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Colantuono: "Salerno nel cuore, andai via per problemi personali"

22.11.2019 08:35 di Luca Esposito    articolo letto 1905 volte
Stefano Colantuono
Stefano Colantuono
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Torna a parlare approfonditamente di Salernitana dopo un anno, consapevole di aver dato tutto quanto era nelle sue possibilità da professionista serio e allenatore che, numeri alla mano, stava comunque rispettando i programmi della società. Del suo addio si è detto e scritto tanto, spesso a sproposito, ma nessuno poteva immaginare il dramma familiare che stava vivendo. Stefano Colantuono, intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, ha colto l'occasione per salutare la tifoseria e per mandare un messaggio intelligente all'ambiente e a quei settori dello stadio che non spingono quanto la curva:

Mister, quanto peserà l'assenza dei tifosi a Castellammare?

"Il pubblico di Salerno è una componente molto importante, anche perchè la squadra è abituata ad avere un seguito notevole ovunque. Sarà una situazione nuova per i calciatori, dovranno essere bravi a superarla: è un derby, bisogna raddoppiare le energie".

Come giudica l'attuale cammino della Salernitana?

"In un campionato così equilibrato ci possono stare momenti altalenanti, ma mi sembra di ricordare che la Salernitana era partita a razzo specialmente nelle partite lontano dall'Arechi. Può capitare di tirare il fiato e di imbattersi in un periodo negativo o in qualche scelta arbitrale che incide, ma il torneo è molto lungo e bisogna avere pazienza. Ci vuole calma e non si deve buttare tutto all'aria. I granata sono nel giro del playoff e possono fare un campionato da prime posizioni. Non so se quest'organico sia più forte del mio, ma credo sia stato giusto un ricambio generazionale perchè l'annata si è chiusa in modo negativo. A tal proposito vorrei fare una precisazione..."

Prego, mister...

"Mi dispiace che il campionato scorso sia stato considerato tutto negativo: vorrei ricordare a tutti che siamo stati terzi in classifica fino alla sosta, dopo la quale c'è stato un momento di crisi. Eravamo, però, in perfetta linea con quelle che erano state le richieste a inizio anno della società. Si può discutere della spettacolarità delle prestazioni, ma eravamo stati costruiti con determinati canoni e facevamo ciò che era possibile. Del dopo non parlo, i miei successori sono anche degli amici e non mi piace entrare nel merito".

Si rimprovera qualcosa?

"Ho fatto quello che dovevo fare, un allenatore deve rispettare quelli che sono obiettivi e programmi. Da subentrante ricordo che la posizione di classifica era così e così e ci salvammo tranquillamente, l'anno scorso fino a dicembre eravamo in corsa per i playoff e stavamo alzando l'asticella. Avrei dovuto completare la stagione per poter dare un giudizio complessivo più ampio".

Ora c'è il derby, preoccupa il rendimento dell'attacco condizionato anche dal rendimento di Cerci...

"Sono partite che si preparano da sole, non c'è molto da dire ai calciatori. E' un match che riveste un fascino diverso perchè è un derby. La Salernitana  può contare su un allenatore di carisma ed esperienza, non ci può essere miglior persona da ascoltare. Problema attacco da anni? Bocalon con me i gol che doveva fare li ha fatti, era in media con i suoi standard abituali. Credo che tutti i problemi possono essere risolti con calma, pazienza e un ambiente compatto senza divisioni e critiche che non giovano ad una squadra che deve fare un campionato difficile. Cerci? E' un talento indiscutibile, se ritrova brillantezza e un po' di tonicità può essere il più grosso rinforzo per i granata".

Che ricordi ha della sua esperienza a Salerno?

"Di Salerno ho ricordi splendidi, eccezionali e bellissimi.Questa è una piazza straordinaria, in 40 anni di carriera pochi episodi mi sono rimasti in mente e tra questi aggiungo la coreografia contro il Palermo. Roba da pelle d'oca. Purtroppo ho dovuto lasciare per problemi molto gravi, Soltanto un episodio mi ha lasciato un po' di amaro in bocca: mi è dispiaciuto che dopo il gol del Brescia ci fu un settore dello stadio che iniziò a fischiare e contestare. Non mi riferisco alla curva, ovviamente. E' vero che nel primo tempo non ci abbiamo capito niente, ma chissà come sarebbe andata a finire con una spinta diversa. A volte basta una scintilla per riaprire partite apparentemente compromesse o per creare i presupposti per vincere quella successiva. Salerno ha un potenziale incredibile, se tutti remassero nella stessa direzione sarebbe davvero un fattore determinante". 

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