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C’erano, una volta, gli ultras… Il calcio cambia, i tifosi pure!

18.09.2019 06:00 di Fabrizio Ponciroli    articolo letto 11525 volte
C’erano, una volta, gli ultras… Il calcio cambia, i tifosi pure!
“Guerrieri, giochiamo a fare la guerra?”. Per chi non lo sapesse o, fortuna sua, è nato da pochi anni, questa è la frase più leggendaria del film “I guerrieri della notte”. Una pellicola vecchia di 40 anni ma ancora attualissima. Racconta di bande giovanili che si contendono i vari quartieri di una New York anni ’70 che, quando cala la luce del sole, diventa terra di conquista per gang dal pugno facile… Un “movie” crudo e reale, un bellissimo ritratto di una New York nella quale, se non fai parte di una gang, non sei nessuno… Lungi da me l’idea di generalizzare il mondo degli ultras… Ne conosco diversi e non sono mai stato preso a bottigliate al termine di una discussione calcistica. Gli ultrà, quelli veri, quelli che vivono per la propria squadra del cuore, sono l’anima del tifo. Il loro cuore è grande, tanto quanto la loro focosa passione calcistica. Ma non tutti gli ultras sono uguali. C’è chi ha un codice etico e chi non ha limiti, di nessun tipo. Quest’ultimi non gli ho mai definiti ultras, non se lo meritano. Chi crede che lo stadio sia il luogo dove sfogare la propria violenza repressa, non può essere considerato un tifoso e, in particolare, un ultrà. Purtroppo, è un dato reale, da tanti, troppi anni, alcuni personaggi hanno rovinato l’immagine del tifo organizzato. Grazie alla loro influenza, si sono presi gli stadi. Hanno ricattato i club, agendo come una gang di un quartiere della New York degli anni ’70. Fregandosene delle regole (spesso morbide), hanno preso possesso degli stati, quasi fossero di loro proprietà. La Juventus, prima società italiana a metterci la faccia, ha detto basta. Una presa di posizione forte, non facile da prendere, anche se sei il club più quotato in Italia. Il potere di certe figure è tangibile, le ripercussioni potrebbero essere gravi ma la Vecchia Signora ha estratto la testa dalla sabbia e ha detto basta. L’ha fatto per tutelare sé stessa e, soprattutto, i tifosi, quelli veri, quelli che vanno allo stadio per far parte di una comunità che può sbraitare, magari anche insultare ma che mai ricorrerebbe a violenza ed estorsione.
C’è chi dice che la mossa della Juventus porterà alla disintegrazione del mondo ultras. Non credo sia vero. Il “ripulisti” permetterà ai veri ultras di tornare quelli che sono sempre stati, ossia i tifosi più caldi e passionali. Il calcio cambia con una velocità impressionante. Attorno al pallone, c’è sempre più interesse (e soldi). E’ un business, uno spettacolo da milioni di dollari. Nessun club può più permettersi di essere ricattato o preso per la gola. Pensiamo alla Premier League. Hanno sacrificato risorse immani per eliminare l’orda degli hooligans. Sono stato a vedere partite di Premier League. Il tifo è caldissimo ma non c’è odio, mai… O pensiamo agli States, dove NBA o NFL non lasciano spazio a nessuna possibile violenza nei propri impianti, reprimendo, per primi, i propri atleti che devono, sempre, dare il buon esempio. I tifosi sono cambiati, la nuova generazione di appassionati di calcio pretende di vivere il calcio al meglio, senza preoccuparsi di chi troverà sulla strada che li porta al proprio settore nello stadio. Il tifo organizzato non morirà ma dovrà adeguarsi presto al nuovo calcio. La Juventus ha tracciato un sentiero che, in tanti, seguiranno… Chi farà muro, dovrà trovarsi un altro luogo dove sfogare la propria violenza repressa. Allo stadio, non c’è più spazio per loro. E siamo solo all’inizio… Il razzismo è il prossimo nemico che verrà mandato al tappeto. Impossibile? Assolutamente no… Qualche tempo fa, sembrava impossibile anche allontanare certi personaggi indesiderati dallo stadio ma sta accadendo… Se vogliamo un mondo più civile, bisogna “fare la guerra” ma senza mazze e spranghe. Quelle le usavano i guerrieri della notte 40 anni fa…

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