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Kristic, da bidone a vice-Zeman

25.08.2008 00:01 di Germano D'Ambrosio   articolo letto 35356 volte
Kristic, da bidone a vice-Zeman

Dalla "meteoricità" si può uscire. Aleksandar Kristic, ex difensore della Salernitana, ne è la testimonianza vivente: desaparecido per anni, e forse anche dimenticato da qualche tifoso granata, ora assiste Zdenek Zeman sulla panchina della Stella Rossa di Belgrado. Del resto, ha pur sempre lasciato l'Italia con una media di 0,5 gol a partita. Peccato che di partite ne abbia fatte due in tre anni...

Aleksandar Kristic nasce il 5 ottobre 1970 a Valjevo, cittadina della Serbia centrale. Ben piazzato fisicamente, il ragazzo inizia a farsi le ossa nelle giovanili della Stella Rossa di Belgrado, fino ad arrivare in prima squadra nella stagione 1991/92: sono i tempi gloriosi di Savicevic, Jugovic e Mihajlovic (ma anche di Darko Pancev e Ilija Ivic!), e Aleksandar a soli 21 anni d'età si toglie lo sfizio di vincere il campionato jugoslavo, seppure contribuendo in minima parte (3 presenze in campionato per lui). L'anno successivo il difensore riesce a giocare con più continuità, e impressiona per la media gol: 6 reti in 17 partite. Nella stagione 1993/94 è praticamente titolare, ma come nell'annata precedente la Stella Rossa deve accontentarsi del secondo posto. Lo scudetto tornerà alla Zvezda nell'estate del 1995, con Ljupko Petrovic in panchina e in campo Dejan Stankovic, Darko Kovacevic e Dejan Petkovic. Ma Kristic non parteciperà ai festeggiamenti: chiuso in difesa dai due futuri "italiani" Nenad Sakic (Lecce) e Dejan Stefanovic (transitato qualche giorno al Perugia), nel gennaio del '95 decide infatti di accasarsi in Svezia, al Degerfors IF del bomber Andreas Andersson. Qui la stella di Olof Mellberg non è ancora nata, ma comunque Aleksandar non riesce a trovare spazio nella difesa titolare, e mestamente se ne torna in Serbia, all'OFK Belgrado. L'inizio di stagione incoraggiante (2 reti in 6 partite) gli vale un ingaggio con il più prestigioso FK Zemun, a gennaio. Nell'estate del '96 tenta ancora una volta l'avventura europea, stavolta con i greci dell'Ethnikos Asteras, in serie B. La vena realizzativa sembra essersi prosciugata, ma almeno il minutaggio è ottimo; non potrebbe essere altrimenti, del resto, in un campionato di livello così basso. L'anno dopo arriva la chiamata della Stella Rossa, che gli concede un'ultima chance di rilancio. Alexsandar accetta, ma si tratta di tornare a fare la riserva; resta un anno, poi decide ancora una volta di cambiare aria. Dopo Svezia e Grecia, è il momento di confrontarsi una volta per tutte con un campionato di livello davvero alto. Anche perché ora - e siamo nell'estate del 1998 -, grazie a qualche convocazione di coach Slobodan Santrac, il difensore può dirsi parte del giro della Nazionale (anche se non verrà convocato per i Mondiali di Francia). Il nome di Kristic comincia a circolare tra gli osservatori italiani; il difensore, infatti, aveva avuto il merito di andare in gol (l'unico della stagione per lui) nel derby contro il Partizan del 21 febbraio, una gara seguita dal vivo da molti emissari dei club di serie A. La Salernitana, in particolare, lo fa seguire, e a sorpresa lo acquista (contratto triennale) con un blitz di inizio estate. Il giocatore sbarca all'aeroporto di Capodichino il 22 giugno alle ore 17.55 insieme all'altro acquisto dei granata Drazen Bolic: i due vengono ricevuti dal procuratore Sergio Berti, regista della brillante operazione di mercato. Uno viene dal Partizan, l'altro dalla Stella Rossa: i tifosi della Salernitana, tornati in A dopo quarant'anni, con questa coppia difensiva si sentono autorizzati a sognare. Il risveglio sarà piuttosto brusco.

"Chi dice che lotteremo solo per la salvezza?" annuncia lo spavaldo Kristic nel corso della sua presentazione ufficiale, che giunge peraltro a pochi giorni dal suo matrimonio. "Sia io sia Bolic siamo rimasti fuori dalla Nazionale. Ma il nostro mondiale sarà qui in Italia: abbiamo voglia di confrontarci con il calcio italiano, contro Ronaldo, Batistuta, Baggio, Del Piero...". Aleksandar non conosce direttamente il tecnico Delio Rossi ("...ne abbiamo sentito parlare benissimo"), ma sa che nel suo 4-3-3 può calzare a pennello, in coppia con l'altro neo-acquisto Rigobert Song al centro della difesa. Il tecnico riminese, sulle prime, ne apprezza se non altro le doti caratteriali: "Questo qui è uno che, se non stai attento, si fa male da solo" esclama durante un allenamento nel ritiro di Levico Terme, dopo averlo visto impegnarsi con troppa foga in un delicato esercizio di fisioterapia. Manco a dirlo, dopo un pre-stagione discreto, Aleksandar si fa male ai primi di settembre ed è costretto a star fuori fino a fine ottobre. Lo si vede per la prima volta in panchina contro l'Inter a San Siro, il 30 novembre, quando in campo c'è la coppia Tosto-Monaco a difendere la porta di Balli. Poi solo tribuna, fino al 25 aprile 1999, data che segna il suo tardivo esordio in campionato. Ma è un esordio tutto particolare. All'Arechi si gioca Salernitana-Bologna, gara fondamentale per la salvezza dei granata, i quali infatti al 90' conducono per 3-0 grazie ad una tripletta di Marco Di Vaio. Sotto una pioggia battente, il tecnico Francesco Oddo - che aveva sostituito Rossi per il rush finale - lo fa entrare in campo dopo 47 minuti e 20 secondi dall'inizio del secondo tempo, poco prima che i suoi battano un calcio d'angolo. Il serbo entra e si piazza subito in area; un rimpallo, un tocco di Di Vaio e la palla finisce sui suoi piedi. Il difensore tira fortissimo e alla cieca, battendo Antonioli per il 4-0 finale. Il match si conclude qualche istante dopo. L'episodio frutta al difensore-goleador una convocazione in panchina per i match contro Juventus e Cagliari, e qualche altro minuto nell'ultima gara contro il Piacenza, quella che segnerà la retrocessione in B dei campani. Qui il difensore entra a quattro minuti dalla fine sull'1-1: Oddo spera in un suo gol in zona Cesarini, tanto che lo schiera come attaccante aggiunto insieme a Di Michele e Chianese. Kristic le prova tutte e al 94' reclama anche un rigore, ma non c'è nulla da fare. Si chiude così l'avventura dei campani in serie A, e con essa l'esperienza italiana del nostro Aleksandar. Non che il giocatore venga ceduto, sia ben chiaro. Anzi, il serbo prende casa a Salerno e ancora una volta, nell'estate del 1999, viene spacciato come difensore titolare nelle prime amichevoli pre-stagionali. Poi mister Gigi Cagni, durante il campionato, gli preferisce ancora una volta l'esperto Monaco, e lo mette addirittura fuori rosa. La società tenta invano di cederlo in prestito alla Fermana nel mercato di gennaio. Nell'estate del 2000 torna Francesco Oddo, che neanche lo convoca per il ritiro; lui però, rispettando fedelmente il suo contratto triennale, si presenta lo stesso in albergo. Sarà l'ultima volta che i compagni di squadra lo vedranno; dopodiché il giocatore sparirà completamente dalla circolazione, continuando a percepire lo stipendio senza neanche allenarsi. A giugno 2001, scaduto il contratto, Aleksandar decide di tornare in patria, all'OFK Belgrado, per gli ultimi scampoli di una carriera piuttosto avara di soddisfazioni. Tra queste, di sicuro, il gol-flash al Bologna, dopo appena 30 secondi dal suo ingresso sul terreno di gioco. Che io sappia, il suo record (rete più veloce messa a segno da un giocatore straniero subentrato) verrà superato solo nel 2007 da Hernan Crespo in Messina-Inter, andato in gol dopo due secondi e 28 decimi dall'entrata in campo. Tuttora, comunque, quella di Kristic è una rete finita negli annali. E se non è una soddisfazione questa...

Dopo l'ultima stagione all'OFK (15 presenze e una rete), Kristic appende dunque gli scarpini al chiodo, nonostante abbia appena 31 anni. Per un po' stacca la spina e si dedica soprattutto ai suoi figli, trascurati durante la sua permanenza in Italia. Dopodiché il richiamo del dio Pallone si fa sentire. L'OFK lo rivuole, ma stavolta in qualità di allenatore del settore giovanile: Aleksandar accetta di buon grado, svolgendo questo incarico per ben cinque anni consecutivi. Nel 2007 allena l'Hajduk di Belgrado, piccolo club di seconda divisione, dove non riesce tuttavia a centrare la promozione in serie A. Ma il colpo di scena arriva pochi mesi fa: ai primi di giugno, Zdenek Zeman lo vuole al suo fianco come assistente allenatore sulla panchina della Stella Rossa di Belgrado. Per Kristic è un graditissimo ritorno alle origini: con il boemo - soltanto sfiorato alla Salernitana, arrivò mentre il giocatore partiva - e con il viceallenatore Vincenzo Cangelosi forma ora un terzetto davvero singolare. I tifosi della Stella Rossa, i quali non ne sentivano parlare da anni, hanno appreso la notizia con sorpresa; Kristic, oltre che occuparsi dell'aspetto tecnico, sarà incaricato di tradurre tutte le comunicazioni dal serbo all'italiano e viceversa. Chissà quante volte, con Zeman, affronteranno l'argomento Salernitana. Per entrambi è stata una parentesi poco felice della propria carriera: il tecnico, dal 2001 al 2003, accumulò un sesto posto e un esonero, ma per il serbo è stata una vera e propria debacle. Chissà che il panchina il buon Aleksandar non riesca a perfezionare la sua rivincita. Con uno come Zeman al fianco, tutto è possibile.


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