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L'Angolo di Calcio2000

L’angolo di Calcio2000 - Salah da Pallone d’Oro! Juve, ma gli italiani? Benvenuto Tudor…

25.04.2018 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 11538 volte

Niente vendetta. La Roma torna da Anfield con una sconfitta pesantissima, amarissima, durissima (mitigata da un finale di grandissimo orgoglio ma con sempre cinque gol al passivo). A disintegrare (salvo nuovo miracolo in “stile” Barcellona) i sogni di gloria europei del popolo giallorosso ci ha pensato proprio lui, l’ex Salah. L’egiziano ha dominato la partita, regalando magie ai suoi nuovi tifosi e facendo sprofondare nella disperazione i suoi ex tifosi. Una prestazione da fuoriclasse assoluto, una prova (l’ennesima di una stagione da urlo) da Pallone d’Oro. Sì, Salah è, insieme a CR7, in piena corsa per vincere il Pallone d’Oro. Potrebbe essere decisiva proprio la Champions League e, perché no, il Mondiale. A poche ore dalla sfida con i giallorossi, era stato chiaro: “Non avrò pietà”. E’ stato di parola… A 25 anni, l’ex Roma è diventato un fenomeno assoluto! Pallone incollato ai piedi, una facilità di corsa impressionante e una freddezza davanti alla porta degna di un killer. Il ritorno una formalità? Purtroppo sì, a meno che Di Francesco non riesca a inventarsi, nel secondo faccia a faccia con Klopp, un nuovo capolavoro da “storia del calcio”… Come 34 anni fa, i Reds hanno strapazzato il cuore del popolo giallorosso che, comunque, all’Olimpico proveranno comunque a spingere i propri beniamini all’impresa. Chissà in quanti si staranno facendo la stessa domanda, ossia: ma proprio al Liverpool bisognava vendere Salah? Serata amarissima…
Disperazione alla Roma, panico alla Juventus… Dopo anni di fiumi di champagne versati, in allegria, per festeggiare innumerevoli trofei, la Vecchia Signora teme di aver perso il proprio “fluido magico”. Al Bernabeu, in una manciata di secondi in stile Nightmare, è svanito, nuovamente, il sogno Champions League e ora, complice una capocciata di Koulibaly, la “certezza” Scudetto è messa a dura prova… Se poi il Diavolo dovesse fare l’impresa in Coppa Italia… Insomma, al momento Allegri è alle prese con tante, troppe incognite. Mille infortuni, stelle illuminano ad intermittenza, gioco ristagnante… i motivi della “crisi bianconera” sembrano molteplici. In verità c’è un particolare che, messo sotto la lente d’ingrandimento, sembra decisivo. Il famoso “zoccolo duro italiano” si sta sbriciolando… Contro il Napoli, dopo l’uscita di Chiellini per infortunio, in campo c’era il solo veterano Buffon a tenere alto il nome dell’Italia. Una squadra storicamente fondata sul Made in Italy diventata, di colpo, esterofila. Il “ricambio generazionale” pare in forte ritardo, come accade a tanti treni presi, quotidianamente, dai pendolari del lavoro. Bonucci ha fatto le valigie, tra poco le faranno, per altri motivi, Buffon e Barzagli… I senatori, quelli che scelgono se si giocherà a scopa o al due in ritiro, sono arrivati al capolinea e i “nuovi azzurri”, almeno per il momento, non hanno dimostrato di avere, per restare in tema, le carte in regola per sostituirli in campo (e fuori)… La filosofia della società non è cambiata, lo confermano anche gli acquisti, già certi, di Caldara e Spinazzola ma, al momento, manca qualcosa. Non ci si inventa leader e, forse, non lo si diventa neppure negli anni… I vari Bernardeschi, De Sciglio e tutto il resto degli italiani vestiti di bianconero dovranno, in fretta, trasformarsi da promesse in colonne. Il rischio di perdere il DNA azzurro è forte, ancor più delle possibilità di vedersi scippare lo Scudetto…
Chiudo con Igor Tudor… Ricordo di averlo intervistato nel suo anno al Siena. Mastodontico, con un volto da guerriero vero e con quel sano pizzico di follia croata che tanto mi piace… Felice che possa mettersi in gioco in un campionato tosto come il nostro… Non è mai stato un tipo abile nella diplomazia (ne sanno qualcosa al Paok) ma, in una squadra in confusione totale come l’Udinese, potrebbe davvero fare la differenza. Dall’alto dei suoi 193 cm, verrà ascoltato. Su questo non ci sono dubbi… Filosofie agli opposti. La Juventus ha sempre creduto e spinto il Made in Italy, l’Udinese, la squadra più “globale” della Serie A decide di dare credito ad un tecnico straniero. Il bello del calcio, del nostro calcio…


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