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TMW - Balata: “La A rispetti i patti. Sfiducia? Non so da dove arrivino le voci"

23.07.2019 18:33 di Tommaso Maschio    articolo letto 4093 volte
Fonte: Dal nostro inviato Ivan Cardia
TMW - Balata: “La A rispetti i patti. Sfiducia? Non so da dove arrivino le voci"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lIl presidente della Lega B Mauro Balata ha parlato al termine dell’assemblea odierna facendo il punto della situazione: “Abbiamo fatto una grande discussione, serena e profonda. Sono emerse alcune considerazioni che ho portato anche io in assemblea e si è deciso di tenere aperta l’assemblea fino all’1 agosto. È una proposta che ho fatto alle società per affrontare alcuni temi. Si è dimesso uno dei due consiglieri indipendenti (Pellegrini, che si aggiunge a Vigorito e al decaduto Bonacini NdR). Si sta facendo una riflessione con l’eccezionalità di nuove squadre, c’è una struttura associativa cambiata per il 40% e questo comporta una riflessione anche per quelli che sono gli obiettivi che intendiamo perseguire”.

Quali sono gli obiettivi?
“Uno ve lo posso anticipare: i latini dicevano pacta sunt servanda e crediamo che in un sistema basato su un principio di lealtà i patti vadano rispettati. Mi riferisco all’accordo di separazione del 2009 che ho messo in esecuzione, chiedendo alla Lega A una risposta. È un accordo sottoscritto alla divisione delle due leghe, fu fatta una valutazione su quello che la B portava al fatturato globale. Oggi la Lega B riceve ex lege Melandri il 6% delle risorse di sistema e questo è qualcosa di iniquo, di non giusto. È un tema che ho portato all’attenzione anche della politica perché ritengo che, a prescindere dalla Melandri, ci sia un accordo che la Lega A debba rispettare. In esso era previsto il 7,5%. L’assemblea mi ha dato mandato pieno sul tema. Rappresentiamo tutto il territorio nazionale, fino all’anno scorso da Napoli in giù la Serie A non aveva squadre. Rappresentiamo tutto il territorio, è un grande valore che va anche analizzato e riconosciuto”.

Richiesta di sfiducia?
“Non era neanche all’ordine del giorno, non so neanche da dove arrivino queste voci”.

La scelta di tenere aperta l’assemblea?
“Abbiamo tenuto l’assemblea aperta perché c’è da fare una valutazione sulle nomine dei consiglieri. È una riflessione che faranno le società e farò anche io con loro. Ho cercato di chiudere l’assemblea in modo coeso e penso che ci siamo riusciti. Vogliamo dare credibilità e stabilità alla Lega B e al sistema calcio”.

Avete affrontato il caso Palermo?
“Io sono un giurista ma faccio un’altra cosa al momento. A me addolora aver perso una comunità, una città, così importanti per il calcio italiano. Averlo in B sarebbe stato un fatto di grande rilievo. Penso che sia importante prevenire, ho in mente situazioni in cui si poteva intervenire prima. Io lo dico da tempo, bisogna che il sistema inizi a costruire forme di tutela per i dipendenti delle società. Stiamo parlando di gente che ha famiglia, stipendi normali, grosse ripercussioni a livello personale”.

Una cifra indicativa di quanti soldi mancano rispetto a quella percentuale?
“Prendete come montante quello che la A ricava dai diritti televisivi e fate una percentuale. Sono tanti soldi, per un sistema che ha urgenza di una ristrutturazione sotto il profilo dell’impiantistica. Un esempio per tutti è lo stadio del Frosinone, partito da un progetto interessantissimo, bello e televisivamente invidiabile”.

Spendere questi soldi sulle strutture?
“È la mia idea, investire dei soldi significa recuperarne molti di più e dare prospettiva, un percorso virtuoso per il calcio italiano. Ho visto in giro molti stadi belli, è una cosa che si ripercuote a livello televisivo e in ultima analisi patrimoniale”.

Sul Consiglio quali sono i temi di riflessione?
“Le società hanno valutato e stanno valutando. La lega è cambiata a livello di struttura associativa per il 40%. Deve affrontare il problema di tre consiglieri da cambiare”.

Tavoli da aprire con la Lega A?
“Ci sono vari temi da affrontare, anche loro a livello federale hanno degli obiettivi. Però qui si tratta di un accordo sancito tra due parti”.

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