Glasner aspetta il Milan: no al Feyenoord. Rangnick avrà novità nelle prossime settimane
Il Milan sceglie la via della prudenza e della riflessione profonda per rifondare l'area tecnica, al seguito di un'epurazione tremenda che ha lasciato in piedi il solo Ibrahimovic senza la qualificazione alla prossima Champions League. Nonostante il comprensibile fermento della tifoseria, la dirigenza rossonera si prende tutto il tempo necessario. Ma ha già un nome e un cognome: Oliver Glasner. Il tecnico austriaco attende solo una chiamata da via Aldo Rossi per formalizzare l'accordo e, proprio per dare l'assoluta priorità al club rossonero, ha detto "no" ai pressanti corteggiamenti ricevuti dal Feyenoord.
La strategia di RedBird
Nei piani strategici di Gerry Cardinale, proprietario del Milan, l'annuncio della guida tecnica deve essere necessariamente preceduto dalla nomina del nuovo direttore dell'area tecnica. Il candidato forte per questo ruolo è Ralf Rangnick, che vanta un'eccellente sintonia con Glasner sin dai tempi del sodalizio calcistico in Red Bull. La prima alternativa all'allenatore dell'Austria è Ramon Planes, liberatosi dall'Al Ittihad, ma con il dirigente catalano salirebbero vertiginosamente le quotazioni di Mauricio Pochettino, attuale CT degli Stati Uniti, lanciato in panchina proprio da Planes circa vent'anni fa.
I nodi da sciogliere
Rangnick, attuale ct dell'Austria, nell'ultimo colloquio con Cardinale ha ribadito di voler ricostruire il Milan secondo le proprie metodologie e la propria cultura calcistica: i rossoneri si sono presi 15 giorni per dare una risposta definitiva. Sullo sfondo Zlatan Ibrahimovic, attualmente a Los Angeles: il suo confronto quotidiano con Cardinale sul futuro del club rossonero è costante, in cerca di un nuovo amministratore delegato e un direttore sportivo.
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