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La scheda di Carlo Nesti

Carlo Nesti: "Scudetto: dalla vecchia "Milano da bere" alla nuova "Milano da bar""

13.08.2018 17:00 di Carlo Nesti   articolo letto 2522575 volte

Questo è il diario dei miei "pensieri", in formato "NES-tweet", o in formato più esteso, a partire dal luglio 2018, fino ad oggi, in ordine inverso.

13-8-2018

Carlo Nesti: "Scudetto: dalla vecchia "Milano da bere" alla nuova "Milano da bar""

“Chi può azzardare un pronostico, diverso dalla leadership-Juve, dopo che, per 7 volte, in molti abbiamo tentato di immaginare una anti-Juve? Siamo alle prese con una squadra, che in 7 campionati ha ottenuto 634 punti, con una media superiore ai 90, quando il massimo, vincendo tutte le partite, è di 114 punti: formidabile. E allora, se mi proibisco il pronostico, mi concedo una ipotesi, determinata dal fatto che, subito dopo Ronaldo, la stella del mercato si chiama Milano (leggi = Inter e Milan). Magari, non ancora una “Milano da bere”, ma sicuramente una “Milano da bar”, perché è lecito discutere, con rinnovato entusiasmo, di nerazzurri e rossoneri, almeno quanto del monumentale Cristiano. Una Suning aggressiva ha sostituito una Suning frastornata. E un Eliott credibile ha “suonato un Ghong” indifendibile. A me, non sembra poco, da De Vrij-Lautaro, a Caldara-Higuain, senza dimenticare affatto, sullo sfondo, Napoli, Roma e Lazio”.

6-8-2018

Carlo Nesti: "Ecco il colosso Suning, che aspettavamo"

Non nego di provare simpatia per chi arriva, con tanti soldi, ma non esibisce subito la sua ricchezza. In queste ultime stagioni, con la complicità dei vincoli del FPF, ci siamo quasi dimenticati che Suning è un colosso, che fattura 15 miliardi di Euro l’anno. L’unico dubbio riguardava i loro reali obbiettivi: i risultati del campo, o i risultati del marketing? Questo perché un marchio, come quello dell’Inter, si può vendere bene, in Oriente, anche sfruttando la gloria del passato (leggi = storia), e non, per forza, vincendo nel presente. Il mercato attuale, dopo la farsa Thohir-De Boer di 2 anni fa, e dopo le rinunce a Sanchez e Vidal dell’anno scorso, dissipa molte mie perplessità. De Vrij, Vrsaliko, Asamoah, Nainggolan, Politano e Lautaro, anche senza Modric, assicurano una grande competitività.

28-7-2018

Carlo Nesti: "Scambio Bonucci-Caldara: l'"occasione" batte la "programmazione""

Se lo scambio Bonucci-Caldara, molto difficile da comprendere, andrà in porto, avremo la conferma che, a livello di grandi club, ormai, l’”occasione” batte la “programmazione”. Posso solo immaginare la riflessione di Marotta-Paratici: “Se Caldara, quest’anno, esplodesse, fra 12 mesi, pur essendo sotto contratto, il procuratore gli imporrebbe di puntare i piedi, e chiedere la cessione, verso un ingaggio molto più allettante del nostro (già oggi, c’è il Chelsea)”. Su questa riflessione, si innesta il timore, che la difesa bianconera, priva di Buffon, perda carisma ed esperienza. La Champions, anche solo arrivando ai quarti di finale, assicura un introito intorno ai 75 milioni, il prezzo di un altro Caldara. E allora, ecco che un Bonucci di 31 anni, in coppia con Chiellini, offre le garanzie immediate dell’”usato sicuro”, nel solco di Ronaldo, per tentare di conquistare il trofeo. A me… il discorso non piace, ma può essere così.

25-7-2018

Carlo Nesti: "La Juve non deve privarsi di Caldara!"

La “macchia”, che rovinerebbe un mercato eccezionale, sarebbe privarsi di Caldara. Io comprendo, che l’ossessione-Champions abbia indotto la società a puntare su una ultra-sicurezza come Ronaldo. Ma sacrificare il miglior difensore giovane italiano, per puntare su un’altra certezza immediata, come Bonucci, significherebbe scherzare con il tempo, che passa. Parliamoci chiaramente. C’è stato un Bonucci sublime (Juve), con Buffon dietro, e Barzagli-Chiellini al fianco. E c’è stato un Bonucci, comunque utile (Milan), ma meno efficace, senza la “cornice del quadro”. Se il suo ritorno, in una difesa a 4, e non a 3, comportasse la rinuncia al presente, e al futuro (Chiellini + Caldara), sarebbe tutto da decifrare.

11-7-2018

Carlo Nesti: "Cari tifosi della Juve, e se vi dicessi, che Ronaldo lo avete acquistato voi?"

Cari tifosi della Juve,

chi scrive è il primo, cinicamente, ma realisticamente, ad inquadrare così l’affare-Ronaldo: al 75% business, e al 25% calcio. Coloro, che credono si sia “svenata” la proprietà del club, sono del tutto fuori strada. Se la spesa è 100, i ricavi saranno 300! Alludo agli abbinamenti dell’immagine di Cristiano a qualsiasi cosa si muova: in primo luogo, Fiat e Ferrari. Ma, attenzione! Anche a fronte di circa 30 milioni annui di stipendio, ci voleva altro per convincere Ronaldo. E, se abbiamo imparato a conoscerlo, pure a livello sentimentale (vedi stati d’animo, dalla commozione alla rabbia, con la maglia del suo paese), nulla mi toglie dalla testa una cosa. Juve-Real: strepitosa rovesciata, gol, standing ovation di voi tifosi, e… colpo di fulmine! Lui, che ringrazia, già “innamorato”. Questa è stata la prima “molla” dell’affare, in quanto, senza il suo “capriccio”, nulla sarebbe stato possibile. Secondo me, la società, oltre a pagare Cristiano… dovrebbe pagare proprio voi!

6-7-2018

Carlo Nesti: "Ronaldo alla Juve non è mai stato un "mistero buffo""

Ronaldo alla Juventus non è mai stato un “mistero buffo”, su cui ironizzare. Tutto è probabile, anche se può sembrare follia l’idea di trentatreenne, acquistato per 100 milioni, e pagato 30 per 4 anni. Premetto che “follia”, nel vocabolario del calcio di oggi, è un termine soppresso. Non c’entra più solo il valore del giocatore, ma la disponibilità immediata di denaro, e l’ossessione dell’obbiettivo, che, se centrato, moltiplica gli introiti: la Champions League. I 33 anni “atletici” di Cristiano, secondo esami sofisticati, sono falsi, perché si tratta di un professionista unico, e maniacale. La “testa”, inoltre, a Torino, potrebbe essere riprogrammata da nuove motivazioni. Credo, comunque, che si passi anche attraverso la cessione di Higuain, forse, al Chelsea.


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