Milan-Lazio 1-0, le pagelle: Leao sa fare anche il 9, Nkunku bocciato. Pavlovic da Piccoli Brividi
Milan-Lazio 1-0
LE PAGELLE DEL MILAN (di Giacomo Iacobellis)
Maignan 7 - Subito protagonista con un intervento miracoloso sul colpo di testa ravvicinato di Gila al 2’. Si ripete sul break pericoloso di Zaccagni mezz'ora dopo, confermandosi una sicurezza tra i pali e meritandosi un'altra fetta del tanto discusso rinnovo. Nel secondo tempo neutralizza ancora i tentativi della Lazio, mantenendo la porta inviolata e guidando la difesa anche nei momenti di pressione finale.
Tomori 7 - Solido in difesa e stavolta pure decisivo in fase offensiva: serve con precisione l’assist a Leao per l’1-0, esibendo un piede da... terzino. La sua prova, determinante in entrambe le fasi, è una chiamata anche ai Three Lions e al ct Thomas Tuchel.
Gabbia 6,5 - Mantiene ordine e concentrazione in difesa, contenendo gli inserimenti della Lazio e dimostrando grande affidabilità. Ammonito nella ripresa, non perde comunque sicurezza nei duelli e regge bene l’urto degli attaccanti avversari.
Pavlovic 6 - Affidabile, chiude bene sulle fasce e limita le scorribande di Isaksen e Pedro. Qualche imprecisione nei passaggi, ma resta solido nei contrasti e nel presidio della propria area. Finale però da Piccoli Brividi (e non per il freddo), quando il suo tocco col gomito provoca un quasi rigore che fa tremare San Siro fino al 115'.
Saelemaekers 6,5 - Sempre propositivo sulla fascia destra, avvia l’azione del gol e mette in difficoltà la retroguardia laziale con la sua velocità. Nel finale è protagonista sugli sviluppi dei corner, sfiorando il raddoppio e rivelandosi per l'ennesima volta uno degli uomini simbolo del Milan allegriano.
Fofana 6,5 - Instancabile a centrocampo, corre, sgomita e partecipa direttamente al gol. Nel secondo tempo ci prova con una rasoiata e con un'azione straripante delle sue, dimostrando grinta e costanza fino al momento dell’uscita per infortunio all’inguine (Dal 65' Loftus-Cheek 6 - Aggiunge muscoli e inserimenti nel momento clou dell'incontro).
Modric 6 - Regista di un'altra categoria: detta i tempi, smista palloni e gestisce la manovra in entrambe le fasi. Il Pallone d'Oro contro la Lazio non brilla, ma quando perde palla - forse l'unica palla che perde - chiede scusa per cinque minuti a tutti i compagni. Esempio.
Rabiot 6 - Contributo costante in difesa e in attacco, anzi da tutte le parti. Stasera perde qualche pallone in uscita, ma resta importante nel fraseggio e nel pressing alto del Milan. Prova anche qualche conclusione, seppur fuori misura.
Bartesaghi 6,5 - Diligente e molto propositivo sulla fascia sinistra, l'enfant prodige rossonero - classe 2005 - si è ormai sbarazzato della concorrenza. Estupinan chi?
Nkunku 5 - Poco incisivo e poco partecipe, non sfrutta la grande chance concessagli da Allegri ed è l'unica insufficienza nel Milan (Dall'83' Ricci s.v.).
Leao 7,5 - Segna il gol partita al primo tiro in porta, suo e del Milan, con una zampata da centravanti di razza: è sempre pericoloso quando si muove alle spalle di Gila, crea spazi per i compagni e sfiora pure il 2-0 con inserimenti rapidi e conclusioni insidiose. Sprazzi di vero 9.
Massimiliano Allegri 7 - Le critiche sul suo "non gioco" continuano imperterrite, ma il suo Milan è primo in classifica e il corto muso, almeno per adesso, funziona eccome. Altro successo per 1-0 contro un'ottima Lazio, altro secondo tempo di grande carattere dopo un primo tempo così così. L'espulsione nel finale? Beh, umanamente comprensibile in un finale del genere. Per questo non l'abbiamo penalizzato a livello di voto.
LE PAGELLE DELLA LAZIO (di Marco Pieracci)
Provedel 6 - Non sfata il tabù che lo vuole sempre battuto al Meazza. Nel primo tempo il Milan non calcia mai in porta, regola confermata nella ripresa. Nega il bis a Leao.
Marusic 6 - Diligente, pensa soprattutto a pattugliare la zona per rispettare automatismi difensivi mandati a memoria. Non si concede troppe uscite nella metà campo milanista.
Gila 5,5 - Potrebbe esultare subito, ma il riflesso pazzesco di Maignan gli impedisce di esultare e quasi non si capacita di come abbia fatto a prenderla. Distratto nell’episodio chiave.
Romagnoli 6 - Il grande ex della sfida non si scompone, mettendo da parte i sentimenti: se serve ricorre anche alle maniere forti per arginare le ripartenze in campo aperto degli avversari.
Pellegrini 5,5 - Titolare acquisito, fa accomodare di nuovo in panchina Nuno Tavares senza convincere: concede troppo margine alle iniziative di Saelemaekers, finisce con l’innervosirsi. Dall’85 Nuno Tavares sv
Guendouzi 6 - Duello in tono minore con Guendouzi, si attendevano i fuochi d’artificio in mediana col connazionale ma la realtà dice altro: i due finiscono con l’annullarsi a vicenda.
Vecino 5,5 - Play di emergenza, la soluzione creativa di Sarri per tamponare la doppia assenza di Rovella e Cataldi. La ruggine si fa sentire, resta sui blocchi nell’azione del vantaggio. Dal 62’ Dele-Bashiru 5,5 - Redivivo dopo oltre due mesi trascorsi fuori lista, il periodo di assenza dai campi si fa vedere.
Basic 6 - Da emarginato a insostituibile, la metamorfosi è ormai completata. Tanto dinamismo e idee apprezzabili col pallone: mette sulla testa di Gila la palla del potenziale vantaggio. Dal’85’ Noslin sv
Isaksen 5,5 - Zanzara fastidiosa per la difesa rossonera, ma non punge quando dovrebbe farlo: è in colpevole ritardo sul pallone invitante recapitato verso il secondo palo da Zaccagni. Dal 70’ Pedro 5,5 - Aggiunge qualità sulla trequarti, ma non risulta decisivo come spesso gli accadeva la scorsa stagione.
Dia 5,5 - Coinvolto poco e male nella manovra, spesso scavalcato: si sbatte nella vana ricerca di rifornimenti da sfruttare. In tempi di magra deve accontentarsi del poco che passa al convento. Dal 62’ Castellanos 6 - Come un toccasana per guarire il mal di gol, alza il tasso tecnico e pure l’indice di pericolosità.
Zaccagni 6 - Usa il dribbling per eludere il trattamento non proprio amichevole riservatogli da Tomori. Fluida la connessione con Basic, da quella parte vengono imbastite le trame migliori.
Maurizio Sarri 6 - Altra partita da vorrei ma non posso, se si vuole fare un campionato diverso: i limiti di questa squadra sono sotto gli occhi di tutti e dovranno essere corretti sul mercato.
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