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Impresa del Cagliari: S. Paolo espugnato dopo 12 anni, Napoli battuto 1-0

25.09.2019 22:57 di Giacomo Iacobellis    articolo letto 12456 volte
Impresa del Cagliari: S. Paolo espugnato dopo 12 anni, Napoli battuto 1-0
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Impresa eroica del Cagliari, che dopo ben dodici anni torna a vincere al San Paolo di Napoli. Padroni di casa sfortunati e fermati da due legni, oltre che da altrettanti miracoli di Olsen, ma comunque rei di non essere riusciti a concretizzare lo stra-dominio territoriale mantenuto durante tutto l'incontro. L'ha decisa all'87' un gol del neo-entrato Lucas Castro, che infligge alla truppa di Ancelotti la seconda sconfitta stagionale dopo quella con la Juventus e allontana gli azzurri a -6 dalla vetta. Terza vittoria consecutiva, invece, per gli uomini di Maran, che raggiungono proprio i partenopei a quota 9 lunghezze in classifica.

Le scelte dei due allenatori - Squadra che vince, si cambia. Il motto di Carlo Ancelotti sembra essere chiaro: otto volti nuovi rispetto a Lecce, con Koulibaly a riposo (almeno inizialmente) e la coppia offensiva Lozano-Mertens. Sul fronte opposto inedito trio di centrocampo Nandez-Oliva-Rog per il Cagliari, ancora una volto ben messo in campo da mister Maran.

Il Napoli fa la partita, ma il Cagliari regge bene - La squadra di Ancelotti si assicura subito il suo solito possesso palla: passaggi veloci, nello stretto e coinvolgimento di ogni giocatore nella costruzione della manovra. Dopo dieci minuti di sterile controllo, con una velenosa ripartenza del Cagliari ben interrotta da una provvidenziale diagonale di Di Lorenzo, la maggiore qualità partenopea e un errore in ripartenza degli ospiti portano alla prima occasione da rete: tiro di Lozano da buona posizione, murato in angolo dal tandem difensivo Klavan-Pisacane al 13'. La risposta dei sardi è una conclusione senza troppe pretese di Ionita, che dalla distanza manda a lato al 15'. Mario Rui spara clamorosamente alto al 24', ma il fischio dell'arbitro e la sua netta posizione di fuorigioco gli risparmiano le occhiatacce dei compagni. La truppa di Maran cresce alla distanza, Joao Pedro prova inventare e Simeone non si risparmia abbassandosi spesso per aiutare i compagni in fase di impostazione, eppure a controllare il gioco è sempre il Napoli, trascinato dall'imprevedibilità e dalle geometrie dei vari Insigne, Mertens e Lozano.

Occasionissima Insigne - Zielinski ci prova da fuori col sinistro al 38', ma il suo tentativo sugli sviluppi di un corner si spegne ancora sul fondo. Poi, ecco il primo vero sussulto del match: grande imbeccata in profondità di Mertens per Insigne al 42', il capitano del Napoli si ritrova in area davanti a Olsen, che esce però tempestivamente e gli chiude lo specchio della porta. L'epilogo, finalmente emozionante, di un primo tempo che, nonostante il 65% di possesso palla a favore dei padroni di casa, il Cagliari è riuscito a controllare con una buona organizzazione difensiva.

Assedio azzurro - Nell'intervallo Ancelotti è già costretto al primo cambio: fuori Nikola Maksimovic, vittima di una contusione alla coscia destra, e dentro Kalidou Koulibaly. Una mossa che non cambia niente nello scacchiere del Napoli, che torna immediatamente padrone del campo. Il Cagliari non sta certo a guardare e con un colpo di testa di Ionita spaventa Meret al 50', poi è Manolas a rispondere - sempre di testa - su angolo dalla sinistra: traiettorie rispettivamente alte e centrali. Altro mancino di Zielinski al 57', rasoterra rapidissimo che Olsen devia con qualche problema in angolo. Ed è proprio sul conseguente tiro dalla bandierina che il portiere ex Roma riesce a compiere il secondo intervento provvidenziale della partita: stacco aereo di Koulibaly e tuffo dello svedese che gli dice di no. Il Napoli cresce e al 62' trova un palo esterno con Mertens, ben servito da Di Lorenzo in posizione defilata. Stessa sorte, ma sul palo opposto, per la conclusione dalla distanza del medesimo attaccante belga al 65'.

Lucas Castro firma la beffa - Napoli bello e sempre più pericoloso, il gol sembra nell'aria, ma ad Ancelotti manca qualcosa là davanti. Sembra trovarlo, ancora una volta, con la carta Llorente. Lo spagnolo sostituisce Lozano, il pressing dei partenopei si alza ulteriormente e tra il 70', il 77' e l'86' è proprio l’ex Tottenham a sfiorare il gol partita grazie alla sua imponente potenza aerea. Tre tentativi, uno più insidioso dell'altro, che non trovano però gli effetti sperati. Così, come spesso succede nel calcio, si materializza la beffa. Ripartenza perfetta dei rossoblù, cross di Nandez dalla destra e colpo di testa dell'argentino Castro, lasciato tutto solo davanti a Meret all'87'. Nell'occasione, il Napoli perde per proteste Koulibaly, che chiedeva una trattenuta ai danni di Llorente nell'avvio dell'azione avversaria. Una beffa, un finale inaspettato e immeritato dopo un assedio durato 87 minuti.

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