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Italia, prendi esempio dalla Russia: spazio alle limitazioni. Numeri della Nazionale: dai sessantasei su cento di Lippi ai trentatré di Conte. E la Lega Pro resta l'inferno dei dannati...

21.07.2015 06:30 di Claudio Pasqualin   articolo letto 104610 volte
Fonte: (Testo raccolto da Alessio Alaimo)
© foto di Federico De Luca

La Russia impone che in campo, nel suo campionato, vadano non più di sei stranieri per squadra. Questo vuol dire che è possibile porre delle limitazioni. Una decisione d'intesa con il Ministro dello Sport, secondo il quale la modifica contribuirà a valorizzare i talenti nazionali. Questa decisione sfata il falso mito che in Italia non si può per via della Comunità Europea. Intanto facciamolo, poi vediamo le reazioni.
Da noi si cura il moribondo con l'Aspirina, quindi ad un certo punto notiamo che tutto sta andando veramente a rotoli. Al punto che la copertina dell'autorevole Il Calciatore, organo ufficiale dell'AIC, è tutta nera, listata a lutto e si parla di anno zero del nostro calcio.

Quando Lippi vinse il Mondiale e anche dopo, poteva scegliere su cento giocatori almeno sessantasei italiani. Oggi le statistiche dicono che Conte su cento ne può scegliere trentatré. In questo mercato continuiamo a leggere di movimenti di giocatori stranieri improbabili. Ci sono sopravvalutazioni incredibili. Questo andazzo mette in evidenza l'inefficienza della struttura federale. Se non sapessi che è tecnicamente difficile, auspicherei un commissario immediatamente. Giusto per prendere subito delle decisioni.
Andrebbe ridotto il numero delle squadre e soprattutto andrebbero chiamate con il loro nome i rispettivi campionati. Macché Lega Pro, il suo nome è Serie C ed è l'inferno dei dannati, dove sopravvivere è veramente difficile.
La Federazione Russa non è mica l'ultima arrivata, se ha preso una decisione come quella di schierare cinque russi in campo e avere non più di sei stranieri per squadra, vuol dire che ci sono le condizioni per poterlo fare. Chi s'è detto contrario a questa cosa è Villas Boas, ma io sono d'accordo con il Ministro dello Sport: è una modifica che serve a valorizzare i talenti nazionali. Si faccia anche in Italia, perché all'esterofilia provocata da inconfessabili motivi extratecnici dei nostri presidenti occorre porre rimedio con delle decisioni di imperio da parte di chi organizza il nostro calcio. Ma questo, ahimé, non avviene...


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