Allegri non è Conte: nel fallimento Milan c’è quello di Max. Non aveva mai mancato la Champions
Il Milan non ha raggiunto la qualificazione alla competizione più importante d'Europa. Allegri solo sesto al termine del campionato.
Massimiliano Allegri non è Antonio Conte. Tautologico, ma nel calcio italiano i due allenatori sono considerati una sorta di certezza: affidarsi a loro vuol dire mettere in banca l’obiettivo, almeno il minimo. Così, mentre il Napoli decimo dopo lo scudetto si affidò a Conte - e vinse -, i rossoneri avevano scelto Max per ripartire dopo l’ottavo posto della scorsa stagione. Ed è andata malissimo.
Nel fallimento del Milan c’è, soprattutto, quello di Allegri. Nella sua carriera, il tecnico livornese non aveva mai fallito la qualificazione alla Champions League. Il calcolo, ovviamente, prende in considerazione le stagioni in cui Allegri ha allenato una squadra in corsa per quell’obiettivo, escludendo i due ottimi anni al Cagliari. Dal 2010/2011, tra Milan e Juventus, non aveva mai chiuso al settimo posto sul campo.
Le uniche due eccezioni in tal senso sono relative alla stagione 2013/2014 e a quella 2022/2023, ma non cambiano la statistica. Allegri, che nella prima allenava il Milan, fu esonerato a gennaio 2014: probabilmente non avrebbe raggiunto il quarto posto, ma non è una certezza. Quanto alla seconda, formalmente la Juventus chiuse al settimo posto, ma a causa della penalizzazione legata al caos plusvalenze. Un fallimento, quello di questa stagione, che non può lasciare il lavoro di Allegri - sei sconfitte nelle ultime dieci gare - esente da valutazioni.
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