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Andrés Escobar, il figlio nel Narcofútbol assassinato per un autogol

13.03.2019 05:00 di Lorenzo Di Benedetto  Twitter:    articolo letto 27074 volte
© foto di Nicolò Zangirolami/Image Sport

Alla vigilia dei Mondiali del '94 la Colombia era una delle squadre inserite fra le favorite del torneo. Eppure i Cafeteros stavano attraversando una delle fasi politiche più controverse della storia del paese. La Colombia, nel '94, era reduce dall'uccisione del re dei narcotrafficanti Pablo Escobar. Con la sua morte, si aprì un periodo turbolento caratterizzato dai nuovi ambiziosi cartelli della droga e dalle forze statali rimaste immuni alla corruzione e che volevano provare a riportare la pace nel paese. Un breve flashback storico per raccontare come la Colombia arrivò a quel mondiale. E sul campo, le tossine politiche si sentirono eccome. Alla prima partita, contro la Romania, la Colombia fu sconfitta e quindi costretta a vincere la successiva gara contro i padroni di casa, gli Stati Uniti. Il destino però si mise di mezzo e regalò ai Cafeteros un'altra sconfitta, per 2 a 1, che sancì l'eliminazione dal Mondiale. Il gol decisivo degli americani arrivò per colpa di un autogol, quello di Andrés Escobar, ma il peggio doveva ancora arrivare per il terzino dell'Atletico Nacional. Il 2 luglio del '94, una volta rientrato in patria, Andrés Escobar fu assassinato nel parcheggio del bar Padua a Medellin e sulla sua morte resta ancora un alone di fitto mistero. C'è chi dice che tutto era legato al clamoroso giro di scommesse, chi ad un diverbio per un parcheggio, ma alcuni testimoni oculari raccontano una storia diversa. Il sicario, tale Humberto Muñoz Castro, durante l'esecuzione (6 colpi di mitra) continuava ad urlare 'gol, gol, gol...'. Piccolo particolare: l'Atletico Nacional era la squadra di Pablo Escobar e dopo la sua morte i giocatori finirono nel mirino dei narcotrafficanti rivali, oltre che in quello dei Los Pepes (PErseguidos por Pablo EScobar, un'organizzazione paramilitare che combatteva il capo del cartello di Medellin). Quello dell'autogol, in sostanza, fu il classico pretesto che in realtà covava qualcosa di più grosso. Di molto più grosso.
Oggi sono passati 52 anni dalla nascita di Andrés Escobar.
Sono nati oggi anche Giancarlo De Sisti, Bruno Conti, Giovanni Malagò, Jorge Alberto 'Magico' González, Jorge Sampaoli, Luca Bucci, Edgar Davids, Vampeta, Manuel Pasqual, Mariano Izco, Henry Gimenez, Marko MArin, Holger Badstuber, Gerard Deulofeu e Ruben Neves.


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