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Il Pisa tra i cadetti: il Pisa di Orth spaventa il grande Genoa

13.07.2019 14:00 di Andrea Chiavacci    per tuttopisa.it   articolo letto 83 volte

Il primo torneo di serie B  dopo la grande riforma dei campionati del 1929 il Pisa lo gioca nella stagione 1934-35. I nerazzurri neopromossi allenati dall’ungherese Gyorgy Orth sono la grande rivelazione del girone A, la B era ancora divisa per gironi, centrando un ottimo terzo posto alle spalle di Genoa e Novara.

Acquisti di primo livello. Nell’estate 1934 mentre l’Italia festeggia il mondiale vinto in casa in pieno regime fascista, il Pisa ritrova la serie B vincendo lo spareggio promozione al campo Testaccio di Roma battendo 3-1 l’Udinese. Decisiva la doppietta del grande centravanti Rodolfo Volk, l’altra rete è di Duè, che il Pisa aveva clamorosamente prelevato dalla Roma appena 12 mesi prima. Proprio nel campo in cui ha vissuto i suoi momenti migliori Volk gioca l’ultima partita in nerazzurro prima di essere ceduto alla Triestina. Tra i protagonisti della promozione parte anche Odoacre Pardini, tornato alla Lazio, ma comunque Orth può puntare su una rosa competitiva dove spicca anche il futuro campione del mondo Sergio Bertoni e l’attaccante Angelo Pomponi, uno dei cannonieri più prolifici della storia nerazzurra. Fra i nuovi arrivi spiccano l’attaccante Armando Petri, prelevato dal Perugia, e il mediano Emanuele Boltri dal Napoli. Da Roma arrivano a Pisa tre giocatori di primo livello: il centrocampista Mario Tonali, dalla Lazio, e dalla sponda giallorossa del Tevere il portiere Bruno Ballanti e il difensore Angelo Pasolini.

Partenza a razzo. Il Pisa parte a razzo battendo il Seregno per 2—1 all’esordio, il 30 settembre 1934, allo stadio Littorio, il nome dato all’Arena in quegli anni dal regime, con reti del promettente Bertoni e di Preti in zona Cesarini. I due si ripetono sette giorni dopo firmando una splendida rimonta a Novara che permette ai nerazzurri di portare a casa un prezioso 2-2. Preti poi si mette in proprio firmando addirittura un poker di reti nel 4-0 al Casale. Il Pisa vince a tavolino a Busto Arsizio con la Pro Patria, sul campo era finita 1-1 con solito gol di Preti, poi dopo il pari di Cagliari  travolge in casa la Lucchese nel derby con un perentorio 4-1 con tripletta di Bertoni eed ennesima timbratura di Preti. A fine stagione sarà il bomber principe dei nerazzurri con 13 reti. 

Genoa troppo forte. Dopo sei partite il Pisa è in testa con 11 punti e affronta con grandi speranze lo scontro diretto di Catania. I nerazzurri però cedono di schianto nella ripresa e vengonono travolti per 3-0. Il Pisa resta in Sicilia per la sfida del 2 dicembre con il Messina che ha davvero dell’incredibile. Finisce 4-4 con il Pisa sotto di due reti dopo 4 minuti e capace di rimontare con Pomponi, Suber e la doppietta di Ugo Conti, un altro prodotto del vivaio nerazzurro che di lì a poco spiccherà il volo per una grande carriera. Conti va in gol anche nel 4-0 casalingo al Viareggio e poi Pomponi decide la sfida sempre molto sentita con lo Spezia. Il Pisa pareggia 0-0 a Pavia, poi rifila un altro 4-0 in casa al malcapitato legnano, doppiette di Niccolai e Preti, alla vigilia della sfida al vertice con il Genoa. Il 20 gennaio 1935 il grifone è troppo forte per i nerazzurri. Finisce 2-0 con un gol per tempo di Libonatti e Poggi su rigore. Il Pisa chiude comunque l’andata con due successi per 2-1 contro i Vigevanesi in casa e il Derthona in trasferta. Il Pisa chiude l’andata con un eccellente secondo posto, in A va solo la prima del girone,  a quota 22 punti alle spalle del Genoa, 26, che in quel periodo si chiama Genova per mantenere un nome più italiano.

Schiantato il Novara. Il girone di ritorno inizia con un pari in rimonta a Seregno, rete di Fasanelli, che mantiene il Pisa al secondo posto con un punto di vantaggio sul Novara prima dello scontro diretto. Il Novara passa dopo 8 minuti con Romano, poi arriva quasi immediato il pari di Preti. I nerazzurri ne hanno di più nel finale e vanno a segno con Duè e Pomponi. Finisce 3-1 nel tripudio dei tifosi pisani. Il Pisa non si ferma e vince 2-1 anche  a Casale, reti di Duè e Fasanelli, e in casa con la pro Patria grazie alla prodezza di Pomponi. Il quarto successo di fila arriva il 17 marzo 1935 con il 2-1 al Cagliari con doppietta di Preti. Quel giorno il Genoa perde in casa con il Novara e il Pisa si porta a un solo punto dai rossoblu. Il Pisa affronta il derby di Lucca con ambizioni di primato ma deve cedere ai rossoneri che vengono salvati più volte dalle parete di Olivieri, titolare nell’Italia di Pozzo campione del Mondo a Parigi nel 1938. Decide un gol di Scheer nella ripresa. Il Pisa però resta in scia al Genoa, che non ha giocato con il Pavia che si è appena ritirato dal campionato, grazie al successo con il Catania firmato da Tonali. Il Pisa è la grande sorpresa del campionato grazie anche al gioco moderno e innovativo di Orth, che raramente specula sul risultato. 

Crollo finale, ma il terzo posto è positivo. Dopo il pari con il Messina arrivano le tre gare che estromettono il Pisa dalla corsa promozione. I nerazzurri perdono 1-0 a Viareggio,   3-0 a Spezia e 1-0 a Legnano. Il Genoa si presenta a Pisa a tre giornate dalla fine con cinque punti di vantaggio sui nerazzurri che sono stati scavalcati dal Novara. Lo scontro diretto con i rossoblu finisce 1-1, Fasanelli risponde a Gobbi, ed avvicina i liguri alla promozione. Il Pisa chiude il campionato con due goleade, una contro e una a favore. A Vigevano il Pisa ne prende 6, poi però si riscatta con un 8-0 al Derthona. I nerazzurri chiudono al terzo posto con 37 punti a pari merito con il Catania. Un po’ di rimpianto per il finale in calando, ma tutto sommato per una neopromossa un terzo posto non è certo da buttare. Inoltre, con l’ennesima riforma dei campionati, questo è un risultato che permette al Pisa di mantenere senza problemi la categoria conquistata con le unghie e con i denti nell’estate del 1934.


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