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Buffon, godiamocelo! Mancini? Non è un mago… Donnarumma, futuro segnato

16.05.2018 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 13358 volte

Sulla cover del numero di Calcio2000 attualmente in edicola è immortalato Gigi Buffon. Un doveroso omaggio ad un mito senza confini. Ripercorrere la sua strabiliante carriera equivale ad un viaggio speciale, unico, meraviglioso. Il Signore gli ha concesso un talento enorme, lui l’ha sfruttato al meglio, affinandolo mentre diventava uomo, leader, leggenda. Non ci sarà nessun altro come Buffon, è un dato di fatto. Noi abbiamo avuto la fortuna di godere delle sue prodezze dal vivo ed è stato un “grande regalo dal cielo”. Non ha vinto la Champions League? Non importa, ha vinto tutto il resto. La bacheca della Juventus, grazie al suo fondamentale contributo, si è arricchita di tantissimi trofei e poi c’è quella Coppa del Mondo del 2006, il suo capolavoro. Non ha vinto il Pallone d’Oro? Anche Iniesta e tanti altri non l’hanno mai vinto. Un bel chissenefrega ci sta tutto… GRAZIE BUFFON, è stato un privilegio. Vi esorto alla lettura dello speciale a Lui dedicato su Calcio2000. Ne vale la pena…
Vale la pena soffermarsi su colui che, da tempo, viene designato come il suo naturale erede. Stiamo parlando di Gigio Donnarumma. Se esordisci in Serie A a 16 e otto mesi, in un ruolo, diciamo così, piuttosto complicato, non puoi essere scarso. Se neppure 20enne hai già collezionato 124 presenze nella massima serie italiana, non puoi essere scarso. Se hai quel fisico e quella reattività, non puoi essere scarso. Ma lo puoi diventare, scarso intendo… Parlavano pocanzi di Buffon. Gigi ha coltivato le sue fenomenali doti, si è migliorato, imparando dai suoi errori (pochi per la verità). Soprattutto ha fatto le scelte giuste, come quando ha lasciato il Parma per la Juventus… Nonostante fosse per tutti “Mister 100 miliardi”, si è sempre distinto per professionalità e, soprattutto, miracoli in campo… Bene, quanti miracoli ricordiamo di Donnarumma, soprattutto in questa tribolata stagione rossonera? Ci stanno, abbondantemente, su una mano… Mentre, se parliamo di “papere”, probabilmente servirebbero entrambi le mani per contarle… Inoltre, come se non bastasse, Gigio qualche autogol se l’è fatto da solo. La telenovela del rinnovo, i continui “mal di pancia” presunti o certi, un procuratore (bravissimo) ma ingombrante e poi quello stipendio da nababbo (circa sei milioni di euro a stagione) che, di conseguenza, porta tutti a chiedere parate da sei milioni di dollari. Ricordate la serie TV The Six Million Dollar Man? Non c’entra molto ma rende l’idea… Steve Austin, il protagonista, viene “ricreato” con un intervento da sei milioni di dollari. Acquisisce così capacità eccezionali, le stesse che il popolo del Diavolo vorrebbe vedere dal suo “uomo da sei milioni di dollari”. Che fare allora? Restare e zittire i critici o andarsene e rimettersi in gioco altrove? Credo che la scelta la farà Raiola. Se troverà un acquirente, Gigio cambierà maglia, se non lo troverà, Gigio resterà rossonero. L’importante è che cominci a fare le scelte giuste, magari mettendoci la faccia… La giovane età non può essere un alibi…
Non è tanto giovane Mancini (53 anni) ma è una vita che vive di calcio. Dopo una lunga rincorsa, si è preso la Nazionale. Auguri Mancio… Sono curioso di vedere come un tecnico della sua levatura, abituato a gestire rose di altissimo livello qualitativo, riuscirà ad assemblare un gruppo che, non me ne voglia nessuno, di talento ne ha ben poco (se avessimo grandi giocatori, saremmo al Mondiale, anche con Ventura in panchina). Germania e Spagna, con Low e Lopetegui, hanno fatto una scelta “interna”, puntando su allenatori di poca fama (Low è stato il secondo di Klinsmann tra il 2004 e il 2006) ma ben noti alle rispettive federazioni. Noi abbiamo puntato sul grande nome, quello che tutti conoscono per le tante vittorie. Mancini è bravo, abile, astuto ma sarà capace di scovare il talento necessario per farci ripartire. La vera domanda è: abbiamo, in Italia, il talento necessario per ripartire? A me non sembra, mi auguro, con tutto il cuore, di sbagliarmi. Non voglio più guardare un Mondiale da spettatore neutrale…


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