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TMW RADIO - Cosmi: "Ounas al meglio è da Napoli. Messias non può giocare per salvarsi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 02 agosto 2021 19:02Serie A
di Dimitri Conti
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Cosmi: "Ounas al meglio è da Napoli. Messias non può giocare per salvarsi"


L'allenatore Serse Cosmi ha parlato a TMW Radio, intervenendo in diretta ai microfoni di Niccolò Ceccarini nel corso della trasmissione Stadio Aperto, iniziando dalla sua recente avventura a Crotone: "Io e il mio staff siamo soddisfatti del lavoro svolto, abbiamo trovato una situazione di classifica compromessa, ma con la possibilità di chiudere la stagione dignitosamente sperando in un miracolo sportivo. La squadra ha reagito nella maniera giusta, proponendo cose interessanti sotto l'aspetto del gioco. Abbiamo buttato al vento risultati già acquisiti, ma tutto sommato è stata un'esperienza positiva: sono stato troppo a lungo lontano dalla Serie A e volevo confrontarmici".

Ha rilanciato Ounas.
"Lui è di proprietà del Napoli e che ha dimostrato di dover crescere sotto l'aspetto caratteriale in alcuni comportamenti. Però se parli di qualità tecniche, fisiche, tattiche e nella capacità di fare più ruoli, Adam è tra i più forti che abbia mai allenato. Sa di aver commesso qualche errore, ma se gioca al massimo è senza dubbio un giocatore da Napoli".

Quanto è cresciuto Messias?
"Messias è un giocatore straordinario, una di quelle cose bellissime e anche un po' assurde del calcio, visto che fino a 25 anni non giocava neanche tra i dilettanti, proprio nei campionati amatoriali. Alla fine è andato a Crotone ed è esploso: ha qualità, dribbla tantissimo. L'ho detto mille volte: può giocare tranquillamente nelle prime otto del nostro campionato, mi sorprenderebbe vederlo in una squadra che lotta per la salvezza".

Chi la incuriosisce tra gli emergenti?
"Quello che si è consacrato in questo periodo, osservando i risultati come prima cosa: Italiano ha salvato uno Spezia che tutti davano per retrocesso. Non è un esordiente, certo... Ora alla Fiorentina avrà pressioni diverse, ma ha dimostrato. Dionisi quest'anno ha fatto molto bene, più che al Venezia. All'Empoli è stato protagonista e si è dimostrato allenatore che sa vincere, metto lui e Zanetti subito dietro Italiano".

Che consiglio darebbe a Italiano?
"Di capire che tipo di fortuna si sia guadagnato. Allenare la Fiorentina lo è, chi non va a Firenze perché teme la pressione mi fa ridere: dov'è che vuoi andare a far l'allenatore? C'è un attaccamento alla squadra a tratti esagerato, ma un allenatore vero si nutre di queste pressioni. Ha fatto la gavetta per poterci convivere, la piazza giustamente pretende qualcosa di più di quanto visto negli ultimi anni. Lui ha le idee chiare, l'unico limite potrebbe essere al massimo di averle persino troppo chiare, ma per quello ci possono pensare sia Firenze che la Serie A. Vincenzo però ha stra-dimostrato, ed è uno di quelli che non ha paura".

Vlahovic è un crack?
"Forte, chi ha la sensibilità di vedere il calcio capisce subito chi ha di fronte. Vlahovic ha ottime qualità e possibilità di migliorarsi molto in alcune cose. Per voglia e strapotere fisico può diventare protagonista, per lui sarà fondamentale rimanere a Firenze. Lui ha giocato due anni senza pubblico, e lì questa cosa conta: per lui avere i tifosi può contare davvero tanto".

La Serie B non è A2, ci spieghi...
"Da quanti anni è che si dice? Per dire, il Monza che investe tantissimo ci rimane, così come il Lecce, e il Venezia che l'anno prima si era salvato all'ultimo va in Serie A. Penso che anche quest'anno sarà così: in quattro-cinque saranno le papabili ammazza-campionato per gli addetti ai lavori, ma verranno fuori sorprese. La B è questa. Negli scorsi anni, poi, tante squadre che venivano dalla C salivano subito in A. Anzi, la chiamerei B2...".

Livello più basso?
"Se nel Genoa c'era Milito, con tutto il rispetto...".

Dell'Europeo vinto dall'Italia, guardandoci oggi, che ne pensa?
"Mi sono fatto una bella idea e mi sono sempre più convinto che il calcio cambi, nonostante pensassi che a un certo punto non l'avrebbe fatto o che certi valori contassero sempre meno. Invece chi ha vinto ha espresso valori morali, prima che tecnici. Dallo staff del ct fino alla voglia che aveva chi entrava. Se poi vai a chiamare Zaniolo quando ancora non ha giocato in Serie A, vuoi dare un input nei fatti. Il gioco è moderno, i valori morali sono antichi".

Oggi si fanno fatica a ritrovare.
"Empatia e complicità così col gruppo e uno staff fatto non da scienziati del calcio, queste sono cose che avverti. La mia disamina positiva è questa, il mio dubbio è che noi invece siamo maestri, quasi unici al mondo, nel crearci momenti di trionfo dopo le difficoltà, e a seguito disperdere tutto".

In che senso?
"Non mi riferisco ai ragazzi, ma al mondo calcio. Saranno tutti lì a dire che hanno vinto... Non Mancini e il suo staff, o i calciatori: chi governa il calcio deve riappropriarsi di certe cose. Gravina è una persona intelligente, può capire cosa serve per emozionare ancora la gente, al di là della gente negli stadi".

Tra gli allenatori delle big chi la incuriosisce di più?
"Mourinho è quello che non vediamo da più tempo rispetto agli altri, torna dopo 10 anni, c'è molta curiosità nel rivedere anche l'uomo oltre all'allenatore".

Potrà lottare per vincere, com'è abituato?
"Ultimamente era al Tottenham, dove non so se effettivamente potesse provare a vincere la Premier. Certo, magari qualche titulo, come dice lui... A Roma non farà la Champions, e anche avesse potuto sarebbe stato comunque un miraggio. Deve tornare a far essere competitiva la Roma".

Dzeko può tornare ai suoi livelli con lui?
"Ha voglia di giocare e mette dentro tutto quello che sa fare. Con certe situazioni interne è stato difficile rendere al massimo nella passata stagione, ma può fare comunque la differenza nella Roma".

Cosa ha provato ieri dopo gli ori azzurri nell'atletica?
"Una giornata pazzesca. In dieci minuti abbiamo vissuto due cose che sarebbero state comunque incredibili anche a distanza di 24 ore. Non ci facciamo mai mancare nulla... Siamo padroni del mondo! Con 60 milioni di abitanti abbiamo il più veloce e quello che salta più in alto di tutti. Un motivo di orgoglio, sono stato felice e stupito".

Nel suo futuro cosa c'è?
"Seguo mio figlio, da buon padre. Ha investito sul padel, e io provo anche a farlo con pessimi risultati. Ancora comunque nessuno mi ha aperto... Vedo che le squadre sono fatte, e va tutto bene. Ho l'età giusta per capire che posso aspettare: sapete benissimo che per chi subentra, prima succede e meglio è. Sono diventato un lavoratore trimestrale (ride, ndr)".
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