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AMARCORD: oggi il Minala-day

15.10.2019 23:00 di Gaetano Ferraiuolo    per tuttosalernitana.com   articolo letto 134 volte
AMARCORD: oggi il Minala-day
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com

Una partita indimenticabile, emozioni uniche che non possono essere raccontate a parole. Due anni fa si giocava una delle gare più belle di sempre, in uno stadio storicamente ostile e che dovette ammutolirsi a cospetto dello strapotere granata. Il derby tra Avellino e Salernitana richiamò sugli spalti del Partenio oltre 10mila persone: novemila cuori biancoverdi opposti al muro dei salernitani che spesso ha fatto la differenza anche lontano dall'Arechi. La classifica parlava chiaro: lupi ad un passo dalla vetta, cavalluccio marino obbligato a non perdere per evitare l'ultimo posto e il ribaltone tecnico nell'aria da tempo, ancor di più dopo lo scialbo 0-0 della settimana precedente contro l'Ascoli. Quando Kresic e Laverone portarono l'Avellino sul 2-0 il coro "chi non salta è di Salerno" faceva tremare i gradoni, ma la Salernitana ebbe una straordinaria reazione d'orgoglio e riaprì immediatamente la contesa con Rodriguez.

Gli ultimi 15 minuti furono da brividi, roba vietata ai deboli di cuore. Mattia Sprocati, in versione Alberto Tomba, saltò come birilli quattro avversari e depositò il pallone in rete per il 2-2 tra l'incredulità generale, preludio ad un assedio incredibile guidato dal ritrovato Alessandro Rosina. Quando i granata rimasero in dieci per l'infortunio di Rodriguez il pareggio sembrava ormai cosa fatta, tutto sommato un punto d'oro per come si erano messe le cose. Ma quella Salernitana non finiva mai di stupire e al 96', mentre l'arbitro stava per fischiare la fine della partita, ecco il guizzo che non ti aspetti: giocata da fenomeno di Sprocati, Migliorini a vuoto su Minala e pallone in fondo al sacco per il 2-3. Il boato nel settore ospiti fu assordante, indimenticabile la corsa del team manager Salvatore Avallone sotto la curva Sud. Le lacrime di Leonardo Gatto, l'urlo liberatorio di Schiavi, l'abbraccio del gruppo a metà campo, il ritorno in città accompagnato dai cori e degli applausi di 500 persone radunatesi all'esterno del Volpe, il tormentone Minala al 96' che oggi, come allora, riecheggia negli ambienti del tifo granata. Perchè non si vive di soli ricordi. Ma i bei ricordi aiutano a vivere meglio. 


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