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La Giovane Italia
L'intervista

Alessandro Tulli, il nuovo che avanza nella Roma Campione

Omaggio a tutti i tifosi giallorossi in occasione dello Scudetto della Roma: abbiamo ascoltato il 19enne attaccante Alessandro Tulli, ormai inserito a tutti gli effetti in prima squadra nonostante la giovane età. E non finisce qui...
19.06.2001 19:06 di Germano D'Ambrosio   articolo letto 5089 volte

La Roma Campione d’Italia 2000/2001 ha tanti volti, famosi e meno famosi. Tra questi volti c’è quello di Alessandro Tulli, il numero 29 della Roma, che forse pochi ricordano all’indomani della festa scudetto, ma che comunque c’era, e presumibilmente ci sarà. Attaccante della formazione primavera, viene inserito nella rosa della prima squadra e a 19 anni diventa campione d’Italia: non c’è male per Alessandro, romano e romanista fin da bambino. Quest’anno è stato bloccato da due infortuni molto seri e solo a Febbraio ha iniziato a giocare: presenze importanti, poi, in panchina e in tribuna con la prima squadra. Ha convissuto un anno (ritiro di Kapfenberg compreso) con la squadra Campione d’Italia, e con lui abbiamo tracciato un ritratto di questa Roma tricolore. Un ritratto che parte dallo spogliatoio…

D: Domanda alquanto scontata, visto il momento. Quali sono le tue impressioni e le tue emozioni “a mente fredda” dopo lo Scudetto giallorosso ??

R: Ovviamente sono contentissimo, anche perché oltre ad esserne un giocatore sono anche un grandissimo tifoso della Roma. La piazza lo meritava, come lo meritava anche il presidente Sensi che ha allestito una squadra composta esclusivamente da campioni.

D: Essendo romano e romanista dalla nascita, conosci quindi bene l’ambiente ed il pubblico della Roma. In percentuale, quanto ha influito questo sulla vittoria finale ??

R: Senz’altro moltissimo; come tutti sanno, il “popolo giallorosso” è infatti sempre molto passionale. Ma penso che lo Scudetto sarebbe arrivato indipendentemente dal loro apporto, perché la Roma quest’anno poteva contare su giocatori davvero eccezionali.

D: Conosci bene tutti i giocatori della prima squadra in quanto hai vissuto con loro questa magnifica stagione, allenandoti con loro e “vivendo” la settimana nello spogliatoio. Visti “da vicino”, qual è stato quello che ha saputo dare piu’ stimoli alla squadra, il vero trascinatore ??

R: E’ difficile individuarne uno, ma penso che sia stato Francesco Totti, il quale ha saputo essere capitano sia in campo che nello spogliatoio. Ha sempre trascinato i suoi compagni da vero leader, e poi è stato anche decisivo con i suoi gol, che ha piazzato nei momenti piu’ importanti della stagione (vedi Napoli e Parma).

D: Una buona fetta di merito per questa vittoria fa senz’altro a mister Fabio Capello. Cosa ci puoi dire di lui, che tipo è ??

R: Come allenatore non si discute, per lui parla la storia: ovunque è andato a ha sempre fatto bene ed ha vinto qualcosa di importante. Personalmente ho avuto un buon rapporto con lui. E’ una persona dal carattere molto forte e spesso mi riprendeva durante gli allenamenti, ma ovviamente lo faceva per il mio bene, per farmi sviluppare tutte le mie potenzialità.

D: Quando si parla di Capello non si puo’ non fare riferimento anche alla fantomatica lite tra lui e Vincenzo Montella. Tu hai potuto notare davvero questo distacco tra i due durante gli allenamenti e nello spogliatoio ??

R: No, credo si sia trattato solo di una grande montatura da parte dei giornalisti. Io non ho mai assistito a screzi o a diverbi tra Vincenzo ed il mister, tutto si è svolto sempre nella massima tranquillità. Anzi, spesso si davano consigli a vicenda sul tipo di gioco e su altri dettagli tecnici. C’era un grande dialogo.

D: Si è parlato molto dell’approccio psicologico dei giocatori in queste ultime partite di campionato, sembrava quasi che ci fosse una “paura di vincere”. Tu che le hai vissute con loro, hai avvertito tutto questo ??

R: In questi casi è una sensazione che si puo’ stare. Ma la squadra ha dimostrato esattamente il contrario, affrontando con il giusto approccio mentale tutte le partite decisive. Ed anche in settimana posso garantire che tutti si sono sempre allenati bene, non cedendo mai a nervosismi di nessun genere.

D: Dalla paura di vincere alla paura di giocare, quella che sembra abbia avuto in un certo periodo, quello a ridosso della partita contro il Perugia, il portiere Francesco Antonioli. Tu hai potuto constatare realmente questa sua “crisi di nervi” ??

R: A dispetto di quanto dicono molti, credo che Antonioli sia un portiere validissimo. Purtroppo il ruolo del portiere è il piu’ difficile che c’è, e quando lui commette un errore viene compromesso tutto il risultato della partita. Ma si è riscattato alla grande nelle gare successive, risultando alla fine decisivo. Crisi di nervi ? Io l’ho sempre visto molto tranquillo, anche in allenamento.

D: Si chiude la stagione ed inevitabilmente si comincia a parlare di calciomercato. Se tu fossi nei panni del presidente Sensi chi acquisteresti per la prossima stagione ??

R: Non saprei, la squadra è già molto competitiva cosi’. Quest’anno abbiamo avuto una panchina piena zeppa di super-campioni (Nakata, Assuncao, Di Francesco, lo stesso Montella) quindi penso che ci sia bisogno di pochissimi ritocchi. Se dovessi fare un nome in particolare direi Fabio Cannavaro: con lui in difesa sarebbe perfetto !

D: Parliamo invece del tuo mercato. La scorsa estate è saltato per uno soffio il tuo trasferimento al Palermo di Franco Sensi, e anche ora si continua a parlare di un possibile prestito al club rosanero neo-promosso in Serie B. Cosa vedi nel tuo futuro ??

R: In effetti voci di mercato mi vorrebbero al Palermo dalla prossima stagione, ma ancora non c’è niente di sicuro e visto com’è andata l’anno scorso preferisco parlare solo a giochi fatti. Comunque nel caso che il trasferimento andasse in porto sarei contento di trasferirmi in Sicilia. Certo, sarebbe un’esperienza molto diversa ed affascinante; dovrei tuttavia lasciare Roma, i miei amici, la mia famiglia, le mie abitudini. Ma per fare carriera nel calcio questo ed altro. Comunque non mi sento un “raccomandato” solo perché vengo dalla Roma e sono convinto che anche a Palermo dovrei giocarmi il posto da titolare con gli altri attaccanti della rosa.

D: Siamo sicuri che con le tue potenzialità farai bene ovunque. Ma a quale giocatore ti ispiri calcisticamente, chi vorresti eguagliare nella tua carriera ??

R: Sono un tifoso della Roma e non posso che dire Gabriel Omar Batistuta. E’ sempre stato il mio idolo e penso che sia il modello ideale al quale tutti gli attaccanti dovrebbero ispirarsi. Anche in allenamento cerco sempre di carpire da lui qualche trucco del mestiere, e di rubargli anche le piccole cose.

Si ringrazia Luca Cattani per l’essenziale collaborazione


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