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"Se il Perugia quest'anno non va in Serie A è un fallimento della stagione!"

19.11.2019 11:18 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net   articolo letto 78 volte

Sul Perugia è intervenuto Roberto Goretti, parlando solo con alcuni della stampa, quasi a voler solo timidamente (?) far conoscere le proprie sensazioni. Come si legge nel resto di Francesca Mencacci su La Nazione, il dirigente biancorosso vuole la serie A. Perché ci sono tutte le condizioni per poter raggiungere il traguardo, ma la condizione è essenziale: tutti dovranno capirlo. «Mi aspetto un Perugia migliore di questo – spiega Goretti – mi aspetto di andare in serie A. Questo è il nostro obiettivo, ma il problema più grande è farlo capire a tutti. Tutti quelli che varcano il cancello di Pian di Massiano devono essere consapevoli che quest’anno c’è una grande opportunità, bisogna coglierla, dobbiamo giocarcela fino in fondo per conquistare la massima serie. Se non andiamo in A per me abbiamo fallito. E se qualcuno ha paura di fallire sarebbe meglio non entrasse nel cancello». Qual è quindi il bilancio fino ad oggi del Perugia di Oddo? «L’ultima partita dovevamo perderla 4-0, questo ha detto il campo. La sconfitta pesante, se siamo bravi, può averci insegnato tante cose, può essere un ko decisivo se capito. Il Cittadella è venuto a Perugia giocando una partita chiaramente identificabile nel loro modo di interpretare il calcio, feroce nei duelli individuali, ci ha surclassato per agonismo e intensità di gioco. Io penso che il Perugia sia forte ma che oggi sia in ritardo rispetto a quattro-cinque club nell’identità di squadra, ma con il lavoro possiamo arrivarle. Il percorso intrapreso dal mister è stato positivo fino a Empoli nonostante il risultato, abbiamo fatto vedere buone cose, da lì in poi il nostro percorso si è ingarbugliato e mi auguro che la sosta e la frenata facciano resettare tutto. Ultimamente abbiamo perso un po’ di tempo». Questa squadra è stata costruita per giocare come? «Per giocare a quattro in difesa – continua Goretti – Il modo di difendere è determinante, perché condiziona la fase di possesso e non possesso. I numeri, che dicono che difendendo così abbiamo reso molto di più, sono un punto di riferimento importante. Le assenze sono importanti ma non fondamentali: se gli altri difensori centrali sono in buone condizioni fisiche possiamo sostituire anche un giocatore importante come Angella». Balic e Carraro sono compatibili? «Sono due giocatori che si contendono un posto per tipologia di gioco, devono essere consapevoli che si devono sfidare e anche sbrigare a prendere il timone della squadra, perché il ruolo questo richiede. Ho sentito dire che sono giovani, cavolate. Se sei forte, sei forte. Devono fare il salto di qualità personale». Parliamo di Falcinelli. «Falcinelli, Iemmello, Melchiorri: penso che difficilmente riusciremo in questa categria a fare un altro attacco di questo livello. Diego è il simbolo di questo Perugia e tornerà ad essere il Falcinelli che i tifosi si aspettano. Melchiorri visto in allenamento nelle ultime tre settimane è il migliore delle due stagioni, Iemmello è partito forte e deve continuare come sta facendo perché da questa stagione dipende il suo futuro, è di una intelligenza sopra la media e spero che la sfrutti a suo favore e a favore del Perugia. Con questi tre attaccanti il nostro obiettivo non può non essere la serie A». Capone-Buonaiuto-Fernandes: tre talenti ancora incompiuti? «Hanno fatto intravedere qualcosa ma devono spingere il piede sull’acceleratore, in particolare Capone: continua ad avere la mentalità di un ragazzo della Primavera nonostante abbia potenzialità veramente importanti». E ora il Pordenone. «Ha numeri importanti, ha una società seria e preparata. C’è un giocatore, Camporese, che mi sarebbe piaciuto a Perugia. Ma noi dobbiamo ripartire: con il Cittadella abbiamo preso una bella botta, ora dobbiamo rialzarci».


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