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Juve: finalmente De Ligt, il colpo per la Champions. Inter: l'idea e i calcoli del club per il centrocampo (e su Dzeko e Lukaku...). Milan: Bennacer fatto e... occhio a Suso. Roma: la mossa per Veretout e il caso-Zaniolo. Napoli-James,tocca a Mendes

16.07.2019 06:33 di Fabrizio Biasin    articolo letto 62257 volte
Juve: finalmente De Ligt, il colpo per la Champions. Inter: l'idea e i calcoli del club per il centrocampo (e su Dzeko e Lukaku...). Milan: Bennacer fatto e... occhio a Suso. Roma: la mossa per Veretout e il caso-Zaniolo. Napoli-James,tocca a Mendes
© foto di Alessio Alaimo
Ho visto la partita di tennis. Molti l’hanno vista. È stata bellissima. Se vi piacciono il tennis e lo sport in generale avete certamente goduto come ricci. Dicono che i ricci siano dei grossi trombatori: ci fidiamo. Una volta ho incontrato Federer. È successo un anno fa. Alla fine di questo pezzo vi racconto come è andata. Cioè, potete anche non leggerlo, non succede niente, ma serve a inquadrare il soggetto rispetto a una moltitudine di “altri soggetti” che affollano il mondo dello sport.

E comunque siamo ancora qui a parlare di mercato. E di ritiri. L’Inter oggi parte per l’Asia. Nel gruppo arrivano Barella, Bastoni e Vecino, in attesa delle punte per Conte. Abbiamo visto il test contro il Lugano che conta quello che conta: una ceppa. Fare le analisi delle amichevoli di luglio è piuttosto stucchevole, ci limiteremo a valutare l’atteggiamento di Conte a bordo campo. Pareva una iena famelica. È un buon segno? Beh, sì. È forse una novità? No. Con l’arrivo di Barella la squadra fino a metà campo è fatta. Cioè, il discorso è molto semplice: a meno che non parta qualcuno non arriveranno altri giocatori. Molti legittimamente sperano in un colpo a sorpresa, magari qualche campione di primissima fascia, ma in società, al momento, ragionano solo sull’attacco. E quindi su Dzeko. E qundi su Lukaku. Per il primo i problemi economici non sono affatto insormontabili, anzi il ragazzo è in rapido avvicinamento. Per il secondo siamo alla consueta “fase della spiaggia”. Tu dici 85, io dico 70, tu li vuoi subito, io te li voglio dare in 4234 comode rate. La trattativa è complessa, è vero, ma per nulla bloccata.

E poi la Juve. Anche in questo caso molti pretendono a grande voce “un altro centrocampista”. Come se fossero insufficienti i vari Pjanic, Emre Can, Bentancur, Rabiot e tutti gli altri, Ramsey compreso. Ieri il calciatore gallese si è presentato in conferenza. In italiano, tra l’altro: ottimo segnale. Cioè, questo non significa che farà 22321 gol, ma che abbia un certo tipo di testa, quello sì. E non è poco. Ah, per la quarta settimana di fila stavamo per scrivere “De Ligt è a un passo” e “le cifre sono 75 milioni all’Ajax e 7.5 mln a salire di ingaggio per il 19enne” e “la clausola sarà di 125 milioni” e “manca solo un po’”. Invece no, non manca più nulla: arriva oggi, domani fa le visite e ci consente di metterlo nel titolo per strappare dei sontuosi clic. Gran colpo davvero. Su Higuain in compenso non sappiamo nulla.

Quindi il Milan. Anche qui son sempre le solite quattro balle. Tipo Bennacer che “arriverà, ci siamo”. E in effetti è così: l’algerino che ha raggiunto la finale di Coppa d'Africa firmerà un quinquennale da 1,5 milioni a stagione. Beato lui. All’Empoli 16 milioni. L’amabaradan dovrebbe concretizzarsi a inizio settimana prossima. Decisamente meno probabile che il Diavolo accetti di scambiare Suso per Pastore e un po’ di milioni. Cioè, con tutto il rispetto, persino Pastore lo riterrebbe "curioso". E qui entriamo nel campo della totale soggettività: ma davvero Suso non può fare al caso di Giampaolo? È vero, il modulo non lo agevola, ma vi pare così incapace di fare altro? Lo so, lo so, molti non amano lo spagnolo, ma in tempi di “mercato controllato” occhio a fare a meno di chi ha certamente qualche limite, ma anche più di una giocata nei piedi.

Ultime da Roma: si avvicina Veretout, oggi sono previsti nuovi contatti, l'offerta supera quella del Milan. Higuain resta un obiettivo ma la storia è complessa perché contempla le situazioni di Dzeko, Icardi e bla bla bla. Per quanto riguarda Zaniolo si fanno tante chiacchiere, la sensazione è che alla fine resterà. Giustamente, tra l'altro: per i giallorossi non avrebbe alcun senso privarsi già ora di questo ragazzo.

E poi il Napoli. Il sogno James Rodriguez resta vivo, ma anche in questo caso sono settimane che scriviamo la solita cantilena e non succede nulla. Anzi sì, tocca battere la concorrenza. Il Real difficilmente vorrebbe aiutare l'Atletico, ma i quattrini fanno spesso (sempre?) la differenza. Tocca sperare nelle "magie" di Mendes...
(Prima di lasciarvi a Federer vi devo dire che un tale durante il solito programma del lunedì sera ha appena urlato “PRETENDO IL FALO’ DI CONFRONTO! DEVO CAPIRE!”. Sì ma stai calmo. Cioè, il falò di confronto. Una volta quando scoprivi di avere il cornone partivano le rappresaglie, ora c’è “il falò di confronto”. Ma dimmi te…).

 

Ciao. Volevo raccontarvi una cosa.

Sono stato agli Oscar dello Sport o Laureus 2018 che dir si voglia. A Montecarlo. C'erano un sacco di campioni, da tutto il mondo, ma proprio un sacco. Pareva il paradiso dello sport.

C'era uno che qualche anno fa giocava a calcio molto bene che ha detto "Veloci con le domande che devo andare".

(A un certo punto ho visto Federer: faceva i selfie con dei fan nella hall di un albergo e sorrideva a tutti).

C'era il campione di ciclismo che "basta foto, devo andare". Ed è filato via.

(A un certo punto ho visto Federer in una stanzetta privata del centro congressi: faceva i selfie con gli amici del Principe e sorrideva a tutti).

C'era un altro, pure lui ex pedatore di livello, che ha chiesto e ottenuto di spostare la conferenza. Poi si è comunque presentato con mezz'ora di ritardo.

(A un certo punto ho visto Federer sul mitico red carpet: faceva i selfie con i bambini, i genitori glieli mettevano in braccio neanche fosse un Santo, lui sorrideva a tutti).

C'erano tre atleti fenomenali, americani che hanno fatto la storia dello sport. Parlavano tra di loro nel privé di un locale lussuoso, protetti da un paio di "gorilla".

(A un certo punto ho visto Federer nei pressi del cesso: la gente usciva dal cesso e gli chiedeva i selfie. Lui sorrideva a tutti anche se leggevi nei suoi occhi il sospetto che certe mani fossero "pisciate").

C'era l'ennesimo ex grande pedatore che ballava con la moglie, una donna bellissima. E tu che dici al tuo collega con un francesismo: "Porca malora che figa!". E lui: "Pure lui è un bell'uomo però, diciamolo". Non davano molta confidenza.

(A un certo punto ho visto Federer alla cena di gala: la gente andava a rompergli il cazzo mentre mangiava il trancio di salmone e gli chiedeva il selfie. Lui poggiava la forchetta, si alzava e sorrideva a tutti).

C'erano molti altri sportivi parecchio noti, venuti clamorosamente per accattare "il gettone di presenza" e, una volta terminato il discorso di rito ("ringrazio Pluto e Paperino per la grande opportunità bla bla bla Viva lo sport bla bla bla") si sono levati dalle balle con scatto felino alla Bolt.

(A un certo punto ho visto Federer. La cena era finita. La massa di invitati si è avvicinata al suo tavolo. Lui si è "consegnato". È iniziata una processione durata non meno di 40 minuti fatta di strette di mano, selfie, abbracci, dediche, venerazioni. Lui ha sorriso a tutti, uno ad uno, fino a quando un tizio ha bloccato l'ambaradan con un'espressione francese che tradotta dovrebbe suonare come "basta cazzo!").

Ora, io non dico che gli altri campioni sono stronzi perché non è vero: molti sono stati disponibilissimi e simpatici e, comunque, certi atteggiamenti sono anche "normali".

Io dico solo che ho capito perché quello svizzero lì è "oltre". Oltre le prestazioni, il saper giocare a tennis, i successi, l'esserci "nato" o "diventato".

È "oltre" perché, nonostante tutto, non ha ancora perso il contatto con la realtà. E, sì: averlo "toccato con mano" (non pisciata) mi ha emozionato.

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