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Lazio-Samp 2-2. Saponara fa l'Ibra e gela l'Olimpico in un finale shock

08.12.2018 22:49 di Gaetano Mocciaro    articolo letto 22908 volte
Lazio-Samp 2-2. Saponara fa l'Ibra e gela l'Olimpico in un finale shock
© foto di www.imagephotoagency.it
Epilogo incredibile, quello dell'Olimpico. La Lazio butta via una vittoria che sembrava raggiunta dopo tanta sofferenza e ben oltre i 90 minuti regolamentari, la Sampdoria è fortunata ma dimostra di come non mollare mai alla fine premia. Tanto da centrare un incredibile 2-2 al 99'. QUAGLIARELLA COME IL BUON VINO - I tre pareggi consecutivi, il sospasso del Milan, il ritiro. La Lazio è chiamata alla reazione davanti al proprio pubblico e il calendario le riserva una squadra col morale a mille e due vittorie fra campionato e Coppa Italia in una settimana. Simone Inzaghi scioglie le riserve in attacco preferendo Caicedo a Immobile e i primi minuti di gioco sembrano dare ragione al tecnico. L'ecuadoriano è bravo a mettere pressione alla difesa e Audero quasi gli regala il gol fallendo un passaggio a Colley e trovando invece l'ex Manchester City che tocca per Immobile lesto a mettere in rete. La bandierina del fuorigioco strozza l'urlo dell'Olimpico e salva il portiere di origine indonesiana a una figuraccia. Questione di poco ma l'inerzia della partita sarebbe stata decisamente diversa. La Sampdoria invece riesce a reggere l'urto pur rischiando sia per qualche leggerezza propria (vedi Colley che manda in porta Caicedo e Andersen ci mette una pezza), sia per un Immobile particolarmente ispirato. Il centravanti palla al piede è un pericolo costante sia come finalizzatore che come suggeritore. I blucerchiati sfruttano le verticalizzazioni di Ekdal, la qualità di alcuni uomini come Praet, la velocità di Caprari e la vena di Quagliarella. Ed è quest'ultimo che al 21' porta a sorpresa in vantaggio il Doria: Praet allarga per Murru, traversone basso e il numero 27 a centroarea deve solo spingere in rete. Ottavo centro in campionato, sesto nelle ultime cinque partite giocate. Non ha mai avuto una costanza simile sottoporta. Audero e un palo all'ultimo istante dicono no a Immobile. La Lazio va all'intervallo sotto, ma la prova offerta induce all'ottimismo. ASSEDIO LAZIO - Simone Inzaghi cambia le carte, se pur mantenendo inizialmente il 3-5-2: Correa al posto di Caicedo, Cataldi per Badelj. La spinta dei padroni di casa è notevole, Lulic, che si era perso Quagliarella in occasione dello 0-1, cresce alla distanza ed è praticamente imprendibile. Il bosniaco può anche segnare al temine di una giocata personale trovando la risposta di Audero. Immobile è ovunque e quasi manda in rete Correa: anche qui è il portire a dire di no. La Lazio colleziona corner, manca solo la stoccata finale. L'ingresso di Luis Alberto nell'ultimo quarto d'ora rende la squadra ancora più offensiva e alla fine arriva il meritato pari: corner di Cataldi, magia di Parolo che libera di tacco Acerbi e il difensore anticipa Audero in uscita. 1-1 e il difensore ancora una volta dimostra di avere un conto aperto con i blucerchiati, trafitti per la quarta volta dall'ex Sassuolo. SORPASSO, ILLUSIONE, BEFFA -Siamo al 79' e l'inerzia ora è tutta per la Lazio che nei minuti di recupero crede davvero di trovare la meritata vittoria: Bereszynski atterra Correa lanciato a rete, è rosso per il polacco e dalla punizione che ne segue sul tiro di Luis Alberto c'è il gomito di Andersen. L'intervento del VAR porta l'arbitro Massa a decretare il calcio di rigore e Immobile al 96' è freddo e spiazza Audero. Sembra il giusto epilogo che premia una Lazio migliore e invece la Sampdoria ci crede ancora: lancio lungo di Murru, sponda di testa di Kownacki e Saponara si inventa un colpo da arte marziale degna di Ibrahimovic che beffa in pallonetto Strakosha. Incredibile, ma vero, il Doria acciuffa al 99' il 2-2 definitivo. IL MILAN RINGRAZIA - A ridere maggiormente è il Milan che dopo aver visto la Roma fermata dal Cagliari comunque vada contro il Torino resterà in quarta posizione. Per la Lazio quarto pareggio consecutivo e nonostante una prestazione di grande livello il contraccolpo psicologico rischia di essere forte.

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