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Silvestre e Camara, incompresi all'Inter esplosi a Manchester e Parigi

Silvestre e Camara, incompresi all'Inter esplosi a Manchester e ParigiTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 01 aprile 2015 08:00Le meteore
di Gaetano Mocciaro

Negli anni '90 il movimento giovanile del calcio francese era come quello attuale: florido, pieno di talenti che promettevano un futuro luminoso alla Nazionale. E la Serie A ci attingeva a piene mani. Della Francia campione del mondo del 1998 sette militavano nel nostro campionato e altri quattro avevano giocato da noi. Proprio in quell'estate l'Inter attinse a piene mani dal calcio transalpino, considerati gli ottimi risultati avuti con gli acquisti di Cauet e soprattutto Djorkaeff: l'allora direttore sportivo Sandro Mazzola tornò con quattro giovanotti di età compresa fra i 18 e i 21 anni. I ragazzi in questione erano Sebastien Frey, dal Cannes; Mickael Silvestre e Ousmane Dabo dal Rennes e Zoumana Camara dal Saint-Etienne.

Sarà stato per l'età acerba, sarà stato perché quell'Inter stava vivendo un momento difficile, nessuno trovò spazio. Tuttavia Osmane Dabo e Sebastien Frey hanno potuto dire la loro nel calcio italiano, restandovi per molti anni e nel caso del portiere con eccellenti risultati.

Diverso il discorso di Silvestre e Camara, passati come vere e proprie meteore. Per il primo ci fu un braccio di ferro col Rennes, suo vecchio club d'appartenenza, risolto con il pagamento di 14 miliardi di lire per il cartellino. Cifra enorme, soprattutto perché mai ripagata dal giocatore. Difensore centrale o terzino sinistro, poco cambiava: 18 presenze in maglia nerazzurra quasi tutte da insufficienza piena, salvo un gol che evitò la sconfitta negli ultimi minuti di gioco contro il Vicenza. Pur di liberarsene l'Inter lo cedette al prezzo discount di 4 milioni di sterline appena un anno dopo. A scommetterci il Manchester United, non proprio una squadra qualsiasi. E con i Red Devils resta addirittura nove anni, vincendo tutto, compresa la Champions League nel suo anno di permanenza. Come successo in precedenza con Vieira, poi con Henry ed Evra l'Italia si dimostra perde dei giovani talenti per poca pazienza.

Ancor peggio va a Camara, praticamente ignorato dall'Inter, che lo vede in campo solo in due partite di Coppa Italia. Il trasferimento all'Empoli in prestito a gennaio nella speranza di rivalutarlo non migliora le cose: i toscani stanno colando a picco e retrocederanno con largo anticipo. Non certo il massimo per un giovane, per di più straniero, mettersi in mostra. Dopo un ulteriore prestito al Bastia verrà ceduto definitivamente al Marsiglia, per poi iniziare una dignitosa carriera in Francia, salvo una parentesi al Leeds. Si toglie lo sfizio di far parte della Nazionale francese nella Confederations Cup del 2001 e dal 2007 difende i colori del Paris Saint-Germain, assistendo alla trasformazione del club capitolino. Che gli sta permettendo negli ultimi anni di carriera di fare incetta di trofei.

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