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Footgolf, Piscopo è campione d'Italia: "Un onore rappresentare la mia Lazio" - FOTO

Una settimana fa l'atleta della Lazio Footgolf ha vinto il titolo italiano 2019: "Ora l'obiettivo è il Mondiale del prossimo anno".
14.10.2019 07:15 di Leonardo Giovannetti    per lalaziosiamonoi.it   articolo letto 179 volte
Fonte: Leonardo Giovannetti-Lalaziosiamonoi.it

Avete mai sentito parlare di Footgolf? C’è chi lo pratica, e con ottimi risultati. È il caso di Andrea Piscopo, che proprio una settimana fa si è laureato campione d’Italia nella finale di Asolo. E con l’aquila sul petto, lui che della Lazio è un grandissimo tifoso sin da bambino. Nato a Marino, 32 anni, ha portato a casa, in 4 anni di questo sport, due campionati italiani a coppie (2017 e 2018), l’Open di Francia e quello d’Inghilterra. In esclusiva ai nostri microfoni, il neo campione ha rilasciato un’intervista per raccontarci il Footgolf e la sua passione per la Lazio.

Domenica ti sei laureato campione d’Italia nel Footgolf. Raccontaci questo sport e le sensazioni che hai provato.

Il Footgolf è uno sport ibrido, che nasce da una fusione tra il calcio e il golf. Diciamo che, però, del calcio ha soltanto una cosa: il pallone si tira con i piedi. Per il resto, regole, campo e disciplina, è golf in tutto e per tutto. Domenica era una gara difficile, disputata su due giorni. Io partivo con un piccolissimo vantaggio sul secondo, mi bastava fare almeno il suo stesso punteggio nelle due giornate. Il sabato abbiamo fatto lo stesso risultato, quindi la sera ho riposato tranquillo perché avevo ancora un colpo di vantaggio per il giorno seguente. Domenica è stata molto più tirata, siamo arrivati nuovamente pari: ho vinto per 20 punti, che in questo gioco sono niente. Praticamente un tiro, diciamo. È bastato, ho giocato le ultime buche sapendo che mi bastava fare il suo stesso punteggio. Non ho rischiato nulla sul finire della gara”.

Quale è il tuo legame con la Lazio?

Io dico sempre una cosa: bisogna giocare per la Lazio e non con la Lazio. È differente, io do tutto  per questa maglia. Nasco tifoso, da quando sono bambino vado allo stadio. Alessandro Iannone, ora presidente della Lazio Footgolf, veniva sempre con me. Un giorno mi ha detto: “Ho visto questo gioco interessante, aiutami a sviluppare il progetto”. Mi stavo sposando e non potevo, poi però sono tornato dalle vacanze e ho provato. Da subito è andato bene, dopo un anno ho avuto i primi risultati. Ora sono 4 anni che faccio parte di questo mondo”.

Come ti alleni?

Non esistono allenamenti veri e propri. Sta al giocatore crearsi una tabella d’allenamento. Io personalmente vado sempre con due palloni, rinforzo le gambe. Metto la sfera generalmente in due posizioni diverse: una in cui non andrebbe mai durante la gara, l’altra dove invece è più facile. In questo modo mi preparo ad ogni eventualità, in caso dovessi recuperare un errore durante la partita. Io mi alleno una volta a settimana, è necessario: altrimenti perdi la sensibilità con il pallone”.

Quali i tuoi prossimi impegni?

Ho alcuni eventi in programma, ma l’obiettivo numero uno rimane il Mondiale. Sarà in Giappone nel 2020, sto aspettando con ansia. Magari anche ripetersi con la vittoria del campionato, sarebbe veramente il top”.

La Lazio è altalenante: rimani fiducioso per la stagione?

Io sono sempre fiducioso, non contesto mai la squadra o l’allenatore. Possono capitare momenti ‘no’, ma nemmeno considero tale la nostra condizione. Siamo lì, a 11 punti, insieme alle altre che lottano per il quarto posto. La Lazio va sostenuta sempre, alla prima difficoltà il tifoso biancoceleste ama criticare. Ho sentito lamentele su Immobile: ha fatto più gol che partite. Per me è impensabile. Dopo 5 partite è inutile parlare di crisi, vediamo a gennaio. A parte Juventus, Napoli e Inter, sono tutte sulla stessa nave”.

Come valuti i nuovi acquisti?

Sarebbe anche bello vederli, per valutarli (ride,ndr). Lazzari è una garanzia, già con la Spal lo ha fatto vedere. Noi giochiamo sempre a sinistra, che per me è il settore più debole. Radu e Lulic, tecnicamente e fisicamente, non possono più garantire grandissime prestazioni. È un brutto vizio. Jony, Vavro, sono difficilmente valutabili: dovrebbero farne 7-8 di fila”.

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Pubblicato ieri alle 13


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