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La Giovane Italia
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Daniel Maldini, il giovane rampollo della dinastia rossonera

La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, un profilo pronto a spiccare il volo nel calcio dei grandi
02.06.2019 08:45 di La Giovane Italia   articolo letto 14100 volte
© foto di Hefnawy

La stagione della Primavera del Milan si è conclusa nel peggiore dei modi, con il penultimo posto in classifica che ha condannato la formazione rossonera alla retrocessione del campionato Primavera 2. Una delusione che fa il paio con la mancata qualificazione in Champions League della prima squadra, ma che può essere in parte mitigata dai segnali lanciati da un ragazzo col cognome pesante, ma che sembra pronto a ritagliarsi il suo spazio nel mondo del calcio.

Dinastia - Maldini e il Milan, un binomio che parte dal capostipite Cesare passando per il leggendario Paolo, e che dopo Christian (figlio primogenito dell’attuale dirigente milanista) ha reso partecipe della grande storia familiare in rossonero anche Daniel, capace di far parlare di sé grazie alle ottime cose fatte vedere con la Primavera. Con 8 gol messi a segno nelle 23 partite giocate in campionato, ai quali si aggiungono i due realizzati al Viareggio, Maldini ha toccato la doppia cifra stagionale anche al primo anno in Under 19, ultima tappa in ordine cronologico di un percorso di crescita graduale e senza strappi, che gli sta permettendo di costruire le basi della sua giovane carriera. Un rendimento che gli ha permesso di vestire per la prima volta la maglia azzurra, una soddisfazione arrivata con la chiamata in Under 18 del marzo scorso. L’infortunio subìto a fine stagione gli ha impedito di poter dare il suo contributo nella rincorsa finale ad una salvezza sfumata proprio all’ultima giornata, con il pareggio allo scadere della Fiorentina che ha relegato il Milan al penultimo posto della classifica. Chissà, forse con i colpi di Daniel i rossoneri sarebbero riusciti a scrivere un finale diverso per la loro stagione.

Destro felpato - Jolly offensivo classe 2001, Maldini è il classico numero dieci che agisce alle spalle della prima punta, zona di campo che gli permette di esaltare le sue caratteristiche tecniche. Tempi di giocata innati, segno evidente che il Dna non mente anche se nonno Cesare e papà Paolo (così come il fratello Christian) erano specialisti nel non permettere agli avversari di fare gol, piuttosto che nel segnare e far segnare i compagni. Il suo destro felpato ha già regalato magie sparse qua e là, con un paio di esecuzioni perfette su calcio di punizione che hanno fatto il giro del web. Ad un bagaglio tecnico molto vasto, Daniel sta aggiungendo una struttura fisica in linea con la tradizione impressa nel suo corredo genetico. Riempire muscolarmente la ottima base della quale dispone gli consentirà di avere nelle corde anche un maggiore impatto fisico nell’uno contro uno, necessario per poter puntare ad una carriera importante nel calcio professionistico. Ma il grande salto di qualità dell’ultima stagione è arrivato a livello caratteriale: una maturazione che lo ha portato a trovare maggiore continuità all’interno della singola gara, grazie ad un atteggiamento estremamente professionale e costantemente applicato in allenamento. Dopo gli ottimi segnali lanciati con l’Under 16 (14 reti e scudetto messo in bacheca) e Under 17 (13 gol realizzati), Maldini si è confermato anche nel suo primo anno con la Primavera, al netto di una retrocessione che però non macchia una stagione sicuramente positiva a livello individuale. Gli obiettivi per il prossimo anno sono già fissati: riportare il Milan nella massima serie giovanile e salire un altro gradino sulla scala che porta verso il calcio dei grandi. Il cognome sulle spalle è di quelli pesanti, ma Daniel sembra avere le qualità (non soltanto calcistiche) per portarlo con disinvoltura.


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