De Laurentiis ne ha per tutti: "Giorgetti ha la maglia del Southampton, che gli frega del calcio?"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli che oggi compie 77 anni, ha parlato in conferenza stampa al fianco di Antonio Conte dopo la vittoria sull’Udinese, ultima partita del tecnico salentino alla guida degli azzurri. Si parte dalla lunga assenza dopo Bologna: “Forse in quel momento Conte ha pensato che è una piazza che pretende troppo, avrà pensato di essere bravissimo ma che non poteva fare miracoli. Io lo pregai di prendere una settimana sabbatica… otto giorni, che è come fossero due settimane. C’era il fermo del campionato, gli dissi di stare tranquillo, a casa, di riposarsi: uno deve creare una barriera con il proprio cervello.
Poi io mi ricordo che un mese lui mi ha chiamato e mi ha detto se ci potevamo incontrare: mi ha ricordato la nostra amicizia, che è iniziata alle Maldive 15 anni fa e da lì in poi ci siamo sempre sentiti. Gli dissi che questa è casa sua e che magari non si sentiva sereno, ma non con la città o con la squadra, bensì con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo, perché il Napoli non può essere il PSG o il Bayern Monaco.
Poi è chiaro che il campionato italiano non ha una qualità così alta, è complicato anche da una classe arbitrale e da procuratori che vogliono dire sempre la loro: non si sa perché il governo non ci mette un tappo e non dice alle società di fare da procuratori. Poi ci si mette anche il ministro dello Sport, che combina i casini per le giovanili. Poi ci si mette anche Giorgetti, che ha sulla sua scrivania la maglia del Southampton: figuriamoci cosa gliene frega del calcio italiano. Io mi sono sempre chiesto: ma è possibile che il governo italiano è da decenni così miope da disattendere 28 milioni di elettori? E poi i politici rompono le scatole per vedere le partite, danno i suggerimenti, vogliono fare gli allenatori”.
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