Yamal giocherebbe in Italia? Zola: "Differenza enorme fra noi, la Spagna e la Germania"
L'Under 17 della Nazionale Italiana vince l'Europeo di categoria e si ripropone prepotentemente il dibattito che imperversa da mesi: come mai l'Italia fa bene a livello giovanile, ma poi i talenti si disperdono strada facendo? Ha provato a rispondere a questa domanda un talento che in passato ce l'ha decisamente fatta come Gianfranco Zola.
Ecco le sue parole in una intervista rilasciata a Tuttosport: "Perché i talenti si disperdono? Perché il percorso è lungo e con il mondo dei grandi c'è un abisso. La direzione è giusta, ma il momento più difficile è da quell’età in avanti". Intanto Yamal e Cubarsì giocano nella Spagna mentre da noi forse non avrebbero così tanto spazio: "C'è una differenza enorme tra noi e l'estero" - ammette Zola - ". In Spagna o in Germania, quando intravedono potenzialità in un ragazzo, gli fanno fare un percorso con esperienze che lo miglioreranno. Compresi errori e difficoltà. Noi non lo accettiamo: pretendiamo che un ragazzo sia subito un Roberto Baggio o un Paolo Maldini", le sue parole.
Poi Zola porta la sua esperienza personale: "Ma anche per me, arrivato a Napoli a 22 anni, non è stato tutto rose e fiori. Il secondo anno stavo per essere venduto a Lecce. Poi la società mi ha tenuto, io ho lottato per migliorarmi e sono venuto fuori".
Sulla riforma-Zola in Serie C: "Ci stiamo provando. Non è perfetta, ma nulla lo è: è un modo di iniziare, la differenza la fanno i club. Però già che una Lega premi società che investono nelle strutture, negli allenatori, nel far giocare i giocatori del settore giovanile è qualcosa. Ci vorrà tanto lavoro: non è un percorso di uno o due anni".
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