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Le meteore

Rush, il disperato bisogno di un pub

14.09.2012 07.30 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 52095 volte

Nella storia pluricentenaria della Juventus è capitato di vedere in maglia bianconera giocatori non all'altezza della maglia, acquisti sbagliati, frutti di abbagli dirigenziali. Uno di questi è Ian Rush. Il gallese certamente non è stato il peggiore juventino di sempre, ma se consideriamo le aspettative che lo circondavano è senza dubbio la più grande delusione che la Juventus abbia avuto. D'altronde il curriculum parlava chiaro: gol a raffica nel campionato inglese, prima col Chester e poi col Liverpool. Trofei in patria e in Europa. I tifosi romanisti ancora ricordano quella finale del 1984. La Juventus, che sapeva di perdere Michel Platini, l'aveva bloccato già nel 1986 per vestirlo l'estate successiva di bianconero, individuando in lui l'asso che avrebbe dovuto sostituire Roi Michel nel cuore dei tifosi della Vecchia Signora. Arrivò in pompa magna, ed essendo gallese, i paragoni col suo connazionale John Charles si sprecavano. A Torino si sapeva che a livello fisico il confronto non reggeva col colosso che ha fatto grande la Juve negli anni '60, ma nessuno immaginava che fosse così impietosa la differenza di gol segnati. Rush ne fa solo 7 e in campo per il più delle volte si mostra estraneo, un oggetto misterioso. Eppure i numeri li avrebbe anche, chiedere al Pescara, colpito 7 volte fra campionato e coppa Italia. Non fa niente per nascondere la sua "saudade" dell'Inghilterra e dei suoi pub. Non si integra con lo spogliatoio, l'unico con cui lega è Laudrup, con cui può parlare inglese, perché la lingua italiana, Rush, non si sforza d'impararla. La squadra, reduce da un ciclo vincente chiuso, è in fase di ricostruzione ed è poca roba in campionato , tanto da ritrovarsi a spareggiare col Torino in un derby inedito un posto Uefa. La partita finirà 0-0 e verrà decisa ai rigori. Rush si prenderà almeno la gloria di siglare quello decisivo. Non basterà a meritare la conferma, che non vuole né lui né la società. Ritorna al mittente a fine stagione con una minusvalenza di 400.00 sterline, ma una volta reindossata la casacca del Liverpool tornerà a segnare come prima. La Juve, cercherà di consolarsi nella stagione successiva con un altro colpo ad effetto dall'estero: Alexandr Zavarov. Ma questa è un'altra storia...


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