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ESCLUSIVA TMW - Gianni Comandini: "Ho lasciato il calcio perchè è un ambiente non sempre limpido"

06.10.2006 21:02 di Alessio Calfapietra   articolo letto 21531 volte

Piacevole intervista per Tmw nella serata di venerdì. Incontriamo Gianni Comandini (29), rinomato ex calciatore che ha fatto sognare migliaia di tifosi, arrivando ad indossare anche la maglia del Milan, divenendo in seguito l'acquisto più costoso nella storia dell'Atalanta, per poi inaspettatamente appendere le scarpe al chiodo lo scorso anno, dopo un'infruttuosa stagione divisa tra gli Orobici e la Ternana. Gianni vive ora un'esperienza completamente nuova, ma non per questo meno soddisfacente, nelle file del Pol. Forza Vigne, squadra amatoriale di Cesena, la sua città.

Spieghiamo al grande pubblico cosa è la Polisportiva Forza Vigne
"E' la società del quartiere che fa parte del Centro Sportivo Italiano, dove lo sport si vive in maniera genuina, all'insegna del divertimento e ben lontano da ogni forma di professionismo".

Tra l'altro mi risulta che giochi come libero. Un bomber come te relegato in difesa?
"E' stata una soluzione d'emergenza perchè mancava il titolare, ma dopo alcune gare sono tornato a fare l'attaccante".

Ah bene, e a che cifre viaggi visto il tuo passato?
"I numeri a questo livello non contano, comunque la scorsa annata ho segnato 10 goal in 15 partite, più o meno".

Il tuo prematuro addio al calcio, appena ventottenne, è stato condito da qualche polemica
"In realtà non è successo nulla negli ultimi anni della mia carriera che mi abbia fatto disamorare del calcio, soltanto che mi sono stufato dell'ambiente e non me la sentivo più di continuare. La stampa ha un pò strumentalizzato questa mia scelta, ma le cose stanno così".

Ricordo che ti sei lamentato molto dei medici
"Vero, ho combattuto con diversi infortuni nelle ultime stagioni, e devo dire di aver incontrato medici che privilegiavano il risultato sportivo alla mia completa guarigione. Per fortuna non sono tutti così, però..."

Però c'è qualcosa che non va nel calcio
"Sì, la gente crede che questo mondo sia fatto soltanto di partite e allenamenti ma c'è dell'altro, alcune situazioni poco chiare che portano dei risvolti negativi. Ma forse ogni ambito di lavoro, a suo modo, non è perfettamente limpido".

Hai avuto una carriera piena di successi a titolo personale e collettivo. Immagino la doppietta nel derby di Milano sia il ricordo più bello
"Beh quella sera mi sono guadagnato l'attenzione di molta gente, forse è stato il momento più eclatante, ma in realtà la miglior stagione è quella dove ho vinto il titolo di capocannoniere con il Vicenza in serie B, anche perchè a fine anno ho conquistato un Europeo under 21 e partecipato alle Olimpiadi".

Questa domanda l'ho rivolta anche a Maniero, altro attaccante di razza finito volontariamente tra i dilettanti. Vedi molte punte più brave di te attualmente in Italia?
"Probabilmente in molti sono più bravi di me, ma non tutti. Così va la vita: alcuni hanno talento, altri fortuna, altri ancora un procuratore influente"

Segui comunque la serie A? E ti sei fatto un'idea su questo campionato e la lotta al vertice?
"Ad essere sincero, anche quando ero un professionista capitava raramente che guardassi una gara. Adesso è la stessa identica cosa. Ho visto i mondiali, quelli sì. Per quanto riguarda il campionato, credo che sia troppo presto per definire chi ne sarà il protagonista".

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