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La Giovane Italia
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Ghisoni: "Zaniolo dovrà tirare un po' il fiato"

09.02.2019 18:57 di Sebastian Donzella   articolo letto 4207 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Paolo Ghisoni, giornalista di Sky e conduttore de La Giovane Italia con Dario Ronzulli, ha analizzato su RMC Sport l'incredibile annata di Nicolò Zaniolo alla Roma: "I tre gol realizzati da Natale a oggi sono stati un biglietto da visita importante ma credo che adesso fisiologicamente debba tirare un po' il fiato. La sua avventura con i giallorossi è comunque iniziata con la responsabilità importante dell'esordio in Champions a Madrid, quando si sprecarono gli epiteti per Di Francesco. Zaniolo comunque ha sempre segnato nella Primavera dell'Inter: nelle nazionali giovanili mister Nicolato ha capito che l'avrebbe potuto far giocare in qualsiasi ruolo dalla cintola in su. La convocazione in Nazionale? Bisogna fare mea culpa su Mancini: aveva già capito il suo potenziale, chiamandolo quanto ancora non aveva giocato in A. E non era facile: è vero che servono entusiasmo e freschezza nello spogliatoio, però ci sono anche le gerarchie da rispettare, non bisogna creare malumori. Magari ragazzi che hanno 60-70 presenze in serie A non vengono chiamati per essere superati da chi ha giocato giusto un paio di volte e magari così forte non è. Penso a quando il Milan bruciò Mastour perché doveva per forza esordire in A, dal momento che economicamente c'erano interessi rilevanti. Diversi ragazzi della primavera rossonera mi hanno confessato che non era proprio un bell'esempio, al contrario di giocatori come Maldini che erano entrati in punta di piedi per poi diventare punti di riferimento".

Su Gabriele Corbo del Bologna: "Uno dei prospetti più importanti a livello difensivo nel panorama nazionale. Ha frequentato la stessa scuola calcio di Ciccio Caputo, nella quale non esistono campi a undici: si gioca con una metodologia spagnoleggiante, in spazi stretti per far valere la parte tecnica. Un calcio particolare, quello del dottor Cirillo, dal quale è venuto fuori anche Corbo. L'ho incontrato lo scorso anno allo Spezia, mi ha raccontato dello stage al Bayern Monaco: serio e caparbio, mi ricorda Cannavaro".

In cadetteria si sta ritagliando il suo spazio Gennaro Tutino, prestato dal Napoli al Cosenza: "Un giocatore che si inventa delle giocate pazzesche, è sempre stato così dalla Primavera azzurra in avanti. Lo scorso anno in Lega Pro è stato uno dei trascinatori dei calabresi in B con dei gol incredibili e in cadetteria sta facendo altrettanto bene. Coi piedi fa quello che vuole, la gestione del talento è sempre il punto di domanda. Non so se la dimensione del Napoli attuale gli consentirà di tornare. Pensiamo ai due Insigne: Roberto nel Napoli non c'è. Tornando a Tutino, lo vedo in ritardo rispetto alla solidità mentale di un difensore come Luperto che merita di rimanere in quel gruppo anche se, tecnicamente, non è forte come il coetaneo".

Chiusura sui prospetti più importanti del campionato Primavera: "I nomi sulla bocca di tutti sono quelli dei goleador: Millico del Torino, Gaetano del Napoli, Cangiano e Riccardi della Roma, con quest'ultimo che non è una punta ma è un talento assurdo. Ma con grande onestà non vedo molti giocatori pronti per l'approdo in Serie A: servirebbe trovare il giusto compromesso, magari con le squadre B, per permettere loro di avvicinarsi alla massima serie gradualmente. La forbice tra Primavera e professionismo, purtroppo, è aumentata: quella attuale, nonostante l'interessante introduzione delle retrocessioni, non può colmare il gap. A proposito di squadre che rischiano, occhio al Milan che si gioca la permanenza in Primavera 1".


La Giovane Italia, con Dario Ronzulli e Paolo Ghisoni


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