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CHIELLINI E DEL PIERO GLI UNICI BAGLIORI NEL BUIO PIU' TOTALE

Krasic ok, caporetto per Legrottaglie e De Ceglie
16.09.2010 21:13 di Alessio Fontanesi    per tuttojuve.com   articolo letto 4168 volte
CHIELLINI E DEL PIERO GLI UNICI BAGLIORI NEL BUIO PIU' TOTALE
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

MANNINGER 4.5 – La prima domanda è: perché lui e non Storari? Spiazzato sul rigore dell’1-0, ha gravi responsabilità sul secondo gol polacco, non dà mai sicurezza al reparto e non esce mai sui cross in area piccola, restando inchiodato sulla linea di porta. Il terzo gol è una perla di Rudnevs, ma lui si fa trovare troppo avanti, non riuscendo nemmeno a sfiorare la palla.

GRYGERA 5 – Partiva titolare al posto di Motta, ma il risultato, in tutti i sensi, non cambia. Secondo 3-3 dopo quello di domenica con la Samp e stessa, insufficiente, prestazione di un terzino. Certo, se il paragone è con i colleghi di reparto Legrottaglie e De Ceglie, allora si può parlare di “miglioramento”. Ma è una vittoria di Pirro.

DE CEGLIE 4 – Troppo in avanti in occasione dello 0-1, Pesko ha una corsia lunga come la Stella Cometa per poter entrare in area e prendere il rigore. Come al solito, non è mai nella giusta posizione quando deve difendere e ogni volta che è attaccato va in estrema difficoltà. Sostituito per un risentimento muscolare, la Juve segna subito (45’ pt Motta 5.5: siamo alle solite: bene in fase offensiva, malissimo in difesa. E questo è davvero un grande problema per Delneri).

LEGROTTAGLIE 4.5 – In enorme difficoltà ogni volta che i polacchi vanno in attacco, soprattutto nel primo tempo. Cercando dissennatamente di anticipare il diretto avversario sulla trequarti, scopre completamente la fascia sinistra nell’azione da cui poi nascerà il 2-0 Lech. Al suo cospetto il semisconosciuto Rudnevs sembra Ibrahimovic. Tripletta e tutti a casa.

CHIELLINI 7 – Se non ci fosse lui, la difesa ne prenderebbe altri tre almeno. Si fa trovare fuori posizione sul 2-0, ma poi raddrizza da solo la partita realizzando una doppietta. E’ nettamente il migliore di un reparto che ha più buchi di un gruviera. C’è da sperare che il prolungamento di contratto arrivi quanto prima, altrimenti saranno guai seri.

KRASIC 6.5 – Parte bene, cercando sempre il fondo e mettendo in difficoltà Henriquez. E’ l’unica nota lieta del primo tempo bianconero e anche nella ripresa non smarrisce l’iniziativa, con gamba e presenza fissa sulla destra. Se dribblasse un po’ meno, sarebbe davvero il top.

SISSOKO 5 – Irriconoscibile, non ne prende una in mezzo, è sempre in ritardo e l’ammonizione esemplifica il pessimo periodo che sta attraversando (un po’ troppo lungo, a ogni buon conto). Un po’ meglio nella ripresa, ma siamo veramente distanti dal Guerriero di ebano ammirato un paio di stagioni orsono.

MELO 5 – Follia senza alcun senso su Peszko che dopo 13’ costa il rigore con cui il Lech va sull’1-0. L’ammonizione gli condiziona la prestazione. Come Sissoko, un filo meglio nella ripresa, ma anche in questo caso siamo distanti dalla sufficienza.

LANZAFAME 4 – Aveva l’opportunità di mettere in difficoltà Delneri su chi scegliere come esterno titolare a sinistra. Ebbene, l’ex Parma ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, comprese due palle molto importanti, in area polacca, finite rispettivamente in curva e in fallo laterale dalla parte opposta. Bocciato su tutta la linea (10’ st Pepe 6: buona la gamba, ma in area non arriva mai un cross degno di nota).

DEL PIERO 7 – E’ la Juve. Su questo non ci piove. Parla una lingua completamente diversa da tutti i compagni di squadra. Canta e porta la croce, in una partita dalle mille emozioni. Prova la magia subito, ma Kotorowski dice di noi. Poi calcia una fila di punizioni che però non mettono mai in difficoltà la difesa polacca. Nella seconda frazione sale in cattedra smistando palloni su palloni, prendendo falli pesanti e facendo ammonire almeno un paio di avversari. La perla di sinistro, che vale il momentaneo sorpasso Juve, meriterebbe un capitolo a parte. Il prossimo novembre compirà 36 anni, ma il “vizio” di essere un fuoriclasse non lo perde di certo.

IAQUINTA 6 – Suo il primo vero squillo nel primo tempo con un sinistro che impegna Kotorowski. Si vede che gli manca ancora il ritmo partita, però si sbatte, lotta e si impegna in un ruolo, quello di prima punta, che non è il suo (34’ st Marchisio sv).

All: Delneri 5 – Partiamo dalle note negative, perché sono di gran lunga di più rispetto alle positive. Come è possibile che una squadra che gioca in casa, dopo 10’ dall’inizio del match, si faccia sorprendere così su un contropiede partito dall’area di rigore avversaria? In generale, i giocatori ci mettono un’eternità ogniqualvolta si deve ripiegare in difesa. In occasione del raddoppio del Lech, poi, è totalmente sbagliato l’approccio: Legrottaglie a vuoto, i centrali e De Ceglie sono statuine adatte più al museo delle cere che a un campo da calcio. Non si capisce, poi, il perché ricorrere al turnover (persino in porta) con una squadra ancora in bacino di carenaggio. Tra le note positive, la reazione con cui i bianconeri si sono presentati in campo nel secondo tempo. Ma contro un Lech Poznan qualsiasi non può certo bastare. Salvo ognuno, questa è la Juventus.
 


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