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Marchisio: "In Italia nessun'altra maglia dopo la Juve. Valuto l'estero"

19.08.2019 18:36 di Tommaso Bonan    articolo letto 15439 volte
Marchisio: "In Italia nessun'altra maglia dopo la Juve. Valuto l'estero"
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
E' un Claudio Marchisio a tutto tondo, quello che parla e si racconta a Sky Sport. L'ex centrocampista della Juventus, reduce dall'esperienza allo Zenit, comincia facendo il punto sulle condizioni fisiche dopo l'operazione: "Questa è un'estate diversa, per la prima volta non ho iniziato il ritiro con una squadra ma quest'operazione aveva bisogno di un tempo di riabilitazione, ormai siamo quasi alla fine. Dopo tanti anni che si è abituati a stare in un gruppo, in uno spogliatoio, ti serve sentire i compagni che ti danno una mano. Per fortuna ho un carattere per cui anche nelle difficoltà riesco a tirare fuori tante energie e trovare la concentrazione per andare avanti".

La fine dell'esperienza allo Zenit? "La risoluzione credo sia stata una scelta giusta, soprattutto da parte mia, perché con questa operazione avrei perso mesi importanti per il campionato e soprattutto per questa nuova avventura che attende lo Zenit quest’anno, che è la Champions. Auguro loro il meglio, a compagni, staff e tifosi che potranno godersi questa Champions League.

C'è la voglia di continuare a giocare? "Sicuramente, come detto siamo quasi alla fine di questa riabilitazione e l’ultimo mese sarà quello decisivo per capire bene come reagisce il ginocchio dopo l’operazione".

L'offerta di Suning per la sua squadra in Cina? "So che c’è stato un interessamento, ma offerte vere e proprie e contatti non ci sono stati. Innanzitutto conta il progetto, quindi bisogna vedere realmente cosa ci sarà in futuro. L’unica cosa che mi sento di dire è che voglio rimanere coerente come ho sempre fatto in passato e non indosserò mai un’altra maglia in Italia, quindi le uniche offerte che posso prendere in considerazione in base ai progetti saranno sicuramente all’estero e non in Italia".

Quindi nel no a Suning ha inciso il fatto che sia legata all’Inter? "Un po' sì, apprezzo il lavoro che hanno fatto in Italia con l’Inter ma questa vicinanza con la maglia nerazzurra non mi porta ad essere sereno sulla scelta".

I rumors sull'ipotesi Brescia? "Ho ricevuto tanti messaggi da tanti tifosi e tante persone che mi vorrebbero lì e anche qui apprezzo tantissimo l’interessamento. Ma voglio rimanere coerente e dico di no anche adesso per le offerte dall’Italia. L’unica parte che mi renderebbe felice è continuare all’estero sia come esperienza di vita che anche soprattutto sportiva.

All’estero ci potrebbe essere solo l'Europa o anche Giappone e il mondo arabo? "Dipende sempre dal progetto, ho sempre cercato di guardare cosa c’è dietro a un’offerta: non soltanto la parte economica e la città dove uno va a vivere ma soprattutto che ci sia una società seria con progetti veri".

La Juventus è sempre la favorita in campionato? "Sicuramente, lo dimostrano i campionati vinti, la rosa che c’è tuttora e lo dimostra anche il cambio di allenatore, perché arriva un allenatore che all’estero ha fatto bene, ha vinto una coppa europea e ora si appresta a vivere questo mondo, quello della Juve. E anche i giocatori dovranno conoscerlo. Ma come base, la Juve è sempre la favorita".

Che effetto fa vedere Conte e Marotta insieme che provano a far vincere l’Inter? "Può essere un’iniezione di fiducia non soltanto per l’Inter ma anche per le altre squadre, di provare a strappare il titolo alla Juventus e nello stesso tempo un campanello per la Juventus che deve guardarsi intorno perché ci sono società che vogliono lottare seriamente per lo scudetto".

Pensato di tornare alla Juve come Bonucci e Buffon? "No, sinceramente no perché ho preso la mia decisione un anno fa ed era giusto , era arrivato il momento".

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