HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi merita il Pallone d'Oro 2018?
  Sergio Aguero
  Alisson Becker
  Gareth Bale
  Karim Benzema
  Edinson Cavani
  Thibaut Courtois
  Cristiano Ronaldo
  Kevin De Bruyne
  Roberto Firmino
  Diego Godin
  Antoine Griezmann
  Eden Hazard
  N'Golo Kanté
  Isco
  Harry Kane
  Lionel Messi
  Neymar
  Jan Oblak
  Luka Modric
  Paul Pogba
  Sadio Mané
  Hugo Lloris
  Marcelo
  Kylian Mbappé
  Mario Mandzukic
  Ivan Rakitic
  Sergio Ramos
  Mohamed Salah
  Luis Suarez
  Raphael Varane

La Giovane Italia
Russia 2018

Italia, i 5 punti di Sconcerti: "Così abbiamo perso qualità e talento"

15.11.2017 12:34 di Tommaso Bonan   articolo letto 5192 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ventura e Tavecchio non sono il male assoluto. Devono andare via, ma i problemi restano. Lo assicura Mario Sconcerti, nel sua consueta analisi sul Corriere della Sera: "Penso che se da vent'anni non troviamo giocatori di qualità diversa vuol dire che in questo Paese, ma anche in molti altri, si è cambiato il modo di giocare e intendere il calcio - si legge -. Prima di tutto si è cercato di reagire al modello di Sacchi: avendolo imitato in molti ci siamo trovati con un calcio a cento all’ora. La reazione è stata il possesso palla, cercare cioè di riprendere il controllo della velocità, renderla relativa. Ma una velocità ridotta non permette più il dribbling, per fare un cross bisogna sovrapporre due o tre giocatori. Secondo punto: chi insegna calcio oggi in Italia? Ci sono circa settemila scuole con una decina di istruttori ciascuna. Fanno settantamila istruttori. Chi ha insegnato agli insegnanti? Praticamente nessuno. Terza cosa: l’arrivo di una vera nuova classe dirigente, i genitori. Pagano per far giocare il figlio, quindi intervengono. Questo ha portato il calcio dei ragazzini a spezzarsi in undici individualità, ognuno gioca per piacere al proprio genitore, per non sentirlo litigare, aumenta in modo esponenziale la sua tensione e la possibilità di scelte sbagliate nel gioco. Quarto punto. Vent’anni di televisione hanno cambiato la psicologia del calciatore. Prima giocava per ventimila persone, ore per milioni ogni volta. Questo lo porta a pensare prima a sé, ai propri interessi generali anche dentro la singola partita. Ultimo punto, sconosciuto e fondamentale. Abbiamo tutti accettato che il calcio sia gestito solo dal calcio. Allena solo chi ha giocato in serie A. Sacchi, Sarri, Mourinho sono catalogati a livello di eccezioni inevitabili. In sostanza il calcio è sempre in mano alle stesse idee, una generazione dopo l’altra. Einstein, Marchionne, Zanardi, Montale, uno qualsiasi dei tanti allenatori di dilettanti, non avrebbero potuto iscriversi a un corso serio per allenatori. Si può continuare così?".


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Altre Notizie

Primo piano

LIVE TMW - Elezioni FIGC, Sibilia: "Parere negativo su commissariamento" 12.18 - SIBILIA: "ASSEMBLEA VOLUTA DA CORAGGIOSI RIBELLI" Cosimo Sibilia, presidente della LND, parla dall'Assemblea elettiva della FIGC. "Celebriamo l'Assemblea della nostra Federazione e tutto questo è stato possibile perché lo scorso 18 maggio abbiamo chiesto, il 73% dei delegati,...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy