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Le meteore

Omari Tetradze, la meteora che venne dal freddo

17.02.2007 19:41 di Germano D'Ambrosio   articolo letto 27431 volte
Omari Tetradze, la meteora che venne dal freddo

Tutti si ricordano di Tetradze, ma pochi sanno dove sia andato a finire. Ebbene, siede su una panchina di serie B russa. Non come riserva, ma come allenatore. Strano? Beh, del resto forse qualche qualità quel giovane russo, che sbarcò alla Roma vari anni fa, ce l'aveva. Furono le fragili ginocchia, più che i ruvidi piedi, a segnarne l'infausto destino. Ecco, di preciso, come andò.

Omari Tetradze (Omari e non Omar, badate bene!) nasce il 13 ottobre 1969 in Georgia, e precisamente a Velispiri, nella regione della Colchide, una frazione di terra che si estende nella parte occidentale del paese e che ha origini fortemente legate alla cultura greca. Dedicatosi fin da giovanissimo all'attività calcistica, già a 18 anni ha la grande chance di giocare in prima squadra con la Dinamo Tbilisi, la squadra più importante del proprio Paese, allora facente parte dell'Unione Sovietica. La sua permanenza nel club dura fino al 1990: in questo periodo, Tetradze viene schierato, da ala destra, per ben 25 volte, non poco tenendo presente la sua giovane età. Ma se il calcio regala soddisfazioni e prospettive, la situazione politica di quegli anni nega invece ad Omari la giusta tranquillità: nella primavera 1991 la Georgia ottiene infatti l'indipendenza al termine di un lungo periodo di lotte armate. Il giocatore, che da poco si era accasato in prestito al Mertskhali, squadra della cittadina di Ozurgeti, molto più vicina a casa sua rispetto alla lontana capitale Tbilisi, decide di cambiare aria e "fugge" nella neonata Federazione Russa, della quale diviene cittadino rifiutando il passaporto georgiano. Qui Valeri Gazzaev, allenatore della Dinamo Mosca, gli concede l'opportunità di far parte del proprio team. Si rivelerà una scelta senza dubbio azzeccata, poiché Tetradze in poco tempo si ritaglia uno spazio da titolare. In quattro anni colleziona ben 101 partite (tra campionato e coppe europee) e 11 gol; nel 1994 fa parte anche della spedizione russa ai Mondiali statunitensi, che si concludono con l'eliminazione nella fase a gironi a causa delle sconfitte contro Brasile e Svezia (anche se i tifosi italiani ricorderanno il 6-1 al Camerun che permise agli azzurri di qualificarsi per gli ottavi come migliore seconda). L'esperienza con la Nazionale dà comunque fiducia a Tetradze; il Mondiale, seppure assai sfortunato, conferma infatti la sua inamovibilità sul lato destro della linea mediana. Del resto, Omari aveva iniziato ad accumulare presenze FIFA già dal 1991, prima con l'URSS e poi con la Russia. Nell'inverno del 1995, l'ormai quotato giocatore si trasferisce all'Alania Vladikavkaz: la Dinamo Mosca aveva infatti perso tutti gli obiettivi stagionali (seconda in campionato), e anche mister Gazzaev aveva appena abbandonato la nave per approdare proprio all'Alania. Il club dell'Ossezia parte in sordina ma alla fine si toglie lo sfizio di laurearsi addirittura Campione di Russia, contro ogni pronostico: qui il contributo di Tetradze - e delle sue 30 partite da titolare assoluto - si rivela davvero fondamentale. La svolta è soprattutto tattica: viene impiegato infatti, per necessità e per scelta tecnica, come terzino puro, sebbene con spiccate propensioni offensive (il primo Zambrotta, per intenderci). Scontata la sua permanenza a Vladikavkaz per l'anno successivo: nel 1996 il giocatore va anche in rete, in una delle 31 partite da lui disputate. Nel corso della stessa stagione, con la sua Nazionale partecipa ad Euro 96, in Inghilterra: nel girone C, la Russia incontra Italia, Repubblica Ceka e Germania, non proprio tre squadre materasso. Il match contro l'Italia, datato 11 giugno 1996, cambierà indirettamente la vita di Omari Tetradze: nonostante la vittoria degli azzurri per 2-1, infatti, il terzino viene apprezzato per le sue ottime doti di rapidità e intelligenza tattica. Molti club italiani prendono appunti, e poco importa se la Russia tornerà a casa con solo un punto in valigia, a seguito della sconfitta contro la Germania e del rocambolesco 3-3 contro la Repubblica Ceka (con gol proprio di Tetradze, tra l'altro, al minuto 54). Al termine del campionato russo, quando in Italia è fine novembre, Tetradze è pronto per dare l'assalto al calcio che conta. Voci di corridoio lo danno inizialmente vicinissimo al Manchester City, ma alla fine è la Roma, che ne era rimasta impressionata agli Europei, ad assicurarsi i suoi servizi: la notizia viene ufficializzata il 21 gennaio 1997. All'Alania vanno circa 2 miliardi delle vecchie lire, tutto sommato neanche tanto. Abbiamo visto meteore molto meglio pagate...

La stagione 1996/97 della Roma è iniziata tutt'altro che bene. Il tecnico argentino Carlos Bianchi, sbarcato nella Capitale in estate, si è rivelato un bluff: alcune scelte tecniche discutibili (lo scarso utilizzo di Totti, e l'impiego assiduo del suo beniamino Roberto Trotta) lo rendono particolarmente inviso alla tifoseria giallorossa. In particolare, la difesa dà preoccupanti segni di instabilità, causati soprattutto dalla non più giovanissima età di Aldair, Annoni e Lanna, e dai "vuoti di memoria" dello stesso Trotta. Il ds Giorgio Perinetti decide dunque di potenziale il reparto arretrato nel mercato di gennaio: come detto, arrivano Omari Tetradze dall'Alania per la fascia destra, e un certo Vincent Candela dal Guingamp, destinato a ricoprire il lato opposto. Al contrario del francese, che si rivela un acquisto effettivamente azzeccato, il russo gioca invece soltanto 8 partite di campionato: tra queste, da segnalare il 2-2 interno contro la Reggiana datato 23 febbraio. Qui Tetradze segna un autogol in sforbiciata che permette agli emiliani di portare via, al novantesimo, un punto prezioso dall'Olimpico. In una delle sue rare apparizioni da titolare, il 6 aprile a Cagliari, non riesce a evitare la sconfitta per 2-1 ed il conseguente esonero di Bianchi, sostituito dal duo Sella-Liedholm. In estate, la società tenta (invano) di fargli ottenere il passaporto greco, in modo da non sopportare il peso di un altro extracomunitario - peraltro scarso - in rosa. La stagione 1997/98 in casa giallorossa si apre sotto il segno di Zdenek Zeman, che spende parole d'elogio per l'eclettico (parole sue) Tetradze. La rosa capitolina, tuttavia, è costellata di meteore: Cesar Gomez, Dal Moro, Helguera, Vagner, solo per citarne alcuni. Tetradze a settembre patisce il primo di una lunga serie di infortuni al ginocchio. Si rivede in campo a fine novembre, in Parma-Roma (2-0 per i giallorossi), quando sostituisce Tommasi al minuto 84. Tanta panchina e poi la prima e unica partita da titolare di tutta la stagione, contro il Piacenza in casa (0-0). Seguono 15 minuti a Genova contro la Sampdoria e 20 minuti in casa contro l'Empoli (giusto il tempo di permettere a Cappellini di segnare due gol in scioltezza). In primavera un altro infortunio, a causa di una botta presa in Russia-Lussemburgo, che permette a Tetradze - già soprannominato "Tre tazze" dai tifosi della Curva Sud - di comparire cinque volte in panchina e due volte in campo, ovvero in casa contro il Brescia (10 minuti, sul 5-0 a favore) e contro il Milan (15 minuti, sul 4-0 a favore). Quella contro i rossoneri sarà l'ultima partita di Tetradze con la maglia della Roma: nell'estate del 1998 arriva l'ennesimo infortunio, stavolta davvero grave, che costringe il difensore fuori dal campo per tutta la stagione. Con un gesto nobile che i tifosi giallorossi ancora ricordano con molto affetto, nella primavera del 1999 Tetradze chiede e ottiene la rescissione del proprio contratto, conscio del fatto che l'infortunio sta andando per le lunghe e per la società - con la quale avrebbe avuto ancora 4 anni di stipendio assicurati! - sarebbe stato difficile "piazzarlo" altrove in estate. Omari lascia dunque la Roma e il campionato italiano: per la società capitolina sarebbe stato un peso, e questo a lui avrebbe dato un enorme fastidio. Questione di scelte: l'altro giallorosso Cesar Gomez, colpito da sorte più o meno analoga, decide invece nello stesso periodo di sostentarsi con i soldi di casa Sensi e di "arrotondare" con la gestione di una concessionaria automobilistica...

La stagione 1999/2000 segna la rinascita di Omari Tetradze, il quale riesce a ristabilirsi al 100% e a conquistare la fiducia del PAOK Salonicco. Il cursore destro resta in Grecia per due stagioni, collezionando 59 partite e due reti (tra settembre e ottobre 2000, contro Giannina e Panionios), e vincendo la Coppa di Grecia nel 2001. Il tasso di autostima, sotto le scarpe ai tempi della Roma, aumenta esponenzialmente, e Tetradze accarezza anche il sogno di partecipare ai Mondiali di Corea e Giappone 2002 con la sua Russia. Ma per raggiungere questo obiettivo, è necessario giocare con assoluta continuità, meglio ancora se proprio nel campionato russo: per questo, nel febbraio 2002, il giocatore torna all'Alania Vladikavkaz, agli ordini di mister Oleg Romantsev, rifiutando un'offerta dal campionato giapponese formulatagli dall'amico tecnico Gadzhi Gadzhiev. Tetradze gioca 29 partite ma alla fine non riesce a staccare il biglietto per il Mondiale. La delusione e l'età che avanza convincono Omari ad accettare l'offerta di un club di caratura inferiore: nel 2003 passa al Anzhi Makhachkala, modesta squadra russa (si trova nella regione del Daghestan) che l'anno prima aveva ottenuto una storica partecipazione alla Coppa Uefa ma contemporaneamente era retrocessa in Prima Divisione. Qui Tetradze, tra infortuni e incomprensioni, gioca solo 7 partite. Nel 2004 il giocatore torna nella massima categoria vestendo la maglia del Krylya Sovetov Samara, e riprende a giocare con continuità. Ma alle fine del 2005, dopo una stagione caratterizzata da sole 5 presenze, decide di ritirarsi dal calcio giocato; resta a Samara, ma in qualità di vice-allenatore di Sergey Oborin, e si trova a gestire un parco giocatori del quale fa parte anche Anderi Kanchelskis, ex meteora della Fiorentina, recentemente anche lui ritiratosi. Da qualche settimana, Tetradze è alla guida - in veste finalmente di primo allenatore - dell'Anzhi Makhachkala, e si appresta a vivere la stagione 2007 di First League, che avrà inizio il prossimo 11 marzo. L'Anzhi esordirà in trasferta contro il Sodovik Sterlitamak. In bocca al lupo, Omari!


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