto a qualche anno fa".  

SUI PROSSIMI MONDIALI  
"Ci sono squadre come Germania, Brasile, la stessa Italia, che i Mondiali possono vincerli sempre. Poi   dipende da tantissimi fattori. Quest’anno credo che la Germania abbia qualcosa in più, vedendo anche   cosa stanno facendo i tedeschi del Bayern Monaco".    

SUL SUO FUTURO  
"Ho un altro anno di contratto come allenatore di club. Sinceramente non credo che rinnoverò il contratto come   allenatore di club. Sicuramente non starò senza fare niente. MI piacerebbe una bella nazionale, magari   quella cinese perché no?"  


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