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Italia femminile, contro il Brasile per il 1° posto. Chi l'avrebbe mai detto?

18.06.2019 07:45 di Tommaso Maschio    articolo letto 13674 volte
Italia femminile, contro il Brasile per il 1° posto. Chi l'avrebbe mai detto?
© foto di Imago/Image Sport
Se qualcuno alla vigilia del Mondiale ci avesse detto che Italia-Brasile, terza e ultima gara del Girone C, avrebbe visto le azzurre prime e già qualificate agli ottavi con la possibilità concreta (due risultati su tre a disposizione) di chiudere al primo posto davanti non solo alle sudamericane, ma anche all’Australia probabilmente non ci avremmo creduto nonostante l’immensa fiducia riposta nelle nostre ragazze e la consapevolezza che il gruppo guidato da Milena Bertolini avesse qualità tecniche e umane di altissimo livello e un gruppo così compatto da poter fare la differenza.

Troppo forte sembrava l’Australia della stella planetaria Sam Kerr, che dall’alto della sua superiorità (sono pur sempre le numero 6 del Ranking FIFA) proibisce alle sue calciatrici di approdare in Italia considerando il campionato poco competitivo per la loro crescita internazionale. Ma già nel primo tempo della gara d’esordio contro le oceaniche, nonostante l’ingenuo rigore concesso e lo svantaggio, si era capito che questa Italia non aveva e non ha paura di niente e di nessuno, gioca con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere e si diverte, ma anche con la consapevolezza di avere risorse – in campo e in panchina – per fare propria la gara anche contro rivali più quotate. La doppietta di Barbara Bonansea ci ha mandato in orbita, regalando una vittoria tanto attesa quando quella qualificazione a un Mondiale – conquistata a Firenze – dopo 20 anni di amarezze. Contro la Giamaica si ha avuto la conferma che l’Italia non si accontenta, vuole di più e così è nato un 5-0 senza possibilità di replica con la squadra che ha spinto fino all’ultimo consapevole che la differenza reti può essere decisiva per decidere, nel peggiore dei casi, la posizione in un arrivo a tre con verdeoro e Matildas.

Contro il Brasile c’è da provare a vincere, per ottenere un sorteggio – sulla carta – morbido agli ottavi e provare a raggiungere quei quarti di finale (raggiunti solo nel 1991 quando gli ottavi non erano previsti) che sembravano un miraggio lontano lontano all’orizzonte. Una gara in cui arriviamo, se non da favorite, quantomeno alla pari delle più quotate avversarie che ci temono, come ammesso dalla centrocampista Thaisa in conferenza stampa. Non sarà facile, nessuno pensa questo, ma neanche una sfida impossibile come poteva sembrare qualche mese fa, per non dire anni fa, quando venimmo sorteggiate in questo girone.

In attesa della sfida di questa sera, c’è da godersi il sempre più numeroso pubblico al seguito delle azzurre (3 milioni di spettatori sia per la prima sia per la seconda gara) che ha convinto la Rai a spostare sulla rete ammiraglia (Rai Uno) la diretta della gara col Brasile. Una prima volta storica, un’altra, che può fungere da ulteriore trampolino per il movimento femminile e per il suo sdoganamento al grande pubblico in attesa che la politica – sportiva e non – faccia il suo con l’accesso al professionismo per le calciatrici. Passo dopo passo, dai campi periferici ai grandi stadi d’Italia prima e Francia poi, quest’Italia merita il palcoscenico di questi giorni, con la speranza che conclusa la kermesse transalpina non torni ai margini dell’interesse mediatico.

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