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Johan Neeskens, il dioscuro di Cruyff e interprete del totaalvoetbal

15.09.2017 05:00 di Simone Bernabei  Twitter:    articolo letto 12705 volte

Monaco di Baviera, Olympiastadion, 7 luglio 1974. Di fronte vi sono Olanda e Germania Ovest, chiamate a giocarsi quella che per la prima volta non si chiama più Coppa Rimet, ma più semplicemente Coppa del Mondo. Il Mondiale, insomma. Sono i tempi di Rinus Michels e Johan Cruijff, del calcio totale e dell'Arancia Meccanica. Calcio d'inizio in favore degli oranje, il primo giro di orologio è tutto olandese: palleggio basso, fraseggio a centrocampo, a un certo punto Cruijff decide di accelerare, entra in area e subisce fallo. È rigore. Ma soprattutto è passato un minuto di gioco e i tedeschi non hanno toccato palla. È l'apoteosi del totaalvoetbal. O almeno lo sembra, perché alla fine la finale la vincerà la Germania, 2-1 con gol di Breitner e Müller. Ma torniamo al rigore per l'Olanda. Sul dischetto non va Cruijff, trascinatore assoluto di quella squadra. Non c'è il suo numero 14 sulla spalla dell'olandese che vorrebbe dare il via alle danze. C'è il 13, un numero in meno, non a caso. Perché sul dischetto va Johannes Jacobus Neeskens, più noto semplicemente come Johan Neeskens. Nato a Heemstede, 15 settembre 1951, destinato a diventare il dioscuro del Pelé bianco, festeggia oggi 66 anni di età. Una vita all'ombra di Cruijff, tanto da essere soprannominato Johan II: dal '70 al '73 insieme all'Ajax, nel '74 Neeskens raggiunge il Profeta del gol al Barcellona, per condividerne i successi. Due Eredivisie olandesi, tre Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Intercontinentale, per limitarsi ai principali trionfi di una delle coppie che hanno fatto la storia del calcio. Una vita all'ombra di Cruijff, ma con le qualità del campione: forte tecnicamente e inesauribile a livello atletico, Neeskens era la realizzazione più perfetta del calcio totale di Michels. Non aveva la classe e la visione del compagno di attacco, ma sapeva ricoprire con ugual successo ogni zona del campo di gioco. Tanto che risulta impossibile classificarlo in un ruolo specifico: centrocampista, forse. Difensivo o offensivo, è davvero difficile da dire. Un fenomeno, ma qui si va sul sicuro, sia nel difendere che nell'attaccare. Uomo ovunque di una macchina perfetta in cui ciascun ingranaggio deve collaborare al successo, Neeskens ha seguito Cruijff anche nelle avventure in USA, pur senza condividerne più lo spogliatoio. Appesi gli scarpini al chiodo solo nel 1991, dopo una lunghissima carriera da calciatore iniziata nel 1968, ha tentato quella da allenatore. Senza troppo successo, perché chi vede troppo oltre non sempre riesce a tradurlo in insegnamenti. Oggi Johan Neeskens compie 66 anni.
E' nato oggi anche Dejan Savicevic.


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