Un Martinez per la Juventus. Perché lo chiamano "Dibu" e la notte in cui divenne icona
Anche la Juventus potrebbe avere il suo Martinez: non Lautaro, ma un altro Campione del Mondo come Dibu. È lui il primo nome per la porta bianconera, anche se c'è da capire se si possa arrivare ad una quadra, a partire dalle richieste economiche da parte del giocatore e dal tetto che c'è nella squadra di Spalletti, con Yildiz che è attualmente il più pagato (a 6 milioni più bonus).
Un leader per Spalletti
Ma che innesto sarebbe quello di Dibu Martinez per la Juventus? Non è più giovanissimo, ha 33 anni e ne farà 34 a settembre, ma per i portieri si sa che l'età conti relativamente. Di certo se si parla da mesi del fatto che a Spalletti servano dei leader beh, Dibu lo è eccome. Molto più di Messi, che leader lo è con i piedi: è il portiere, insieme ad Otamendi e De Paul, ad essere il cuore pulsante dell'Argentina.
Le parate contro la Colombia
Dalle sue parate è partito il ciclo vincente di Scaloni. Con una notte in particolare che lo ha definitivamente consegnato alla storia del proprio Paese, fra le tante e molto prima di quella contro la Francia in finale del Mondiale. Stiamo parlando della semifinale di Copa America 2021. In quel momento vincere un trofeo per l'Argentina era un tabu e serviva un eroe inatteso. Basta fare un rapido giro sul web per recuperare un video iconico nel quale si sente chiaramente come Dibu Martinez gioca con la psiche dei tiratori avversari. Davinson Sanchez, poi Yerry Mina e infine Edwin Cardona: tre rigori parati su 5 tirati dagli avversari, dopo frasi come "lo siento, pero te como hermano", ovvero "mi dispiace, ma ti mangio fratello". Con annessi balletti dopo le parate. Solo uno dei tanti momenti al limite di un giocatore irriverente e sfrontato.
Il significato del soprannome "Dibu"
Ma cosa significa il soprannome "Dibu", visto che in realtà si chiama Emiliano? Il soprannome è nato ai tempi in cui il portiere giocava all'Independiente de la Plata. Al tempo iniziarono a chiamarlo "Dibujo", abbreviato in "Dibu" e si riferisce alla somiglianza che mostrava con il protagonista del programma tv argentino “Mi familia es un dibujo” (La mia famiglia è un disegno).
Articoli correlati
Altre notizie
Ultime dai canali


