Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacremoneseempolifiorentinahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliromasalernitanasampdoriasassuolospeziatorinoudinese
Canali altre squadre alessandriaascoliavellinobaribeneventobresciacagliaricasertanacesenafrosinonegenoalatinalivornonocerinapalermoparmaperugiapescarapordenonepotenzaregginaternanaturrisvenezia
Altri canali serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionaliesportsstatistichestazione di sosta
tmw / juventus / Serie A
TWITCH - Argurio: "Mercato drogato dal Mondiale? Bisogna pensare al prima e al dopo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
giovedì 8 dicembre 2022, 16:25Serie A
di Lorenzo Di Benedetto
fonte Francesco Benvenuti
twitch

Argurio: "Mercato drogato dal Mondiale? Bisogna pensare al prima e al dopo"

Christian Argurio, ex scout della Juventus e dell'Udinese tra le altre e già ds di Catania e Messina, oggi nella dirigenza dei croati dell'NK Istra, nel suo appuntamento settimanale col canale Twitch di TuttoMercatoWeb.com, ha parlato di vari argomenti relativi al Mondiale e non solo. Queste le sue parole.

Il Marocco è la rivelazione per eccellenza di Qatar 2022. Giocatori già affermati, che stanno approfittando al massimo della vetrina del Mondiale, ma anche l'esplosione di molti talenti, nella Nazionale marocchina. Quale aspetto ti ha maggiormente impressionato?
"Loro sono partiti come Nazionale che avrebbe potuto dare fastidio, poi questa unione tra una nuova leva di giocatori, e giocatori più affermati, con esperienze internazionali importanti, ha creato tutto il resto. Già dalla prima gara con la Croazia - che molti, qui in Croazia, avevano definito come 'fallimentare', per il risultato finale - avevo notato che la Nazionale di Dalic non era libera mentalmente, ma che, soprattutto, il Marocco aveva una solidità degna di nota, organizzazione ed entusiasmo. Non so se basterà con il Portogallo, dopo aver giocato supplementari e rigori come ha fatto il Marocco, anche perché la profondità della panchina lusitana consente al CT Santos di avere molte soluzioni".
 
Quanto può essere pericoloso, in ottica mercato, valutare un giocatore per quanto fatto in un contesto così particolare, e con un numero così esiguo di partite, come il Mondiale?
"Un addetto ai lavori deve saper guardare il contorno, riuscire a vedere il contesto per cui si sta formando e sviluppando l'evoluzione di un giocatore: gli avversari, i compagni. È tutto molto compresso in poche gare e in un mese di gioco. Un Mondiale può essere uno specchio importante, per il valore del giocatore, ma valutare il prima, e provare a immaginare il dopo, è decisivo, evitando così di farsi 'coinvolgere' troppo e commettere errori. Parlando invece della Croazia, non possiamo non ripartire dal fatto che un Paese di circa 4 milioni di abitanti, la cui indipendenza è recente, sta continuando a raccogliere risultati stupefacenti, tra Europei e Mondiali. Indipendentemente dal risultato con il Brasile, arrivare tra le prime otto al Mondo, dopo esser stati vicecampioni del Mondo quattro anni fa, è un altro risultato impressionante, per quella che è la grandezza del territorio. La Croazia, dei territori dell'ex Jugoslavia, è quella che ha fatto vedere le cose migliori, e oltretutto questo è un Mondiale che da un lato porta alla chiusura di un ciclo di giocatori importanti, Modric uno per tutti, ma dall'altro sta mostrando qualcosa di nuovo, soprattutto nel reparto difensivo e con Gvardiol, uno dei difensori più forti di questo Mondiale. E' sempre stato una promessa importante, lo ha dimostrato con il Lipsia, ora con la Nazionale e sono sicuro farà altrettanto con il Chelsea, con il Real Madrid, ovunque andrà, comunque in un top club in futuro, perchè è uno dei difensori più forti al mondo, in prospettiva".
 
Un giocatore come Gvardiol, un acquisto come quello del Lipsia dalla Dinamo Zagabria, è da ritenersi inarrivabile per l'Italia per poca forza economica o per 'modus operandi' dei nostri club?
"Entrambi i motivi. Ci sono squadre che si stanno avviando ad avere un nuovo 'coraggio', sul mercato. Puntare su un giocatore così giovane, a 18-20 milioni, non è facilissimo neanche per i top club italiani, anche se qualcuno avrebbe potuto permetterselo. La competenza dei nostri dirigenti è alta - lo abbiamo già visto con il Napoli e il Milan - anche se sui giovani il tema dell'"aspettare" è delicato, pensiamo a De Ketelaere: magari tra sei mesi ritroveremo il giocatore visto al Bruges. Un altro nome che faccio è Sucic, del Salisburgo: una squadra italiana potrebbe avere il coraggio di provare a prenderlo, a cifre simili di quelle spese dal Lipsia per Gvardiol, un giocatore che è certamente da top club".

Clicca qui per rivedere la diretta integrale della puntata sul canale Twitch di TuttoMercatoWeb!