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Milan, ora cacciate tutti. Allegri, è il suo fallimento. Senza Champions ciao Modric. Un nuovo progetto con Italiano e D’Amico. Juve: Spalletti-Chiellini al comando. Ildiz resta? Comolli addio. Sarri, derby Napoli-Atalanta. Suggestione XaviTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 00:18Editoriale
di Enzo Bucchioni

Milan, ora cacciate tutti. Allegri, è il suo fallimento. Senza Champions ciao Modric. Un nuovo progetto con Italiano e D’Amico. Juve: Spalletti-Chiellini al comando. Ildiz resta? Comolli addio. Sarri, derby Napoli-Atalanta. Suggestione Xavi

Un fallimento totale, il Milan è riuscito a buttare via la Champions, s’è fatto rimontare dal Cagliari già salvo. E’ una delle serate più nere della storia recente dei rossoneri, quello che s’è visto in campo è incredibile e assolutamente inaccettabile. Adesso Cardinale non ha altra scelta: deve mandare via tutti.  E se in questi giorni milanesi aveva maturato la convinzione di licenziare Furlani, ma anche Moncada e un po’ tutti i nemici di Allegri, adesso anche il tecnico è diventato indifendibile. Senza coppe, l’allenatore aveva come unico obiettivo la conquista di un posto in Champions e l’ha fallito. Logico quindi presentare il conto anche a lui che, fra l’altro, fuori dall’Europa vera, perde il rinnovo automatico del contratto. E’ evidente come il calcio utilitaristico di Allegri non funzioni più, ma non sono andate anche molte altre cose, dalla preparazione atletica con il clamoroso crollo nel girone di ritorno (era successa la stessa cosa anche alla sua ultima Juve), alla gestione mentale del gruppo presentatosi svogliato, quasi demotivato, perfino ieri nella giornata decisiva.  E’ evidente come l’allenatore da tempo non sia più la guida carismatica di questa squadra, si sia perso. Forse anche nello spogliatoio è stata avvertita la spaccatura nella dirigenza. Il partito di Ibra, ma anche di Furlani, la loro guerra all’allenatore deve avere profondamente inciso a ogni livello perchè non è spiegabile come tanti giocatori determinanti, da Pulisic a Saelemakers, ma anche il fedelissimo Rabiot e altri, per non parlare di Leao, siano completamente spariti. E’ evidente come le divisioni interne abbiano condizionato la seconda parte della stagione e le colpe di Cardinale stanno proprio nel non essere intervenuto prima per proteggere l’allenatore e almeno cercare di salvare il salvabile, cioè un posto in Champions.   Adesso il rinnovamento dovrà essere totale tanto più che senza le risorse della Coppa che conta, sarà difficile fare mercato e molti giocatori chiederanno di andar via. Anche Modric, tanto per parlare del più rappresentativo che probabilmente chiuderà qui o finirà la carriera in patria.  E allora ecco avanzare la candidatura di Tony D’Amico con direttore sportivo in arrivo dall’Atalanta con il compito di vendere bene e ricostruire. Serve una squadra più giovane capace di giocare un calcio diverso. Probabilmente tornerà a corteggiare Italiano già contattato l’anno scorso, con il rischio che il Milan arrivi tardi perchè l’allenatore del Bologna è da tempo nel mirino del Napoli. Servirà comunque un allenatore con idee diverse, capace di dare un gioco e una identità, il calcio di Allegri funziona soltanto con i campioni e senza la Champions il Milan i campioni non li potrà comprare e probabilmente neppure tenere. A cominciare da Leao che dopo sette anni e una stagione come questa dovrà portare i soldi necessari a fare mercato, è una storia finita. Ma anche uno come Maignan, con il mercato che ha, siamo sicuri che non chiederà di essere ceduto? Pure la Juve è fuori dalla Champions, ma le possibilità erano rimaste pochissime. Non succedeva da quindici anni, almeno sul campo. Un disastro assoluto. Non ha salvato la faccia neppure in un Derby turbato dall’inciviltà della tifoseria che ha sfogato le frustrazioni nella guerriglia urbana. Pure la Juve dovrà cambiare tantissimo, Spalletti diventerà centrale nella costruzione della nuova squadra. Sarà l’allenatore a indicare i ruoli da coprire e le caratteristiche dei giocatori da comprare. Lui e Chiellini saranno gli uomini forti. Per Comolli e i francesi, con gli algoritmi, non sembra esserci più spazio, in settimana Elkann convocherà un vertice decisivo per ridisegnare la Juve per l’ennesima volta negli ultimi anni. Così non si può fare bene calcio, ora servono un direttore generale e un direttore sportivo che lavorino in sintonia con Spalletti. Vedremo chi sceglierà Elkann. Conte invece aveva già scelto, ma si sapeva da tempo. De Laurentiis al suo posto avrebbe ripreso volentieri Sarri, come vi ho già scritto, dei dirigenti intermedi lo avevano già dato per certo a un Napoli club.  Quando si dice che prima delle firme può succedere di tutto questa è l’ennesima dimostrazione. La corte di Giuntoli e dell’Atalanta è serrata, Sarri è combattuto, ora Bergamo sembra in vantaggio.  E allora? Dopo il fallimento al Milan uno come Allegri (piaceva) non è più ipotizzabile. Resta la pista Italiano se il Bologna lo libera, oppure un colpo di teatro che porterebbe a Napoli l’ex Barcellona Xavi.