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Carlo Nesti: “Avete dubbi su Lukaku? Tre motivi per non averne”

Carlo Nesti: “Avete dubbi su Lukaku? Tre motivi per non averne”
mercoledì 22 giugno 2022, 12:30La scheda di Carlo Nesti
di Carlo Nesti

Questo è il diario dei miei "pensieri", in formato "NES-tweet", o in formato più esteso, a partire dal giugno 2021, fino ad oggi, in ordine inverso.

22-6-2022
Carlo Nesti: “Avete dubbi su Lukaku? Tre motivi per non averne”

Con queste temperature, state certi che la Milano del pallone non è la città delle “minestre riscaldate”. Non lo è il Milan, che riportando a casa Ibrahimovic, si è garantita il traino-scudetto. E non lo sarà l’Inter, che restituendo all’ovile Lukaku, spazza via qualsiasi dubbio. In questo periodo, se ne sentono di tutti i colori, ma formulo 2 valutazioni. La prima è che si riforma una coppia, con Lautaro, da 104 gol in 2 campionati. La seconda è che il belga era stato ceduto per 115 milioni, ed ora torna, in prestito, per 8 + 3 milioni. Inoltre, mi batto per l’ennesima volta contro un luogo comune, che alimenta il terrore dinanzi al tridente, nel caso arrivasse anche Dybala. Nel calcio moderno, si gioca ogni 3 giorni, e c’è spazio per chiunque. Il tridente è solo un’opzione, che non può creare problemi di spogliatoio, salvo il raro problema che tutti siano senza infortuni, senza squalifiche, e al massimo della forma. Quando? Mai.

15-6-2022
Carlo Nesti: “Italia: può bastare un Gnonto per sorridere?”

A cavallo fra Argentina (0-3) e Germania (2-5), troppo entusiasmo mediatico. E’ bastato un Gnonto, fresco torello italo-ivoriano, per farci dimenticare in fretta Di Maria e soci. Al contrario, in questo momento, il nostro valore è troppo cangiante per autorizzare analisi lusinghiere. Un giorno siamo testa (intelligenza), e un giorno siamo croce (disfatta). Solo la prossima stagione risponderà a certe domande: Donnarumma è veramente il miglior portiere nostrano? Con Gatti è cominciato il dopo Chiellini? Esiste già un centrocampo dopo Jorginho e Verratti? Possiamo continuare a esistere senza centravanti? Al primo e all’ultimo quesito, si potrebbe già rispondere, rispettivamente, sì, se Gigio smette di gigioneggiare con i piedi, e Raspadori, se andrà in un grande club, che lo forgerà come Pablito Rossi. Proviamo a ripartire da Germania in casa, Ungheria e Inghilterra.

7-6-2022
Carlo Nesti: “”Hit parade del mercato” in tempo reale: Di Maria in testa”

Per puro gusto del gioco, propongo una "hit parade" personale del mercato. Indicherò, in ordine di importanza, gli affari fatti o fattibili delle grandi del campionato. 1-Di Maria (Juventus). Allegri garantirebbe classe ed esperienza ad un tridente già di per sé micidiale, con Vlahovic e Chiesa. 2-Zaniolo (Milan). Pioli colmerebbe una lacuna decisiva, piazzandolo, nel 4-2-3-1, dietro a Giroud o Ibrahimovic. 3-Dybala (Inter). Inzaghi formerebbe, con Lautaro, una coppia complementare, con l’ex bianconero “elastico” fra mediana e attacco. 4-Matic (Roma). Mourinho affiancherebbe a Cristante un play maker di ruolo, capace anche di proteggere la retroguardia. Seguono Pogba (Juventus), Mkhitaryan (Inter), Sanches (Milan) e Delofeu (Napoli).

31-5-2022
Carlo Nesti: “A Bremer la migliore pagella del campionato”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 38 giornate, le medie-voto premiano Bremer (Torino) con 6,63, che anche secondo me, è stato uno dei più implacabili stopper, ammirati negli ultimi decenni. Dietro al brasiliano, 2 elementi molto preziosi per il calcio nostrano, come Tonali (Milan), a quota 6,57, e Berardi (Sassuolo), a quota 6,56, e quindi, praticamente, a pari merito. Gli altri 7¸fra i primi 10, sono, nell’ordine: Osimhen, Brozovic, Leao, Falcone, Anguissa, Immobile e Perisic. I leader delle classifiche delle grandi del torneo, sono nell’Inter Perisic, nella Juventus Chiiellini, nella Lazio Immobile, nel Milan Tonali, nel Napoli Osihmen, e nella Roma Lo. Pellegrini.

23-5-2022
Carlo Nesti: “La scala a Pioli dello scudetto rossonero”

Sostenibilità, idee, gioventù, miglioramenti e collettivo. E’ la scala a Pioli dello scudetto rossonero, con 5 gradini per conquistare la gloria. La sostenibilità è quella di chi, pilotato dal fondo Eliott, non ha mai perso di vista il bilancio, a costo di dolorose rinunce: stra-Maignan per Donnarumma. Le idee sono quelle di chi, con Maldini e Massara, ha scovato giocatori laddove nessuno li cercava, dai Kalulu ai Tomori. La gioventù è quella di chi ha programmato il futuro, puntando senza incertezze su pedine che parevano ancora acerbe, come Tonali e Bennacer. I miglioramenti sono quelli di chi prima valeva 10, ed ora vale 100, passando dalla “diffidenza” alla “differenza”, attraverso la progressione straripante di Leao. Il collettivo è quello di chi ha saputo vincere senza vantare la rosa più forte, ma la più affiatata, con il traino carismatico di assi utili al contagocce: Ibrahimovic e Giroud.

16-5-2022
Carlo Nesti: “La psicologia è dalla parte dell’Inter?”

Premessa: sono uno di quelli, che pronosticano Milan. Però, rifletto su 2 aspetti. Milan-Atalanta: per 56 minuti, condizionati, più che avvantaggiati, dalla pressione di uno stadio esplosivo, i rossoneri vivono una sorta di blocco mentale. Il gol di Leao spezza la psicosi, e quello di Hernandez sigilla l’apoteosi. Cagliari-Inter: bastano 25 minuti, costellati di occasioni, per sbloccare il punteggio con Darmian, prima del raddoppio di Lautaro. Al 54’, il gol di Lykogiannis è un momentaneo petardo, senza che i nerazzurri perdano il controllo, ed anzi mettendosi al sicuro ancora con Lautaro. Sono solo dettagli psicologici, o dati di fatto? L’Inter giocherà in casa contro l’abbordabile Sampdoria, forte di una apparente tranquillità, come contro Il Cagliari? Il Milan giocherà in trasferta contro lo spinoso Sassuolo, frenato da una apparente tensione, come contro l'Atalanta? Domanda: saranno stati d’animo ripetibili?

12-5-2022
Carlo Nesti: “Juve-Inter: 2 modi di rialzarsi dopo i doppi kappaò”

La cornice e la tela del quadro non hanno tradito le attese. La cornice: uno stadio Olimpico ribollente di pubblico e passione. La tela: una partita spettacolare, anche se un po’ troppo elettrica (i rigori controversi). Due doppi diretti da kappaò, ai quali le squadre hanno risposto in modo diverso. I pugni della Juventus: l’1-1 di Morata e il 2-1 di Vlahovic. I bianconeri, dopo almeno 7 occasioni da rete, avrebbero dovuto continuare a giocare allo stesso modo. Al contrario, mentre Inzaghi cambiava le pile con Dumfries, Dimarco e Correa, Allegri arretrava il baricentro con Bonucci al posto di Zakaria, e con 3 difensori centrali. I pugni dell’Inter: il 2-3 di Perisic e il 2-4 dello stesso croato. I bianconeri non si rialzavano, mutilandosi persino con l’uscita di Dybala per Kean nullo, e i nerazzurri si caricavano fino al 120’. I migliori: Perisic, Barella, De Vrij, Skriniar; Chiellini, Vlahovic, Dybala, Morata.

2-5-2022
Carlo Nesti: “Le prossime insidie per Milan e Inter”

Milan e Inter: quali possibili insidie, lungo il cammino verso lo scudetto? Per i rossoneri, i 2 punti di vantaggio sono di platino, visto che consentono anche un pareggio, e non solo vittorie. Per i nerazzurri, 2 partite in casa, e 1 in trasferta sono meglio del contrario, che toccherà al Milan. La finale di Coppa Italia contro la Juventus, tuttavia, aumenterà l'acido lattico. Sostanziale parità nella tempistica, visto che chi scenderà in campo prima (Inter), la volta successiva giocherà dopo, ma con ultima giornata da definire. Le differenze maggiori riguarderanno le caratteristiche degli avversari. Per il Milan, Verona, Atalanta e Sassuolo: squadre psicologicamente tranquille, e tatticamente giochiste. Per l’Inter, Empoli, Cagliari e Sampdoria: 2 squadre su 3 psicologicamente disperate, e tatticamente risultatiste.

28-4-2022
Carlo Nesti: “Uno scudetto che scivola sotto i tacchetti di Radu”

Scivola via sotto i tacchetti di Ionut Andrei Radu. Scivola come un frammento di saponetta, o come una buccia di banana. Lo scudetto dell’Inter non è ancora perduto, ma è quasi perduto, nella notte delle streghe di Bologna. Mille anni fa fu la fatal Mantova a tradire Giuliano Sarti, guardiano di Helenio Herrera. E dire che il bellissimo gol di Perisic, dopo 3 minuti, aveva scrollato di dosso tutta la pressione, con la quale i nerazzurri affrontavano l’incontro, obbligati a vincere. In 28 minuti di dominio assoluto, con 9 tiri a 0, l’Inter ha avuto il tempo di pensare che la partita fosse finita, prima di cominciare. Ma il gol improvviso di Arnautovic ne faceva cominciare un’altra, lunga un’ora, con in campo un Bologna trasformato, con il piglio taurino di Medel, e un’Inter privata di ogni certezza. Alla fine, neppure 26 tiri a 5 sono bastati per violare la porta di un insuperabile Skorupski.

20-4-2022
Carlo Nesti: “3 gol fra Inter e Milan sono troppi, ma hanno un senso”

Così è troppo. Troppo, nel senso che 3 gol a 0 scavano un fosso esagerato fra le 2 contendenti. Ma il risultato, per quanto eccessivamente perentorio, esprime una verità. L’Inter astuta e calcolatrice, esaltata, una volta tanto, dal Lautaro autentico, e non da quello finto, contro il Milan spavaldo ma disattento. La partita poteva girare 2 volte. La prima volta fra i 2 gol dell’argentino, e cioè fra il 3’ e il 40’, quando i rossoneri hanno spaventato per ben 5 volte un eccellente Handanovic. Dal potenziale 1-1, si è passati al 2-0 per i nerazzurri, che hanno incrementato qualità e sicurezza. La seconda volta al 21’ della ripresa, quando un raggio laser di Bennacer è stato incenerito dal Var: dubbi e polemiche. Nell’Inter, sono piaciuti, oltre a Lautaro ed Handanovic, Brozovic, Barella e Perisic, ma non Calhanoglu. Nel Milan, hanno svolazzato Leao ed Hernandez, mentre non hanno aperto le ali Tomori, Messias e Giroud.

11-4-2022
Carlo Nesti: “Il Toro toglie il respiro a tutte le grandi, Milan compreso”

Nelle ultime 6 partite, il Milan non ha mai segnato più di un gol. Nelle ultime 5, invece, non ha mai incassato un gol. La verità dei rossoneri è scandita da queste cifre al contagocce, espresse da 2 0-0 consecutivi. Contro il Torino, che toglie il respiro per 90 minuti, sotto le forche caudine di feroci marcature a uomo, giocano male tutte le grandi. Per questo, non devono stupire le sofferenze della squadra di Pioli. Tanti duelli ravvicinati, e all’arma bianca. Sostanziale equilibrio a centrocampo, anche se il Milan ha tenuto di più la palla: 56%. Poche e autentiche occasioni, con 14 tiri pari, e analoga parità anche nello specchio della porta: 3-3. Il gigante delle pagelle è Bremer, contro un attacco, che riflette i principali problemi dei rossoneri, con ben 7 infortunati (troppi). Dei 4 giocatori avanzati, dà segni di vita solo la metà: Leao e Giroud. L’altra metà non incide: Brahim Diaz, Saelemaekers o Messias.

4-4-2022
Carlo Nesti: “Juve: il paradosso di seminare il meglio, e raccogliere il peggio”

Paradossi della sfera rotolante: seminare nel modo migliore, e raccogliere l’esito peggiore. E’ la sintesi di Juve-Inter, secondo le sacre scritture di Madama. Un totale di 23 tiri a 5, una traversa, un palo, e un gioco mai visto prima. Sorpresa delle sorprese, alla faccia del risultatismo: pressing continuo, manovra schizzata, occasioni dorate. Una comfort zone estetica (quando mai, prima, una squadra “bella”?), con un revival: la riproposizione della trazione a 4 dei tempi di Cuadrado, Dybala, Mandzukic (ora Morata) e Higuain (ora Vlahovic). Propositivi, in particolare, Rabiot, fatto in-solito, e Cuadrado, fatto solito. Sul fronte opposto, l’Inter non è apparsa superiore, mediamente, a quella dei 7 punti in 7 partite. Tuttavia, ha sfoderato una capacità di soffrire, che ha il volto ringhioso di Skriniar, aggrappandosi ad un rigore 2 volte legittimo. Pragmatismo inzaghiano, e non allegriano.

29-3-2022
Carlo Nesti: “La Superpagella premia Osimhen, Bremer e Berardi"

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 30 giornate del campionato di Serie A, le medie voto premiano: Osimhen (Napoli) 6,68; Bremer (Torino) 6,64; Berardi (Sassuolo) 6,63 (primo degli italiani, e primo degli azzurri, convocati da Mancini); Anguissa (Napoli) 6,55; Caprari (Verona) e Zapata D. (Atalanta) 6,54. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico (meno l’Atalanta, annoverata fra le “provinciali” di lusso), i leader in classifica sono: nella Fiorentina Saponara 6,28, nell’Inter Brozovic 6,43, nella Juventus Dybala e Vlahovic 6,51, nella Lazio Immobile 6,49, nel Milan Tonali 6,52, nel Napoli Osimhen 6,68, nella Roma Pellegrini Lo. 6,43, e nel Torino Bremer 6,64.

25-3-2022
Carlo Nesti: “Destino spietato: miracolati in estate, disastrati dopo”

Difficile stabilire quanto dobbiamo essere incazzati. Buttati fuori, ma dopo le carezze degli Europei vinti. Buttati fuori, ma dopo i ceffoni di 12 anni senza Mondiali. C’è spazio anche per la filosofia. Tanto siamo stati miracolati la scorsa estate (3 vittorie, e poi 3 pareggi su 4, entro i 90’, risolti solo in seguito), quanto disastrati da settembre in poi (2 rigori sbagliati contro la Svizzera, che gridano vendetta, e i 32 tiri contro la Macedonia, con 31 cross, solo 2 riusciti). Ci sono mancati giocatori in forma, risparmiati da laceranti campionati: male Donnarumma, Emerson, Jorginho, Barella, Insigne e Immobile; bene Bastoni e Verratti; ingiudicabile Berardi, prorompente ma sprecone. Il mondo va avanti, e non permette più le frontiere chiuse del 1966. Ma Dio voglia che sia posto un limite all’invasione barbarica degli stranieri nei nostri settori giovanili. Non è razzismo, ma pari opportunità.

17-3-2022
Carlo Nesti: “Juve-Villareal: un confronto da anestesia totale”

Meglio non tentare nemmeno i paragoni con Real Madrid-Paris Saint Germain. Juventus contro Villareal: un confronto da anestesia totale, con 2 squadre attendistiche, passive e rinunciatarie, che avrebbero preferito entrambe essere attaccate, per poi agire di rimessa. Nel primo tempo, i bianconeri hanno lanciato 4 razzi di segnalazione, 3 dei quali con Vlahovic (colpendo una traversa), mentre nel secondo tempo si sono seduti. Quattro negazioni, che equivalgono ad una condanna: niente aggressività, niente velocità, niente creatività, e, in una parola, niente coraggio. Se la Juventus esce per la terza volta di fila negli ottavi di finale, è per 3 ragioni. 1) Il peggioramento del livello-medio della rosa, soprattutto a centrocampo. 2) L’inesorabile arrivo, a febbraio-marzo, degli infortuni a raffica. 3) L’inadeguatezza del gioco, distante dalla modernità europeista. Non si tifa più Juve, bensì pro Allegri, o contro Allegri: tristezza…

7-3-2022
Carlo Nesti: “Napoli-Milan: unico segno di Maradona? La “garra””

Sul campo di Napoli, del divino Maradona, viene rievocato non il talento, ma la “garra”. Si combatte su ogni zolla, e ci scappa pure il ferito: Giroud, vittima di tagli da temperino (tacchetti). E’ proprio il satanico francese, in compenso, a tagliare in 2 la partita, con un tocco dall’istinto primordiale. Il Milan è menomato nella difesa centrale, ma nessuno se ne accorge, grazie alle chiusure vigorose di Tomori e Kalulu. A centrocampo, non disdegnano né il compasso, né la scure, Bennacer e Tomori. Sulla fascia mancina, Hernandez è il discesista, e Leao è lo slalomista, il migliore di tutti. Il Napoli, viceversa, espone presto al rischio-rosso Koulibaly e Rahmani, ammoniti. Vede naufragare in acque agitate l’ispirazione di Fabian Ruiz e Zielinski. Regala, clamorosamente, agli avversari la giornata infelice di Politano e Insigne. Dà in pasto ai segugi un Osimhen rabbioso, ma isolato. Troppo, per non perdere.

2-3-2022
Carlo Nesti: “Fra Milan e Inter, un equilibrio molto opaco”

Un equilibrio molto opaco. In campo, 2 squadre, Milan e Inter, che in questo momento vogliono, ma non possono. Per 90 minuti, si respira l’aria annoiata del rinvio. Quello al derby di ritorno, fra circa un mese e mezzo (assurdo), quando, per fortuna, non ci si ricorderà del primo. Le occasioni, in percentuale maggiore, sono del Milan, in avvio di primo e secondo tempo: Handanovic fa il “signor no”. Personalmente, fra pochi guizzi, mi piace il modo in cui si accende, sulla 3 quarti, il gioco rossonero, con Leao e Saelemaekers. Pioli li sostituisce entrambi, in un colpo solo: come non detto. Nell’Inter, il pallone arriva più raramente all’altezza delle punte. In ogni caso, anche se fosse, Lautaro è assente, ancora una volta, tristemente. Le difese sovrastano i rispettivi attacchi. Pure troppo, quando Skriniar abbraccia Giroud. Sarebbe rigore, ma a Mariani sembra eccessivo un gol, per un derby così ombroso.

23-2-2022
Carlo Nesti: “Il rischio di avere Vlahovic, e sprecarlo”

La Juve corre un rischio: avere speso 75 milioni per Vlahovic, e sprecarlo. Non basta che ora il serbo indossi la maglia bianconera, e riesca anche a segnare gol spettacolari. Occorre accompagnarlo, sostenerlo, rifornirlo. Nel modo, in cui viene impiegato oggi, esiste il pericolo di schierare un asso isolato, perennemente spalle alla porta. L’immagine del Dusan, annientato da Bremer, è il manifesto di una emergenza tattica. Sapete, contro il Villareal, quanti palloni ha toccato? Appena 24. Questo perché, soprattutto nel secondo tempo, il baricentro bianconero è stato troppo basso: intorno ai 40 metri. Quando si verticalizza, Vlahovic salta non a 3 quarti di campo, ma a centrocampo, e cioè troppo arretrato. Inoltre, con il 4-3-3 come con il 3-5-2, i cross sono merce rarissima: contro gli spagnoli, soltanto 7 a 19. La testa del serbo è una risorsa trascurata, una lacuna che la Juve non si può permettere.

17-2-2022
Carlo Nesti: “Inter: un castigo che non mortifica””

Il prologo è che il Liverpool è più forte di te, per cui l’epilogo è che lo hai spaventato per mezz’ora, conquistando almeno l’onore. Nel primo tempo, il pressing dei reds è di una ferocia sistematica, togliendo il respiro (e la palla) agli avversari. Se non si esaltassero Bastoni, De Vrij e Skriniar contro Manè, Jota e Salah, sarebbero dolori. Il Liverpool, tuttavia, concede sempre qualcosa, e a quel qualcosa si aggrappa Calhanoglu, quando timbra la traversa. Nella ripresa, fino al 75’, l’Inter abolisce la costruzione bassa, alza il baricentro, e riesce a eludere la pressione altrui. Perisic annienta Alexander-Arnold sulla pista sinistra di decollo, e i nerazzurri si ribellano al dominio. Tuttavia, i cambi di Klopp, da Firmino a Keita, fino a Henderson e Luis Diaz, rigenerano il Liverpool. Nel giro di 7 minuti, Firmino e Salah firmano il castigo, ma le luci a San Siro, per mezz’ora, avevano brillato.

8-2-2022
Carlo Nesti: “Vlahovic e Zakaria cantano “Brividi””

Se è proprio il nuovo, che avanza, a scandire la danza, la musica cambia. Innanzitutto, Vlahovic e Zakaria cantano “Brividi”: gol all’esordio, e standing ovation per due. Sublime la rete del serbo, con allungo da centometrista, e carezza al pallone. Tentacolare lo svizzero, un rubapalloni inesorabile, come serve in mediana. In secondo luogo, il triangolo sì, e non lo avevamo considerato (Renato Zero): Dybala con Morata-Vlahovic. Lo spagnolo si conferma una seconda punta da Festival, laborioso e qualitativo. In terzo luogo, il 4-3-3 non regala maggiori rischi, ma superiore equilibrio. Tre centrocampisti proteggono meglio di 2: Arthur geometra e Rabiot architetto. Una volta citati gli aspetti positivi, arriva quello negativo. La Juve gioca mezza partita nella sua metacampo, e stenta ad uscirne per il pressing alto del Verona. Con Allegri, l’andazzo è questo: l’avarizia come dogma.

4-2-2022
Carlo Nesti: “CalcioFestival: il gioco dei titoli delle canzoni”

Vi propongo un gioco: abbinate alle canzoni del Festival di Sanremo un personaggio del mondo del calcio, a secondo del significato del titolo del brano. Ecco, intanto, cosa ha partorito la mia fantasia...

Achille Lauro - "Domenica" – Valenti-Stagno (nostalgia delle vecchie domeniche di calcio).
Aka 7even - "Perfetta così" – Atalanta (la squadra di Gasperini con l’innesto di Boga).
Ana Mena - "Duecentomila ore" – Dybala (la durata della sua trattativa con la Juventus).
Dargen D'Amico - "Dove si balla" – Salernitana (si balla in difesa: 53 gol subiti).
Ditonellapiaga con Rettore - "Chimica" – Mourinho (la cerca nell’impostazione della Roma).
Emma - “Ogni volta è così” – Torino (gioca sempre bene, ma spesso perde ingiustamente).
Fabrizio Moro - "Sei tu" – Mancini (sei tu a doverci portare ai Mondiali).
Gianni Morandi - "Apri tutte le porte" – Vlahovic (lo spera, con lui in attacco, la Juventus).
Giusy Ferreri - "Miele" – Inzaghi Simone (il suo approccio dolce con le interviste).
Highsnob e Hu - "Abbi cura di te" – Chiesa (auguri di una pronta guarigione).
Irama - "Ovunque sarai" – Rossi Paolo (ovunque sarai ti ricorderemo sempre).
Iva Zanicchi - "Voglio amarti" – Cabral (lo spera il popolo viola, una volta perso Vlahovic).
La Rappresentante di Lista - "Ciao ciao" – Kulusevski-Bentancur (il saluto della Juventus ai giocatori ceduti).
Le Vibrazioni - "Tantissimo" – Sabatini (ha cambiato tantissimo la Salernitana).
Mahmood e Blanco - "Brividi" – Tifosi azzurri (quando cantano l’inno di Mameli).
Matteo Romano - "Virale" – Icardi (le foto di lui e della moglie sui social).
Rkomi - "Insuperabile" – Inter (finora eccellente, ma il campionato è lungo).
Sangiovanni - "Farfalle" – Handanovic (qualche parata non proprio indimenticabile).

Contribuite anche voi con i vostri abbinamenti. Alla fine sceglierò quello più azzeccato. Andate nel NESTI Channel, in www.carlonesti.it, lasciate un "Mi piace" per la pagina Facebook, e partecipate al concorso!

1-2-2022
Carlo Nesti: “Le mie medaglie del mercato: Oro Juventus, argento Inter”

Questo gennaio 2022 ribalta le temperature: da un mercato di riparazione solitamente molto freddo (affari al minimo), ad un mercato di ricostruzione improvvisamente molto caldo (affari al massimo). La protagonista è la Juventus, che riesce a spendere senza spandere, con grandi uscite, ma anche cospicue entrate. Le uscite, tutto compreso: Vlahovic 75 milioni + Gatti 10 + Zakaria 8,6 = 93,6. Le entrate: Kulusevski 45 + Bentancur 19 + Ramsey in prestito = 64. Dopo la Juventus, l’Inter, sempre che le condizioni fisiche sostengano i nuovi arrivi, entrambi reduci da lunga inattività. Le entrate: Gosens 27 + Caicedo in prestito. Le uscite: Sensi in prestito + Satriano in prestito. In prospettiva estiva, nomi prestigiosi, come Frattesi e Scamacca. La curiosità è rappresentata dal fatto che Juventus e Inter hanno accumulato passivi analoghi: circa 30 milioni. Non era mai accaduto, in inverno, a livello di grandi club.

25-1-2022
Carlo Nesti: “Milan-Juventus: più avanspettacolo, che spettacolo”

Milan-Juventus recitano i 90 minuti, come se dovessero aspettare la partita vera: più avanspettacolo, che spettacolo. Morata e Dybala, pi-randellamente, vagano in cerca di autore, fra tibie, che sibilano, e zolle, che si alzano. Nell’angoscioso clima pandemico di San Siro, la partita assegna il 53% del possesso ai bianconeri. Indicazione fuorviante: sono palloni giocati nella propria metacampo, e sono i rossoneri ad attaccare di più. 14 tiri a 8 del Milan, con uno zero mortificante alla voce “nello specchio della porta” della Juventus. Mai sentita tanto la mancanza di Vlahovic. Per la verità, anche sull’altro fronte brillano solo i tiri da lontano. Ibra si ferma già al 27’, medita sui suoi 40 anni, e lascia il posto ad un altro socio anziano: Giroud. Della partitissima, restano solo le sufficienze piene di Calabria, Kalulu, Romagnoli, Tonali, Chiellini, Rugani, Bentancur e Cuadrado. Difese battono attacchi 4-0.

19-1-2022
Carlo Nesti: “Dybala ha dato di più alla Juve, o la Juve a Dybala?”

C’è una domanda, che forse può servire ai 2 partiti, originati dal conflitto Juve-Dybala. Chi ha dato di più all’altro? Dybala ha 28 anni, ed è bianconero dal 2015 (7 anni), acquistato dal Palermo per 40 milioni. Ha segnato in campionato, nell’ordine, 19, 11, 22, 5, 11, 4 e 7 (torneo in corso) gol. E’ andato, dunque, in calando. E’, comunque, l’elemento di maggior classe della squadra, ma è discontinuo. La Juve, come ultimo contratto, gli ha riconosciuto 7,3 milioni netti all’anno. Inizialmente, lui ne voleva 15, poi 10, alla luce della crisi economica. Ora la società, dopo una promessa verbale orientata sui 10 milioni, opta per il ribasso, e cioè il prolungamento del contratto, con lo stesso stipendio. A mio giudizio, mettendo insieme economia ed etica, in assenza di grandi offerte, e nella consapevolezza delle difficoltà finanziarie di tutti, Dybala dovrebbe adeguarsi, e accettare.

13-1-2022
Carlo Nesti: "Inter all'ultimo secondo, ma non all'ultimo merito"

Inter all’ultimo secondo, ma non all’ultimo merito. Più possesso palla (60%), e più occasioni: 6-3 nel primo tempo regolamentare, 2-2 nel secondo, 1-0 nel primo tempo supplementare, 1-0 nel secondo. In generale, una maggiore ricerca della vittoria, in particolare, con il furore dell’avvio di gara: pressing alto, recupero della palla, conclusioni frequenti, un rigore negato. La Juventus, impoverita dalle assenze, ha fatto il massimo, di cui è capace oggi. Contro una squadra più forte, ha lottato, più di quantità e sentimento, che di qualità ed estetica. Il fatal verdetto l’ha colta, mentre la panchina chiedeva ai suoi il fallo tattico, per inserire il rigorista Bonucci. Nell’Inter, una spanna sopra Bastoni, Brozovic, Barella e Perisic. Nella Juventus, Chiellini, McKennie, Kulusevski e Bernardeschi. Capitolo a parte per Sanchez, reattivo, rapinoso, decisivo. Uno così meriterebbe i 90 minuti, ma, forse, il suo mestiere ideale è proprio il subentrante.

4-1-2022
Carlo Nesti: "I miei Oscar 2021: Jacobs, NazioMancini, Conegliano"

Fioccano, più della neve che non c’è, gli Oscar di fine anno. Mi ci metto anch’io, ma, spero, non per aumentare la confusione. Tre nomi secchi: Jacobs, NazioMancini, Conegliano. Il gradino più alto del podio spetta a Marcello Jacobs. La stratosferica medaglia d’oro del Bolt del Lago di Garda arriva nel solco dei Berruti e dei Mennea. Al secondo posto, piazzo l’Italia del calcio campione d’Europa. Il volto non è quello di un giocatore, ma dell’allenatore Mancini. A lui il merito di averci convertito dalla tradizione difensiva alla rivoluzione offensiva. Al terzo posto, scelgo il Conegliano volley. E’ la formazione pluridecorata di Paola Egonu: scudetto, Champions, Supercoppa e Coppa Italia. Come se non bastasse, il record del mondo di vittorie consecutive, a quota 74, stabilito il 21 novembre scorso. Più di così, francamente, non si può.

28-12-2021
Carlo Nesti: "La Superpagella dei quotidiani sportivi premia Pobega"

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 19 giornate, le medie voto premiano i migliori 20 giocatori in assoluto: Pobega (Torino) 6,66; Barella (Inter), Koulibaly (Napoli) 6,63; Pellegrini Lo. (Roma), Osimhen (Napoli) , Ruiz F. (Napoli) 6,62; Ansaldi (Torino), Zapata D. (Atalanta) 6,61; Anguissa (Napoli) 6,59; Bremer (Torino), Candreva (Sampdoria), Vlahovic (Fiorentina) 6,58; Barak (Verona), Brozovic (Inter), Dybala (Juventus) 6,54; Calhanoglu (Inter), Tonali (Juventus) 6,52; Calabria (Milan) 6,51; Immobile (Lazio) 6,51; Dimarco (Inter) 6,49. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico i leader in classifica sono : nella Fiorentina Vlahovic 6,58, nell’Inter Barella 6,63, nella Juventus Dybala 6,54 , nella Lazio Immobile 6,51, nel Milan Tonali 6,52, nel Napoli Osimhen e F. Ruiz 6,62 , nella Roma Pellegrini Lo. 6,62, e nel Torino Pobega 6,66.

22-12-2021
Carlo Nesti: "Rimonta-Juve a trazione posteriore"

A Natale rinasce la Juve. Sì, perché i punti di distacco dal quarto posto, adesso, sono soltanto 4. La rimonta è scolpita su 2 dati. Nelle ultime 8 partite, sono arrivate 6 vittorie. E su cosa sono fondate queste 6 vittorie? Sulla fase difensiva, con appena 2 reti subite in 8 gare. La squadra di Allegri è a immagine e somiglianza del suo allenatore, che diventa il più vincente della storia con 252 successi, come Capello. E’ una formazione risultatista, a trazione posteriore, che appare più determinata, e più propositiva. L’uomo-simbolo di questa resurrezione è Bernardeschi, prima lapidato, ed ora osannato dalla gente di Torino. Parliamoci chiaro: si può fare meglio. Lo “grande bellezza” del gioco è lontana, e i rischi non mancano. Contro il derelitto Cagliari, Alex Sandro fa rimpiangere Pellegrini, perché non difende. Bellanova lo sovrasta, e dalla sua fascia sorgono 2 gravi pericoli: Dalbert e Joao Pedro.

14-12-2021
Carlo Nesti: "L'Inter schiacciasassi"

Inter schiacciasassi: sorpasso, 40 punt, 51 gol stagionali. Ora, cara Beneamata, sei proprio bella da vedere. Una squadra, quella di Inzaghi, che non frena al momento del vantaggio, ma accelera, per segnare ancora. Quella di Conte, invece, tendeva a scalare le marce, a protezione del risultato minimo. E’ la “grande bellezza” di Calhanoglu, che spedisce la sua autostima all’incrocio dei pali. Di Sanchez, che aspira e ispira come ai tempi della gioventù. Di Lautaro, “Toro non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”. Di Barella, che non si limita alla corsa, ma dipinge rifiniture. La quinta vittoria di fila arriva con i ritmi dell’asfaltatrice. Quattro gol da favola, 75% di possesso palla, 24 tiri, 15 nello specchio della porta. In questo momento, non esiste squadra più attraente, in chiave scudetto. Il gelo di dicembre produce stalattiti nerazzurre, e valanghe di neve addosso agli avversari.

8-12-2021
Carlo Nesti: "La Milano tradita"

C'è una Milano che spera, quella rossonera, e che viene tradita. Colpa del Liverpool, con i suoi pargoli, le preuso-riserve di Klopp, smaniosi di mettersi in luce davanti al tecnico, dal sorriso buca-telecamere. Ma attenzione: non viene ritoccato l'attaccco, dove Salah, Origi e Manè turbano la difesa con accelerazioni supersoniche. In compenso, la difesa dei Reds, stavolta Signori in giallo, gioca altissima, e irretisce Messias, Brahim Diaz, Krunic e Ibrahimovic. Il quarantenne svedese sembra una maestosa figura biblica, pronta a sbriciolarsi in sale. Troppo Liverpool, 22 tiri a 8, con 7 nello specchio, per un Milan senza individualità oltre la sufficienza, e tante al di sotto: in particolare, proprio i giocatori offensivi. Tomori merita 7 per il gol dell'1-0, e 4 per il suicidio dell'1-2. Chi rimpiange gli assenti Calabria, Kjaer, Rebic, Leao e Giroud, alzi pure la voce.

1-12-2021
Carlo Nesti: "Cosa vorrei da Dybala"

Lui schizza, ricama, segna (talvolta). Anche per assecondare le sue caratteristiche, Allegri cambia modulo: dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Dybala, infatti, è un trequartista-seconda punta, che parte da lontano. La posizione è quella di trequartista centrale, a Salerno, con Kulusevski a destra, e Brenardeschi a sinistra. Kean davanti, a incassare sportellate, e faticare ad incidere. Questo è il punto. Sia con Kean, sia con Morata, la Juventus non ha un centravanti, che fa reparto da solo. Entrambi avrebbero bisogno di una spalla. Peccato che Dybala non giochi più avanzato: sarebbe il nuovo Sivori, pur senza un Charles all'altezza. L'isolamento del centravanti di turno, infatti, verrebbe archiviato. E Dybala, ne sono convinto, con solo 1-2 avversari da saltare, diventerebbe un bomber. Ma alla sua età non si cambia più. Purtroppo per Allegri.

23-11-2021
Carlo Nesti: "Lazio-Juve: Allegri, ma non troppo"

Questione di scuole di pensiero. C'è chi ritiene che il calcio "giochista" sia l'unico in grado di dare spettacolo, e portare al risultato. Possesso palla, pressing alto, e intensità a mille.C'è chi ritiene che il calcio "risultatista" sia da spedire in soffitta. Difesa a oltranza, contropiede, e roba da pensionati. La sfida fra Lazio e Juventus ha dimostrato il contrario. Io credo che esista una regola fissa, per giudicare ciò che è meglio, e ciò che peggio. Occorre verificare se quel tipo di gioco, propositivo o attendistico, produce palle gol. Se non le produce, come la Lazio di Sarri, vuol dire che i meriti del possesso palla sono cancellati dalla sterilità offensiva. Se le produce, come la Juventus di Allegri, vuol dire che i meriti delle barricate, e delle ripartenze superano la falsa brillantezza giochista. Ovviamente, fino alla partita successiva. Allegri, ma non troppo.

16-11-2021
Carlo Nesti: “Una Nazionale brutta senz’anima”

Capovolgendo Riccardo Cocciante, è stata una Nazionale “brutta senz’anima”. Di bello, non resta nulla: lo spirito spensierato e creativo lo abbiamo lasciato alle spalle. L’unico rilievo statistico positivo è il possesso palla: 71%. Ma è un palleggio malato, con Jorginho impaurito e irriconoscibile. Il virus più grave è l’inconsistenza offensiva. Non abbiamo costruito occasioni, immalinconiti da Insigne davvero finto, cioè spento, nueve. Siamo stati inferiori sul piano fisico e dinamico. Deficitari nella rifinitura. Scadenti nell’uno contro uno. Nulli negli inserimenti dei centrocampisti. Fallimentari nei cambi e nella varianti, dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Consoliamoci solo pensando che avevamo 11 infortunati. Chiellini, Verratti e Immobile, mai convincente, ma unico terminale possibile, non si sostituiscono facilmente.

9-11-2021
Carlo Nesti: “Una Nazionale che non conosce pressioni”

A confronto di un campionato, nel quale spesso gli allenatori preparano le partite come battaglie, è sorprendente la serenità con cui Mancini si esprime anche a ridosso di partite decisive. D’altro canto, i risultati sono dalla sua parte, con 37 risultati utili e 30 vittorie, su 44 partite giocate. Contro la Svizzera, la difesa sarà lucchettata da Bonucci e Chiellini, DNA immutabile della Nazionale, mentre in attacco Chiesa vive un momento davvero esaltante. A centrocampo, sorge qualche problema, per l’assenza di Verratti, Pellegrini e Zaniolo. Locatelli ha dimostrato più volte di potere sopperire all’assenza di uno dei 2 play maker, anche perché è sufficiente Jorginho, mentre il bianconero sa fungere da intermedio. Sarà fondamentale verificare i margini di recupero fisico di Barella, che, invece, mancando un autentico talento, come Pellegrini, è meno sostituibile.

3-11-2021
Carlo Nesti: “Lo sdoppiamento della Juventus formato Delneri”

Dopo le sconfitte contro Sassuolo e Verona, in tanti si sono prodigati nel definire la Juventus di Allegri. La definizione più calzante, forse, è stata quella di Marchisio, che ha paragonato la squadra a quella di Delneri. Indubbiamente, però, esiste uno sdoppiamento fra il rendimento del campionato (4 vittorie su 11) e della Champions League (4 vittorie su 4). La partita contro lo Zenit ha indicato una strada. Quei giocatori, che in Serie A sembrano un gradino sotto, rispetto alle formazioni avversarie, ritrovano, in campo europeo, motivazioni superiori. Inoltre, cambia l’atteggiamento tattico, con la riscoperta di baricentro e pressing alti. In questo contesto, scompare Delneri, ci si ricorda che gli interpreti odierni sono tutti nazionali, e conquistano il palcoscenico 2 giocatori che valgono i Platini e i Boniek: Dybala e Chiesa.

27-10-2021
Carlo Nesti: “Il pilota automatico del Milan”

Otto vittorie su 9 partite, come non succedeva dal 1954-55. Il Milan ha inserito il pilota automatico, nel senso che sa vincere, almeno in Italia, e non ancora in Europa, anche quando scattano 2 opzioni. Una è la carenza della prestazione globale, come contro il Torino. L’altra è l’assenza di pedine-chiave, come Maignan, Hernandez, Diaz, Giroud e Ibrahimovic. Un primato: non si è mai visto un campione, come Ibra, che abbia giocato così poco, e abbia influito così tanto nella crescita di un gruppo. E’ un potere carismatico, trainante, quasi taumaturgico. L’incremento della brillantezza, oggi, si legge soprattutto nei progressi di Calabria e Tonali. L’incremento dell’umiltà, invece, nel sacrificio di Giroud, che contro i granata ha recuperato 10 palloni, quasi quanto Bremer, miglior difensore avversario.

21-10-2021
Carlo Nesti: "Il facile identikit della Signora”

In generale, arriva il quarto 1-0 consecutivo. In Champions League, eccetto Alex Sandro e un rigore, segnano solo i contropiedisti: Dybala, Chiesa e Kulusevski. Sono coincidenze? No. Questo è un marchio di fabbrica: l’Allegri’s style. Chiamatela come volete: pragmatica, sparagnina, speculativa. Questa è la nuova-vecchia Juventus, una squadra che affonda le sue radici nei 5 scudetti di Max, ereditandone il Dna dell’equilibrio, ma con meno individualità. Attenzione. Non si tratta di negazione dello spettacolo, perché lo spettacolo talvolta ci sarà, ma non programmato, bensì obbligato. Capiterà andando in svantaggio, o alla ricerca di un risultato indispensabile. Nella normalità, invece, occorrerà attendersi sempre un baricentro medio-basso, 3 difensori su 4 di copertura, e un esterno alto, in grado di scalare, diventando il terzo centrocampista centrale, se il modulo è il 4-3-3.

13-10-2021
Carlo Nesti: “Superpagella dei quotidiani sportivi: in testa Anguissa”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani : “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 7 giornate, le medie voto premiano i primi 10 migliori in assoluto: Anguissa (Napoli) 6,97; Koulibaly (Napoli) e Tonali (Milan) 6,95; Pellegrini Lo. (Roma) 6,94; Candreva (Sampdoria) 6,91; Diaz R. (Milan) 6,88; Dzeko (Inter) 6,86; Barella (Inter) 6,84; F. Ruiz (Napoli) 6,83; Bremer (Torino) 6,81. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico, i leader in classifica sono: nella Fiorentina Bonaventura 6,48, nell’Inter Dzeko 6,86, nella Juventus Dybala 6,66, nella Lazio Immobile 6,69, nel Milan Tonali 6,95, nel Napoli Anguissa 6,97, nella Roma Pellegrini Lo. 6,94, e nel Torino Bremer 6,81.

N.B.: presi in considerazione i giocatori con almeno 4 presenze.

7-10-2021
Carlo Nesti: “Il harakiri di chi ha fischiato Donnarumma”

Anche a distanza di un giorno, la folla azzurra è rimasta divisa in 2 fazioni: chi avrebbe fischiato ancora Donnarumma, e chi gli avrebbe risparmiato i fischi. Che tirasse una brutta aria, l’ho capito fin da quando sono stati necessari gli applausi dei giocatori, per coprire il principio di fischi sull’inno spagnolo. Poi, per 90 minuti interi, abbiamo ascoltato il vergognoso coro dei contestatori di Donnarumma: masochismo puro. Non ha senso tifare per l’Italia, e fischiare chi, oltretutto, ci ha fatto vincere gli Europei. Qui si tratta di avere il buon senso di capire che, nell’era dell’iper-professionismo, riconoscenza significa dare tutto per la maglia che indossi, e, piaccia o no, non per quella che indossavi. Anche a me piaceva il calcio romantico dei giocatori-bandiera, per una carriera intera con la stessa maglia. Ma bisogna essere realisti per non fare male a se stessi. E ieri in tanti hanno scelto uno stupido harakiri.

29-9-2021
Carlo Nesti: “Il nuovo bon ton di Spalletti”

Due dei segreti di Spalletti, al momento di sbarcare a Napoli, sono stati di natura comportamentale. Innanzitutto, la forza di non alzare la voce, come i colleghi, esigendo nomi di grandi acquisti. Luciano ha detto che la squadra gli andava già come era, e, curiosamente, anche Gattuso aveva usato lo stesso metro di giudizio. Inoltre, rispetto a Roma e Milano, quando tutti i santi lunedì veniva interrogato su Totti e Icardi, ha adottato, fin dal principio, un profilo basso, ideale per non entrare in rotta di collisione con il presidente. Al massimo, può essergli scappato il tifo sincero per il rinnovo del contratto di Insigne, ma mai sopra le righe. E’ chiaro, poi, che bisogna essere anche fortunati. Così, rispetto a Gattuso, ha potuto puntare su un un Osihmen senza infortuni. E così ha potuto approfittare del lungo stop di Demme per convincere la società ad acquistare la pedina-chiave: il frangi-flutti Anguissa.

21-9-2021
Carlo Nesti: “Allegri guardi anche a se stesso”

“E vogliono giocare nella Juve…”. Il labiale di Allegri, alla fine di Juventus-Milan, è un atto di accusa nei confronti dei suoi giocatori. Liberissimo il tecnico di non farlo davanti ad un microfono, quasi in segretezza. Ma liberissimi anche noi di non individuare solo in chi va in campo le colpe. Di Allegri si conoscono le tendenze difensivistiche, ma in questo avvio di campionato non può più contare sulla retroguardia e la mediana ermetici dei 5 scudetti consecutivi. Ha perso finora, infatti 7 punti di vantaggio, soprattutto perché si è sempre accontentato di non mettere 2 gol fra la Juventus e gli avversari. Il bello è che, contro il Milan, si è lamentato di cambi troppo offensivi. La chiave per evitare il pareggio, invece, era proprio garantire più equilibrio a centrocampo, senza subire, ma ripartendo frequentemente.

15-9-2021
Carlo Nesti: “Per la Juve un test di recupero dell’autostima”

L’avversario era modesto, ma la Juventus doveva dimostrare, a prescindere dal valore del Malmoe, di sapere incamminarsi sulla strada della ripresa. Sul campo, si è visto un saggio di quanto vuole essere la squadra di Allegri. Difesa compatta, con baricentro medio-basso. Centrocampo equilibrato, con non più di 10 passaggi, prima di provare la verticalizzazione. Esterni sempre pronti ad allargare la manovra. Attaccanti disponibili ad accelerare, combinando di prima. In questa chiave, Cuadrado a destra, e Dybala dietro a Morata si sono anche divertiti, con uno spazio, a sinistra, che vedrà presto Alex Sandro e Chiesa (al posto di Rabiot) muoversi in tandem. Molto interessante la variante Kean, che ha riscattato Napoli, in quanto ha lo stesso DNA delle altre punte, e cioè la predisposizione alla profondità.

7-9-2021
Carlo Nesti: “Roma da scudetto: non ci credete?”

Se c’è una squadra, che merita la massima attenzione, dopo l’avvio stagionale, questa è la Roma. Dopo le delusioni sparse da Pallotta, i Friedkin erano arrivati con un motto suggestivo: “Risvegliare il gigante addormentato”. Forti di un patrimonio di 4,1 miliardi di dollari, non si sono spaventati davanti ad un passivo di 204 milioni di Euro, e ne hanno spesi 591 per acquistare il club. Non potendo, dopo Totti, affidare ad un giocatore principesco il traino della squadra in campo, si sono rivolti ad un allenatore simbolico, e cioè Mourinho. Non sono bastati, per esaltare la piazza, i 7,5 milioni per 3 anni destinati al tecnico, perché sono stati investiti 45 milioni per il più grande affare di sempre: Abraham. Domanda: non è che stiamo parlando troppo poco della Roma? Vi faccio 8 nomi, che rendono la squadra da scudetto: Rui Patricio, Cristante, Veretout, Pellegrini, Mkhitaryan, Zaniolo, El Shaarawy ed Abraham. Ora ci credete?

1-9-2021
Carlo Nesti: “Mercato: chi ha perso non è perduto”

E’ un mercato atipico, nel quale succede che chi perde, all’inizio, pedine d’oro, rimonta e brilla. L’Inter non è più quella di Conte, Hakimi e Lukaku, ma Simone Inzaghi è in grado di esaltare Calhanoglu, Dzeko e Correa. Il Milan non è più quello di Donnarumma e Calhanoglu, ma uomini come Giroud sembrano assecondare la crescita dei giovani, tipo Brahim Diaz. La Juventus si alleggerisce, economicamente, cedendo Ronaldo, ma non è ancora in grado di sopperire a livello corale, incerta in Dybala, nel regista e nel centravanti. Roma è la piazza nella quale gli allenatori possono lasciare il segno maggiore: Mourinho trainato dalle risorse di Friedkin e da Abraham, mentre Sarri ricavalca l’onda lunga delle sue idee coraggiose. Atalanta e Napoli partiranno, con la professionalità di Gasperini e Spalletti, da basi simili al passato, senza perdere Gosens, Zapata, Koulibaly e Insigne.

24-8-2021
Carlo Nesti: “Juve: atteggiamenti sbagliati più dell’erroraccio di Szczesny”

Vincono Atalanta, Inter, Lazio, Milan, Napoli e Roma. L’unica grande, che stecca, è la Juventus. Niente di drammatico, ma c’è una frase di Allegri, che induce a riflettere: “Noi abbiamo tanti uomini adatti al contropiede, mentre, quando dobbiamo costruire, andiamo in difficoltà”. Conoscendo la fama di risultatista dell’allenatore, non possiamo stupirci. Tuttavia, colpisce il modo esagerato, con il quale i bianconeri hanno lasciato campo ai friulani. I rilievi statistici sanciscono che ben 9 giocatori su 11 si sono mossi, mediamente, nella propria metacampo, in fase attendistica. Non sapere speculare su un vantaggio di 2 gol, e incoraggiare Gotti a rendere sempre più audace il suo assetto tattico, mi sono sembrati atteggiamenti imperdonabili, più dell’erroraccio di Szczesny.

17-8-2021
Carlo Nesti: “L’inevitabile destino del Toro di Cairo”

Il Toro di oggi non è all’altezza (da anni) dell’ascesa imprenditoriale di Cairo. Così come il Toro di oggi non è all’altezza della crescita professionale di Juric. Siamo a metà agosto, ad un passo dall’inizio del campionato, e bisogna avere il coraggio di ammettere che, a livello ambientale, se non fosse stato per una stagione e mezza di Covid, e stadi deserti, la società e la squadra sarebbero state sistematicamente contestate. Non sarò mai io a disprezzare la bontà del bilancio granata, tale da mettere al riparo il club da qualsiasi affanno economico. Ma è altrettanto vero che i 22 milioni spesi inutilmente per Verdi, 2 anni fa, hanno trasmesso nel proprietario il terrore di avventurarsi in altri esborsi, appena al di sopra del normale. E così, al di là di episodici ritocchi, come Mandragora e Sanabria, il Toro resterà sempre una formazione che galleggia con il salvagente, senza azzardare mai una bracciata di nuoto.

10-8-2021
Carlo Nesti: “Il contrasto fra l’azzurro dei trionfi e il grigiore del mercato”

Dopo la grande giostra delle panchine, il tracollo economico targato Covid ci sta regalando un mercato malinconico, come mai nel recente passato. L’Inter è costretta a cedere Hakimi e Lukaku. La Juventus temporeggia per Locatelli. Il Milan non può trattenere Donnarumma e Calhanoglu. La Lazio non riesce a fornire le pedine in grado di sostenere il gioco di Sarri. Il Napoli rischia di spezzare il cordone ombelicale con Insigne. La Roma perde Dzeko, e colleziona cartellini rossi da nevrosi. Dopo avere dipinto di azzurro l’estate, fra Europei e Olimpiadi, un fitto grigiore pesa sull’inizio della nuova stagione. E proprio gli allori di Wembley e Tokio sembrano indicare che solo la strada delle idee può portarci fuori dalla galleria dei bilanci sinistrati e pericolanti. E’ un brusco ritorno alla realtà, che non deve soffocare, però, l’autostima di questa Italia vincente.

4-8-2021
Carlo Nesti: “Il cuore azzurro batte lontano dal divismo”

11 luglio e 1 agosto 2021: sarà difficile dimenticare queste 2 date, in chiave azzurra. Dall’abbraccio di Mancini e Vialli, a quello di Jacobs e Tamberi. Dal tendine di Achille di Spinazzola, punto di arrivo di una splendida avventura, al tendine di Achille di Gimbo, punto di partenza di una resurrezione lunga 5 anni. E’ tanto quanto basta per delineare una evoluzione nel “made in Italy”. Dal paese dei santi, dei poeti e dei navigatori, dentro una cornice molto individualistica, si passa ad una nuova dimensione collettiva. Il gioco di squadra, inteso anche come efficienza di uno staff, attorno al singolo, sublimato dalla capacità di soffrire, in modi differenti. Sia negli Europei, sia nelle Olimpiadi, il cuore azzurro ha battuto forte, scandito sempre dall’epica degli eroi, e mai dall’egocentrismo del divismo.

27-7-2021
Carlo Nesti: “Conte si aspettava il ridimensionamento dell’Inter: quale?”

Quando Antonio Conte gettò un secchio di acqua gelata sull’entusiasmo per lo scudetto, annunciando il divorzio dall’Inter, in tanti pensammo la stessa cosa. Se l’allenatore è stato costretto a prendere questa decisione, è perché Suning sta per cedere molti pezzi pregiati, compromettendo la competitività dall’Inter. Siamo a fine luglio, e l’unica perdita rilevante è quella di Hakimi, per quasi 70 milioni. Sono da escludere sorprese, come, ad esempio, la perdita di Lautaro. Di conseguenza, sul piano tecnico, niente catastrofe annunciata, ma solo movimenti non riguardanti i titolari. Perché, dunque, Conte si è ritirato? Sinceramente, sono sorpreso ancora adesso.

20-7-2021
Carlo Nesti: “Ronaldo e il revival di una dichiarazione di guerra”

Ronaldo, con il suo tradizionale ed egocentrico ermetismo, ha scritto su Instagram che è “giunta l’ora delle decisioni”. A molti sarà venuta in mente l’infausta dichiarazione di guerra di Mussolini nel 1940. Scherzi a parte, non infastidisce soltanto l’alone di mistero, che circonda ogni passo di CR7, ma anche l’illegittimità del pensiero, legato alla precisazione che sarà lui, e soltanto lui, a decidere il futuro. Ronaldo, infatti, continua a considerare un giochetto personale il contratto da 31 milioni, che lo lega per la quarta stagione alla Juventus. E continua a dimenticare che spetta alla società questa “ora delle decisioni”, e non a lui. Fuoriclasse sì, riconoscente no.

13-7-2021
Carlo Nesti: “Riviviamo le emozioni di Italia-Inghilterra"

Impiegare questo link per vedere e sentire:
https://www.youtube.com/watch?v=q3RHK1WV8jg

12-7-2021
Carlo Nesti: “Italia: le virtù di una rivoluzione calcistica”

“Football is coming Rome”. Gli inglesi avevano dato per scontato, che ci fosse una “h”, quella di “home”, al posto della nostra “R” di ”Roma”. Al contrario, festeggiamo una Nazionale azzurra, che Mancini ha plasmato, per la prima volta da sempre, in chiave giochista, palleggiatrice, aggressiva e offensiva. Una rivoluzione, che ci ha portato a non perdere da 34 partite, a vincere 27 volte, a segnare ben 92 gol, a incassarne appena 18, e a restare imbattuta per 1168 minuti. Ma la novità di questi Europei è stata aggiungere alla capacità di giocare, come contro Turchia, Svizzera e Galles, la capacità di soffrire, come contro Austria, Belgio, Spagna e Inghilterra, con Donnarumma silenzioso “antifurto” della porta azzurra. Nell’abbraccio fra 2 vecchi amici, Mancini e Vialli, ci siamo tutti noi.

10-7-2021
Carlo Nesti: “Sostituzione di Rimedio: quando capitò a me con Pizzul”

Avevo sempre sognato, sin da quando usavo le radiotrasmittenti da bambino, un mondo nel quale tutti fossero collegati in movimento, e potessero fare ciò che oggi consentono i cellulari. Il 17 luglio 1994 è la prima volta in cui la telefonia mobile mi permette un grande scoop, e questo avviene il mattino della finale dei Mondiali statunitensi: Brasile-Italia. Chiamata per Antonello Valentini (Federcalcio), dall'auto che mi porta allo stadio: non solo Baggio giocherà, ma scenderà in campo anche Baresi, a 15 giorni dall'intervento di menisco. Avrò l'onore di essere la “spalla” di Bruno Pizzul durante la telecronaca: io, meticoloso all'esasperazione, con la tabella fitta di appunti, e lui decisamente più spontaneo e disincantato. Raccatta un foglio in terra per annotare le formazioni, e per me è come se Riccardo Muti andasse a dirigere il concerto della vita con lo spartito scritto su carta da focaccia. A 30 minuti dall'avvio, giunge notizia che Irene Pivetti, Presidente della Camera, deve consegnare a Pizzul un messaggio, da parte del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. A mio giudizio, siamo troppo a ridosso dell'inizio del match, in una tribuna-stampa stipata all'inverosimile, perché sia Bruno a riceverlo, ma si alza, e scende in tribuna d'onore. Passano i minuti, meno 25, 20, 15 dal fischio d'inizio, mi guardo attorno, e da Roma, resisi conto che Pizzul non è in impostazione, arriva l'ordine: “Nesti, stai pronto a cominciare tu...”. Prendo la tabella degli appunti, e decido che il primo dei teorici interventi da opinionista diventerà l'introduzione della telecronaca: 2 minuti, 1 minuto, 30 secondi, si parte! Mai come questa volta, forse, sento le orecchie puntate addosso di 30 milioni di persone, e, invece di agitarmi, mi carico di energia, sino a quando non giunge il momento di fermarmi. Pizzul, avendo dimenticato il biglietto della finale in postazione, era stato bloccato dalla polizia, che, solo in seguito a molte insistenze, si era convinta a lasciarlo tornare in tribuna-stampa. L'orgoglio di Pagliuca, Maldini, Albertini, Dino Baggio, Donadoni e Massaro sfida uomini scaricati dal nostro calcio, Taffarel, Branco e Dunga, al servizio di Romario e Bebeto. Per 120 minuti, raccontiamo la sofferenza di Baggio, che cammina, frenato da uno stiramento, e lo stoicismo di Baresi, stupendo, ai limiti dell'impossibile, nello sbarazzarsi delle stampelle. Poi, al momento dei rigori, saranno proprio loro a versare le lacrime della sconfitta, sbagliando dal dischetto come Massaro: 3-2 per il Brasile, vincitore dopo 24 anni. Quando vedo i sudamericani festeggiare, esprimo un pensiero sincero: “Abbiamo perso, ma lassù c'è qualcuno che esulta, e dobbiamo esserne contenti anche noi: Ayrton Senna”

7-7-2021
Carlo Nesti: “Italia: altre volte il fioretto, ma stavolta la spada”

Quando una partita di calcio arriva fino ai tempi supplementari e ai rigori, credo sia necessario cambiare la chiave di lettura. Non basta più quella tecnica, perché occorre allargarla ai valori del cuore, dell’orgoglio, della sofferenza e della resistenza. Per questo, sarebbe solo parziale valutare la superiorità della Spagna nel possesso (70%), perché il gioco, per una volta, all’italiana di Mancini non è mai stato passivo, se non per 30 minuti dopo l’1-0, e per i primi 15 minuti supplementari. Le strade della vittoria sono tante, e in questo caso la quantità ha sconfitto la qualità, come se la spada avesse ragione del fioretto. Questa Italia, quando non riesce ad essere moderna ed europea, non dimentica le radici della sua tradizione.

3-7-2021
Carlo Nesti: “E’ la superItalia del centro-sinistra”

Nella politica italiana, il “centro-sinistra” è stato non solo una celeberrima formula di governo, ma anche un tormentone partitico degno di Rino Gaetano. Ora che, nel calcio nostrano, il cielo è sempre più blu, pensiamo a quelle zolle d’erba, che si trovano nella metacampo avversaria, in alto, proprio a centro-sinistra. Ebbene: quella è la magica zona-Mancho, laddove si esprime la grande bellezza del gioco. Lì imperversano, corti, stretti, ad un tocc