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Prina: "Gilardino sarà un grande tecnico. E Scamacca gli somiglia..."

Prina: "Gilardino sarà un grande tecnico. E Scamacca gli somiglia..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 07 dicembre 2020 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

A distanza di più di dieci anni, Luca Prina è tornato nella sua Biella: il tecnico, che nel 2014 guidò l’Entella in Serie B, e che l’anno scorso era stato vice di Gilardino (che aveva mosso con lui alcuni dei suoi primi passi da calciatore, nella natìa Biella) quest’anno è tornato alle origini nelle vesti di consulente a disposizione della società.

Mister, com’è stato il ritorno alla Biellese?
“Dico la verità, è stato un po’ strano, perché dovuto dalla necessità oltre che da una scelta personale. In questo anno così strano ho dovuto prendere delle decisioni particolari e mi è stata fatta questa offerta, che ho colto al volo. In un momento in cui il nostro calcio è in sofferenza e necessita di quotidianità, era importante per me rimanere nell’ambiente e ho trovato un posto qui di cui sono felice”.

Di cosa ti occupi ora alla Biellese?
“Faccio consulenza a 360 gradi: sono curioso per natura, assetato di conoscenze e di sapere cose nuove. Cerco di aiutare nella ristrutturazione della società, in modo che torni ad alti livelli. Non allenando, lavorare alla Biellese mi aiuta a trovare energie e a vedere le cose anche da una prospettiva per me nuova, quella dirigenziale. Poi, è la squadra della mia città e questo aiuta sempre”.

Che obiettivi vi siete posti?
“L’obiettivo è perlomeno tornare in Serie D il prima possibile e dove si inizia a pensare a fare un calcio un po’ diverso, un po’ più interessante. L’obiettivo della città sarebbe tornare a livello e il presidente è in linea con questo”.

L’anno scorso hai seguito Alberto Gilardino nella sua esperienza al Rezzato, in Serie D, prima che andasse a Vercelli. Cosa ci puoi dire di lui e cosa potrà dare come allenatore al nostro calcio?
“Lui l’ho avuto quando aveva 13-14 anni e a colpirmi erano la sua maturità e il suo equilibrio: era molto diverso dai suoi coetanei, oltre a delle doti calcistiche fuori dal comune. Era molto umile e maturo e non aveva i comportamenti dei ragazzini della sua età: questo l’ha aiutato in carriera da giocatore e sono sicuro che gli darà una mano anche da allenatore, quando ci saranno i momenti difficili. È sempre uscito dalle difficoltà con lucidità e maturità e sarà così anche adesso. Non dimentichiamoci che è stato un calciatore che a 22 anni segnava 24 gol in Serie A e che due anni dopo si laureava campione del mondo. Il suo futuro è radioso”.

C’è un attaccante che gli somiglia in questo momento?
“Difficile a dirsi, Alberto era un attaccante particolare: non era quel tipo di giocatore che supportava molto la squadra fuori dall’area, ma dentro era devastante. Sapeva segnare in tutti i modi, aveva un grande senso del gol che lo portava a capire prima dove andasse la palla e si lanciava in tutte le occasioni. Faccio fatica a paragonarlo a qualcuno di adesso. Forse, chi ci somiglia di più in questo momento è Scamacca, che ha ottimi colpi in area, ma è ancora presto per dare una valutazione di questo genere. Gilardino era unico nel suo genere. Io e lui anche dopo vent’anni abbiamo un rapporto d’amicizia tale per cui quando mi ha chiesto di fargli da vice sono stato felicissimo e orgogliosissimo”.

In chiusura, tornerai ad allenare?
“Penso di sì, ci sono state anche situazioni interessanti quest’estate, ma a causa del virus e di una situazione familiare particolare ho dovuto rinunciare, c’era un insieme di convergenze che mi impediva di muovermi come avrei voluto. La scelta doveva essere limitata geograficamente e non avrei potuto dare il massimo, ma conto di tornare in panchina in futuro”.

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