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La Giovane Italia
Rassegna Stampa

In serie B la Calciopoli delle toscane

29.05.2006 21:33 di Marco Frattini   articolo letto 1893 volte
Fonte: Mssimo Numa per la Stampa

Calciopoli si abbatte con violenza anche sul campionato di serie B 2004-2005. Dopo i sospetti, arrivano puntuali, dalle carte giudiziarie, le prime conferme. Ed è in arrivo un altro terremoto giudiziario e sportivo.

Dalla terza informativa dei carabinieri, quella del 2006 dedicata ai rapporti tra «l'accompagnatore degli arbitri» per conto del Milan, cioè Leonardo Meani di Lodi, e vari interlocutori, come il guardalinee Claudio Puglisi, tracimano altri veleni, altre combine. Comunque tali da alterare la classifica finale, le promozioni e tutto il resto, in un specie di effetto domino dalle conseguenze, almeno per il momento, imprevedibili e foriere di altre retrocessioni d'ufficio. Allora, Genoa e Torino finirono nei guai e furono severamente punite. I rossoblu per la partita con il Venezia, che si disse «comprata» e i granata per le vicissitudini finanziarie.

Ma se la giustizia, compresa quella sportiva, dovesse dimostrare che ci furono altre irregolarità, rischiano di saltare gli equilibri e l'assetto finale della B per la prossima stagione. Tornano alla ribalta due partite sospette, cioè Arezzo-Salernitana (2-0)e Empoli-Vicenza (2-1), già da tempo inserite nella lista nera dei pm di Napoli Narducci e Beatrice. Oggi l'inchiesta ci racconta come e quando e attraverso chi avvenne il presunto «taroccamento» del risultato finale. E altre partite rischiano di finire nel mirino degli inquirenti. Come, tanto per fare un esempio, Arezzo-Catanzaro, del 23 aprile 2005, finita 2-1 e Arezzo-Catania, 3-1. Gli inquirenti stanno incrociando i dati: quali gli arbitri, gli assistenti, i risultati finali. Schemi e diagrammi, con i nomi, le sezioni di appartenenza, gli esiti delle gare.

Le «pressioni dei capi»
Un giorno della tarda primavere del 2005, sono le ore 20,51. Al telefono con il mite Leo Meani, c'è l'arbitro Danilo Nucini, della Can di A e B, sezione Aia di Bergamo. La conversazione parte in modo innocente; al centro c'è il fatto che Nucini sta per andarsene in pensione, proprio alla fine dell'anno: «Nucini... mette in risalto ancora una volta il predominio esercitato da Luciano Moggi sull'intero sistema calcio... si osserva che già negli Anni Novanta Moggi regolava in maniera netta le designazioni arbitrali, interagendo direttamente sul responsabile Fabio Baldas all'epoca designatore arbitrale».

Se questa era la premessa, alla fine, «i due interlocutori, per vie diverse, affermano di essere venuti a conoscenza di «pressioni...», esercitate dai «...capi», nell'ambito del campionato cadetto, emergendo a loro parere il chiaro disegno di favorire le squadre toscane, fornendo in tal modo ulteriore riscontro a quanto emerso in proposito a già segnalato con l'informativa dello scorso 2 novembre». Gli inquirenti, appresi questi ed altri particolari, non usano mezze misure. Anzi: «Sul tema dell'alterazione del risultato sportivo a favore delle toscane, le indagini hanno consentito di acquisire un importante riscontro sulle manovre attuate e dai conseguenti effetti che ne discendono, in base alle affermazione di uno degli stessi guardalinee che si è dovuto rendere strumento a tal fine...».

Il guardalinee indottrinato
Traduzione dal legalese: il guardalinee ha taroccato il risultato. Di cognome fa Titomanlio e, a un interessato Meani, spiega come è stato «indottrinato» per l'incontro Arezzo-Salernitana. Bergamo gli diceva secco che «Maurizio Mazzei avrebbe dovuto parlargli e poi quest'ultimo che lo prendeva in disparte e gli diceva ciò che avrebbe dovuto fare raccomandando il massimo riserbo, e senza far trapelare nulla agli altri componenti della terna arbitrale». Ecco come si fa a cambiare il risultato, a favore dell'Arezzo: «Quando si è trovato pressato dalla Salernitana...il guardalinee stesso, avvertendo il rischio di un pareggio, ha sbandierato di fronte a due azioni dell'attaccante salernitano, sanzionandole come falli d'attacco». Testuale: «...E c'era l'attaccante che si è liberato un po' è forzato e io gli... ho... sono andate su tutte e due le volte per come fallo in attacco... cioè piuttosto... allora cosa ho fatto piuttosto che venga fuori una contestazione, stava facendo pressione (la Salernitana, ndr) e c'era il rischio che pareggiasse... e allora cosa ho detto! Ho detto mò vado su perché almeno, la cosa sia pulita... capisci?».

Due rigori fantasma
Tanto basta per immanlinconire per sempre i poveri tifosi della Salernitana. Ma il peggio deve ancora venire. È la volta di Empoli-Vicenza. Era il 7 maggio 2005, finì 2-1. Prima di addentrarci nelle carte giudiziarie, vale la pena di fare un po' di cronaca della partita, dove tal Cuttica faceva l'assistente. La gara fini tra le polemiche, con i calciatori vicentini decisi a farsi giustizia da sè, dopo una serie di sviste, a loro sfavore, «incredibili». Due espulsioni, i vicentini Pesoli e Bolic; un gol di Bonanni, del Vicenza, al '45 del primo tempo e, alla fine, con due rigori attribuiti all'Empoli, al '35 e al '45 della seconda frazione, vincono i toscani. Due rigori che i cronisti definirono «inesistenti». L'arbitro era Nucini, gli assistenti Pascariello-Cuttica. Il portiere Sterchele «tentò di farsi giustizia da sè, ma fu provvidenzialmente fermato dai compagni».

Il bomber Tavano non sbaglia la mira, un penalty da una parte, l'altro dall'altra. Due gol che mettono ko i veneti, in preda alla frenesia, alla rabbia. Sugli spalti, tensione tra i tifosi. Alla fine, restano agli atti le dichiarazioni del direttore generale del Vicenza, Gasparin: «Primo rigore scandaloso, il secondo una forzatura. Noi ci siamo complicati la vita, ma l'arbitro ci ha messo del suo». Altro che, caro Gasparin.


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