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La Giovane Italia
L'intervista

TMW incontra...Serse Cosmi, l'allenatore con il cappellino

Interessante chiacchierata con lo scoppiettante tecnico del Genoa, un simpatico e focoso personaggio del mondo del calcio di oggi, il quale ha tracciato con noi un suo "simpatico" ritratto...
16.01.2005 17:16 di Tommaso Veneri   articolo letto 5971 volte

Serse Cosmi (uno dei protagonisti dello strepitoso girone di andata del Genoa, campione d'inverno del torneo cadetto) è senza dubbio uno dei tecnici rivelazione del panorama calcistico nazionale, nonostante la sua giovane età (46 anni appena). Nei mesi scorsi gli è stato infatti assegnato il premio "La Torretta d'Oro" come "miglior allenatore emergente italiano".
Il tecnico umbro è conosciuto nell'immaginario collettivo come uno dei pochi "allenatori-tifosi", uno che in panchina vive e sente la partita come pochi altri, e che al triplice fischio finale (in caso di risultato positivo) esulta platealmente sotto la curva.
Suoi caratteri distintivi sono senz'altro l'inseparabile cappellino, l'imitazione (firmata Maurizio Crozza) e la frase "Liveraaani...ti spezzo una gamba!!!".
Scopriamo ora cosa ci ha raccontato...

D: Mister Cosmi, lei è senza dubbio l'allenatore rivelazione dell'attuale campionato di serie B, categoria nella quale per altro è "all'esordio". In carriera ha infatti allenato in tutte le categorie professionistiche (ad eccezione appunto della cadetteria), sedendo sulle panchine di Pontevecchio, Arezzo e Perugia. Cosa ci può dire di queste esperienze, in particolare per quanto concerne i ricordi legati alle stesse e i rapporti con i suoi ex tifosi?
R: Sono stato fortunato, perché alla Pontevecchio, all'Arezzo e al Perugia ho trovato ambienti eccezionali che mi hanno permesso di maturare e di ottenere risultati importanti. A Ponte San Giovanni riuscimmo a salire dalla prima categoria all'Interregionale, restandoci per tre anni e chiudendo con un terzo posto storico. Ad Arezzo, dopo un'iniziale diffidenza, mi hanno trattato come uno di loro e in amaranto ho vinto sia il Campionato Nazionale Dilettanti che la C2. A Perugia ero praticamente di casa: per un perugino come me, allenare la squadra della città natale era il massimo. Mi auguro che anche al Genoa la storia si ripeta. Per quanto riguarda i tifosi, il feeling è già buono. Spero di non deluderli.

D: Per quanto riguarda invece suoi eventuali progetti futuri?
R: Ho sposato il progetto del Genoa e l'ho fatto con il massimo dell'entusiasmo. L'obiettivo principale è riportare questi colori in serie A, poi ci sarà tempo per programmare il futuro.

D: Nei mesi scorsi lei ha pubblicato un libro riguardante le sue imprese perugine, intitolato "l'uomo del fiume". Alla presentazione del volume ha affermato di aver avuto il privilegio di raccontare in un libro la propria vita, privilegio che altri non hanno (come lei ha aggiunto).
La pubblicazione di questo libro è stata solamente una parentesi o potrebbe esserci nel suo futuro anche una carriera da "scrittore"?
R: Credo sia stata una parentesi. Mi sono divertito e devo dare merito ad Enzo Bucchioni, che ha saputo trasferire su carta i miei pensieri e i miei racconti. Però il mio mestiere è l'allenatore, non lo scrittore.

D: Dopo aver analizzato l'aspetto umano, passiamo a quello puramente tecnico-tattico del Cosmi allenatore. Per quanto riguarda il modo in cui fa giocare le sue squadre (in questo momento il Genoa), ha un particolare modulo a lei prediletto e/o un allenatore di riferimento (il classico "maestro")?
R: Un modulo di riferimento non ce l'ho. Ne ho utilizzati diversi negli anni scorsi, cercando sempre di adattarli ai giocatori che avevo a disposizione. Ad Arezzo, quando sfiorammo la promozione in B, giocavamo un 4-2-4 che è stato il massimo dello spettacolo per me. A Perugia, invece, ricordo con piacere il 3-5-2 che ci consentì di lanciare in A giocatori sconosciuti come Liverani e Baiocco, che poi si sono affermati definitivamente. Allenatori di riferimento? Ricordo benissimo la modernità di Corrado Viciani e poi ammiro da sempre il Trap per la capacità che ha di aggiornarsi e restare sulla breccia.

D: Nelle sue precedenti esperienze si può dire che lei ha scoperto diversi talenti, giovani che ora militano in grandi squadre e addirittura sono nel giro della Nazionale. Fabio Bazzani (avuto ad Arezzo), Marco Materazzi, Fabio Liverani e Christian Obodo (lanciati nel Perugia) per fare qualche nome. Ci può "svelare" i nomi di alcuni ragazzi attualmente in forza al Genoa, possibili rivelazioni del prossimo (o dei prossimi) campionato/i?
R: Makinwa è molto giovane e può arrivare ad alti livelli. Fra i giovanissimi, dico Renzetti, classe '88 in forza alla Primavera. E' un terzino che ha grandi qualità.

D: Genova, sponda rossoblù, è stata spesso etichettata come un ambiente nel quale convivono tre personaggi "vulcanici" del calcio italiano: il presidente Preziosi, il DG Capozucca e l'allenatore Cosmi. Come sono i rapporti tra queste tre "figure"?
R: Il rapporto fra noi è ottimo, c'è armonia e riusciamo a lavorare con la giusta serenità. Capozucca già lo conoscevo, il presidente Preziosi è stato una piacevole scoperta.

D: Cosa ci può dire invece del suo rapporto con la squadra?
R: Sono arrivato a pochi giorni dall'inizio del campionato, ma con la squadra ho trovato presto il giusto tipo di rapporto. I ragazzi si stanno dimostrando molto intelligenti, hanno messo il bene della squadra davanti ai loro interessi personali e questo è fondamentale per centrare il traguardo della serie A.

D: Riferendoci per così dire alla sua "vita privata", come vive, da tifoso, la non certo ricca di soddisfazioni stagione della Roma? Quali pensa siano state le cause del "fallimento" giallorosso?
R: Il campionato non è nemmeno a metà, la Roma ha avuto alcuni problemi ma può ancora risalire. Io, comunque, ho l'obbligo di pensare soltanto al Genoa.

D: Per concludere, un pronostico sul torneo di serie B. Chi sale nella massima serie e chi scende in C1?
R: Noi, Torino e Perugia lotteremo fino alla fine per la promozione, ma Empoli e Verona possono dire la loro. Per quanto riguarda la retrocessione, è difficile fare pronostici. In B può veramente succedere di tutto.


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