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La porti un bacione a Firenze...

La porti un bacione a Firenze...
venerdì 07 settembre 2007 07:24Rassegna Stampa
di Appi .
fonte di Matteo Femia per Nesti Channel

Toscana, terra ricca di talenti, storia, enogastronomia. E di pallone, come testimonia la serie A degli ultimi anni: ben quattro infatti, le formazioni che negli ultimi tre campionati hanno arricchito di "c" aspirate gli stadi e i campi del campionato, non solo tecnicamente, più bello del mondo. Senza contare la presenza di Pisa e Grosseto (oggi) e Arezzo (ieri) in serie B. Ormai i nipotini di Dante e Leonardo si sono impadroniti, con grandi meriti, delle posizioni che contano nel calcio italiano, e i risultati degli ultimi anni sono lì a testimoniarlo: la Fiorentina dei miracoli di Prandelli, l'Empoli delle meraviglie di Cagni, il Livorno operaio che capitan Lucarelli è riuscito a portare dalla B all'Europa.

Ma oggi, la situazione è un po' diversa: dopo due giornate di campionato, infatti, è la sola Fiorentina ad esultare. Per Livorno, Siena ed Empoli, un mesto zero in classifica che spiega da solo le difficoltà incontrate in questi primi 180 minuti. Per ognuna di loro, una situazione causata da motivazioni diverse: il Livorno, forse la squadra attualmente messa peggio psicologicamente, paga la partenza di un simbolo come Cristiano Lucarelli; il Siena il cambio di allenatore (da Beretta a Mandorlini), l'Empoli il calendario difficile (per Vannucchi e compagni sinora Fiorentina e Inter).

Il caso dei labronici è forse il più complesso: la partenza di un bomber da venti gol di media a stagione come "l'anima" Cristiano Lucarelli, è stato colmato in fase di mercato dall'arrivo di tanti, tantissimi attaccanti, nessuno però probabilmente in grado di accollarsi l'onore e l'onere quantitativo in fatto di gol dell'attaccante ora dello Shaktar. Da Tavano, reduce da una stagione incolore tra Valencia e Roma, a Rossini, ex grande speranza atalantina poi persosi tra mille panchine in giro per l'Italia, da Tristan, attempato cannoniere spagnolo che molti credono malignamente possa essere arrivato nel Bel Paese per una tranquilla pensione agonistica, a Bogdani, ultimo rinforzo di agosto, passando per i giovanissimi e acerbi Volpe e Diamanti. Tanti nomi ma poca sostanza, se è vero che in due giornate sono arrivati si tre gol, ma a situazioni ampiamente compromesse (sullo 0-5 a Torino, sullo 0-4 contro il Palermo) e soprattutto grazie anche a difensori (Grandoni) e centrocampisti (Loviso). Un solo gol in due gare, grazie a Rossini, è ancora troppo poco per cancellare l'ombra di Lucarelli: se poi alle difficoltà dell'attacco ci mettiamo quelle del centrocampo (che ha perso un uomo di sostanza come Morrone e uno di qualità come Fiore) e soprattutto quelle della difesa (9 gol subiti in due partite sono da allarme rosso), ecco che si spiega il coma profondo in cui è caduto il team del presidente Spinelli.

Situazione non molto allegra neppure a Siena: nella Terra del Palio si corre come tartarughe. E anche qui, probabilmente, sono le scelte estive ad incidere: prima fra tutti quella di sostituire l'allenatore della salvezza passata, Beretta, con il meno esperto Mandorlini, del quale probabilmente i senesi devono ancora perfezionare le direttive. Senza dimenticare i movimenti (pochi) che hanno visto protagonista la società bianconera in fatto di giocatori. Basti pensare che dell'attacco abulico dello scorso anno (appena 35 gol realizzati, peggio anche delle tre retrocesse Chievo, Messina e Ascoli) non è stato cambiato praticamente nulla: sono rimasti i vari Chiesa, Maccarone, Frick, Corvia e Locatelli, con il solo innesto dell'ex capocannoniere della B 2005-2006 Bucchi, oggetto nascosto del Napoli di Reja della passata stagione. Idem a centrocampo, dove è stato perso anche il prezioso apporto in fatto di gol di Ciccio Cozza, tornato a Reggio Calabria. Non può certamente esaltare l'arrivo del solo Loria in difesa, una delle rivelazione dello scorso campionato: ecco dunque che sul campo Chiesa&co non son andati oltre l'1-2 interno con la Samp e il 3-0 di domenica scorsa sul difficile campo di Roma.

Ad Empoli lo zero in classifica certo non rallegra, ma le debacle contro i cugini della Fiorentina (1-3 al Franchi) e la sconfitta interna contro la corazzata Inter per 2-0 non preoccupano: saranno altre le sfide che la giovane formazione di Cagni dovrà affrontare per salvaguardare il proprio diritto a giocare il campionato più bello del mondo. E quindi, ora più che mai, bisogna proprio portare un bacione a Firenze: i viola, dall'altro dei loro 4 punti, sono l'unica squadra toscana a sorridere. In attesa del risveglio di Empoli, Siena e Livorno.

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