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L'avvocato del diavolo

Platini come Blatter e non come la moglie di Cesare. Presidenza FIFA: da Maradona e Zico alle due sudafricane...

Claudio Pasqualin (Udine, 30 maggio 1944) è un procuratore sportivo e avvocato italiano del Foro di Vicenza, esperto di diritto sportivo. È stato vicepresidente dell'AIC, presidente di AssoProcuratori ed è attualmente presidente di AvvocatiCalcio.
09.10.2015 07:07 di Claudio Pasqualin   articolo letto 118719 volte
© foto di Federico De Luca

Circa un mese fa il Procuratore Generale della Svizzera annunciando di aver aperto un'indagine sul presidente Joseph Blatter per "gestione fraudolenta e appropriazione indebita" ha fatto sapere che nella stessa inchiesta è coinvolto anche Michel Platini, il principale candidato alle elezioni del febbraio 2016, data in cui verrà scelto il successore dello gnomo di Zurigo. Il Procuratore ha aggiunto che Platini, al momento, è "a metà tra l'essere testimone e l'essere indagato" per un pagamento sospetto di due milioni ricevuto dalla Fifa nel 2011. Premesso che desta meraviglia che un Magistrato pronunci frasi così criptiche e sibilline, resta il fatto che a detta del Magistrato Platini sarebbe in qualche maniera coinvolto. Il francese si difende non negando il fatto, ma spiegando che i due milioni gli sarebbero dovuti per una non meglio precisata consulenza.
Platini in ogni caso non è come "la moglie di Cesare". A chi si chiede cosa significhi questa espressione osserverò che per la storia dell'antica Roma la cosiddetta "moglie di Cesare" deve essere più integerrima dello stesso Cesare, quindi non solo non colpevole, ma non deve neppure essere sospettabile. Di conseguenza è sottinteso che, alla stregua della moglie di Cesare, chi vuole occupare alte posizioni nelle Istituzioni non deve essere oggetto di pettegolezzi, né destinatario di avvisi di garanzia. Credo sia legittimo pensare che il popolo (del pallone, come quello romano) esiga dai rappresentanti delle istituzioni quello che Cesare esigeva da sua moglie e ciò che non siano sfiorati dai sospetti più lievi, neanche quelli creati ad arte. In ogni caso, siccome è anche l'occasione che fa l'uomo ladro, ricordo che il potere economico della Fifa è davvero straordinario, si pensi, ad esempio, che il fatturato dell'ultimo Mondiale è stato di cinque miliardi di euro. Ci sarebbe davvero il bisogno di ristrutturare completamente l'immagine della Fifa scesa a causa di Blatter e compagnia (alla quale Platini è tutt'altro che estraneo) ai minimi storici. Se trovasse credito l'ipotesi lanciata dal Corriere della Sera si potrebbe persino giungere ad una "Fifa Donna" con la candidatura di due signore africane che peraltro sembrerebbero abbastanza legate allo stesso Blatter che soddisferebbe così la propria esigenza di coprirsi le spalle dopo la sua uscita di scena. La prima è una quarantottenne del Burundi (non è uno scherzo: il Burundi esiste davvero) e la seconda una marocchina cinquantatreenne primo oro africano islamico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles nei quattrocento ad ostacoli. C'è poi il solito Diego Maradona che farnetica di candidarsi e Zico che promette uno "choc democratico" se verrà eletto ma deve trovare ancora le cinque federazioni prescitte per la preposizione di una candidatura. C'è poi il principe giordano Alabin Al Housseim e infine sembra ci siano anche un Sudcoreano e un Sudafricano. C'è tempo per candidarsi fino al 26 ottobre. Tra centoquarantacinque giorni il congresso straordinario sarà chiamato ad eleggere il successore del dittatore di uno sport squassato dagli scandali. È chiedere troppo augurarsi un cambiamento democratico e radicale?


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