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Perché Zidane è meglio di Allegri? Icardi, il futuro è grigio! Il VAR sminuisce gli arbitri…

27.02.2019 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 20644 volte

Che settimana, quanti temi… Felice per l’Oscar a Green Book (adoro Mahershala Ali, da urlo nella nuova stagione di True Detective), meno per il caos che sta caratterizzando l’altra mia grande passione, il calcio. Dopo la pesante sconfitta della Juventus al Wanda Metropolitano, ho letto e sentito di tutto! Attenzione, la Vecchia Signora è stata inqualificabile a Madrid ma sono rimasto sorpreso nell’assistere ad un simile accanimento nei confronti di Allegri (che ha sbagliato la formazione, non ci sono dubbi). Gente che si augura che, al ritorno, l’Atletico vinca facile a Torino, così che Allegri possa essere cacciato. “Non sa far giocar bene la squadra, perché tenerlo?”, è il sunto di tante critiche. Tutti ad invocare Zidane, l’uomo delle tre Champions League consecutive con il Real Madrid… La domanda mi sorge spontanea: Perché Zidane dovrebbe essere meglio di Allegri? Perché, con il francese in panchina, la Juventus dovrebbe avere più chance di trionfare in Europa? Io so solamente che Zidane, al Real Madrid, era un bravissimo gestore. Non mi ricordo un Real Madrid tanto scintillante come gioco ma, soprattutto, rimembro una squadra legata a tante, spettacolari, individualità… Chi l’ha detto che, con il tanto chiacchierato e invocato “bel gioco”, c’è la garanzia di vincere la Champions League? Mourinho non ha mai offerto il “bel gioco” e mi pare che qualcosa abbia vinto, no? Ma, soprattutto, quante squadre vincono la Champions League ogni anno? Mi pare una e una soltanto… La gara del Wanda Metropolitano ha spazzato via tutto quello che, di fantastico, ha fatto la Juventus di Allegri in tutti questi anni… Capisco la delusione e la rabbia del momento ma quanto ci ha messo il Real Madrid a vincere la Decima? La risposta è 11 anni!!! Eppure parliamo del club più forte al mondo… Andiamoci piano con i giudizi. C’è una gara di ritorno da giocare (impossibile ma pur sempre ancora da disputare) e non va dimenticato tutto quello che ha fatto e sta facendo Allegri… Ora sembra che vincere lo Scudetto sia quasi un fastidio, ma stiamo scherzando? Questa Juventus è già nella leggenda, senza o con una Champions League in bacheca…
Non si scherza neppure su Mauro Icardi. Oltre a riconfermare la mia completa solidarietà con la società, continuo ad assistere a punzecchiature della moglie /agente Wanda che non comprendo. “Icardi non è un mostro”, ha sentenziato e, in effetti, ha ragione. Icardi è solamente un giocatore attualmente fuori rosa, nessuno lo ha mai dipinto come un mostro… Ha un ginocchio ballerino, si è giocato buona parte del tifo nerazzurro e ha, davanti a sé, un futuro grigio. Questa è la fotografia del momento. Dovesse restare all’Inter, dovrà riconquistarsi fiducia e compagni (auguri), dovesse partire, dovrà accontentare Marotta e soci (auguri). Quindi mi chiedo? Perché non stare tutti in rigoroso silenzio, mi riferisco principalmente al duo Wanda/Maurito, e lasciar calmare le acque? Non capisco perché questa telenovela non sia stata ancora cancellata dalla programmazione mediatica… Icardi che guarda i compagni mentre giocano (e, spesso, vincono) non è un bel vedere…
Chiudo con la “patata bollente”, il famigerato VAR. Abisso ci ha lasciato le penne e, ne sono convinto, altri arbitri ne usciranno con la fedina sporca… Perché? Semplice, il VAR è pura tecnologia, non ammette sentimenti o interpretazioni o, ancora, condizionamenti ambientali. L’arbitro, con il fantasma del VAR sulle spalle, si sente intimorito, a volte in costante ansia da prestazione. Se prende una decisione, ecco che il VAR è pronto a fargli notare di aver preso un granchio. Se decide bene, ecco che, comunque, il VAR è lì a controllare se sia realmente tutto ok… Non è semplice arbitrare con un “compagno di viaggio” tanto ingombrante. Pensateci bene: guardate gli arbitri quando, sbriciolati di ogni autorità, sono in mezzo al campo ad aspettare che, dalla saletta del VAR, arrivino comunicazioni… Sono “piccoli uomini” non i rappresentati della legge! La gerarchia è cambiata. Prima c’è il VAR, poi l’arbitro e, per chi è abituato ad essere la legge in campo, non è facile farsi da parte… Ed ecco che, quando c’è da essere lucidi, qualcuno va in panico e vede ciò che il VAR non vede, come nel caso di Abisso… Brutto mestiere quello dell’arbitro dell’era VAR!!!


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