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RMC SPORT - Brambilla: "Youth League anche per club d'Europa League"

15.12.2018 14:28 di Sebastian Donzella   articolo letto 2837 volte
RMC SPORT - Brambilla: "Youth League anche per club d'Europa League"

Massimo Brambilla, ex calciatore tra le altre di Cagliari e Torino e attuale allenatore della Primavera dell'Atalanta, è intervenuto ai microfoni de La Giovane Italia, programma condotto su RMC Sport da Francesco Benvenuti e Paolo Ghisoni, per analizzare la forza del settore giovanile bergamasco, tra i più floridi d'Italia: "Da noi il ragazzo non deve crescere solo dal punto di vista tecnico e fisico ma anche da quello mentale e comportamentale. In più, chi cresce da noi e ha qualità, sa che ha la possibilità di arrivare in prima squadra. Non a parole ma con i fatti e questo lo stimola a fare sempre meglio. È vero che tra i grandi, in nerazzurro, ci sono più stranieri rispetto al passato, ma i nostri ragazzi più bravi arrivano comunque in alto. Per noi, comunque, resta fondamentale crescere prima uomini che calciatori perché non tutti diventeranno giocatori professionisti. Il comportamento e l'educazione sono fondamentali, sia per chi arriverà a certi livelli sia per chi poi farà altro nella vita: su questo la società ci stimola molto". "Puoi trovare tutti i talenti U19 sull'Almanacco "La Giovane Italia" - (CLICCA QUI PER I DETTAGLI).

Sulle pressioni e sulle distrazioni: "Il calcio è cambiato anche a livello giovanile, sia a causa dei social network sia a causa della maggiore attenzione dei media. E magari i ragazzi si fanno distrarre da cose che non sono fondamentali per la loro crescita e che possono inficiare il loro rendimento e il loro comportamento. Vent'anni fa era molto più facile: o si giocava a calcio o si giocava a calcio. Adesso le distrazioni sono molte di più. Nei settori giovanili si tende a trattare i ragazzini come professionisti adulti. Invece servirebbero gli atteggiamenti giusti per farli rendere al meglio, con tanta serenità e poche pressioni. A proposito di quest'ultime, genitori e procuratori a volte esagerano, a casa o in giro magari i ragazzi sentono cose opposte da quelle che gli diciamo noi durante gli allenamenti. Fortunatamente all'Atalanta vengono formati anche i papà e le mamme: episodi sgradevoli non ne ho mai vissuti".

Sulla spettacolare rimonta col Napoli, da 0-3 a 4-3: "Evento raro? Per fortuna direi, visto che non vorrei trovarmi così spesso sotto per 3-0. L'approccio alla partita è stato veramente brutto, poi siam stati bravi a recuperarla dal punto di vista tecnico e del carattere. C'è da lavorare sugli errori del primo tempo, probabilmente il peggiore da quando sono all'Atalanta. Ma è stata anche la vittoria più bella per quanto è stata insperata".

Sulla mancata presenza di una competizione giovanile che coinvolga le Primavere dei club in Europa League: "La possibilità di giocare la Youth League è una grande chance di crescita per chi vi partecipa. Confrontarsi con i migliori esempi europei ti fa capire a che punto siamo e quanta strada c'è da fare ancora per colmare questo gap che si è creato. È un rammarico non esserci come Atalanta, ci sarebbe piaciuto disputarla. Ma il campionato Primavera 1, dopo la riforma, è diventato più impegnativo e formativo per i ragazzi anche se la Youth League ha una marcia in più".

Sulla nuova Primavera come trampolino di lancio per la Serie A e la Nazionale: "Il massimo campionato giovanile adesso si avvicina di più al campionato degli adulti, ora il risultato inizia a contare maggiormente perché puoi retrocedere. Credo che si potrebbe abbassare ulteriormente l'età di impiego in Primavera per riuscire a mandare i giovani a farsi le ossa fuori un po' prima. Però non per tutti è così, c'è chi ha bisogno di crescere un anno in più nella propria Primavera. Se poi ad alto livello sono gli stranieri che giocano, è normale che la Nazionale viva momenti di difficoltà. Ultimamente qualche giovane in più si sta vedendo, si stanno mettendo in mostra più ragazzi di qualità rispetto al recente passato. Bisogna accelerare in questo processo di crescita altrimenti diventa dura per le selezioni azzurre".



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