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Chi spende e chi vince: non sempre coincide, anzi... le classifiche in Europa e in Italia

12.09.2019 07:19 di Luca Marchetti    articolo letto 24495 volte
Chi spende e chi vince: non sempre coincide, anzi... le classifiche in Europa e in Italia
© foto di Federico De Luca
Manca poco meno di una settimana e poi inizierà anche la Champions League. E le ambizioni delle squadre che parteciperanno i "pronostici" possono arrivare anche da un'analisi economica. E ci viene in aiuto una ricerca fatta dal CIES, pochi giorni fa, che testimonia come la voglia del City di primeggiare sia chiara anche sul mercato.
Gli inglesi sono infatti i primi a sforare il muro del miliardo di euro (1014 per la precisione) di spesa per allestire la squadra a disposizione di Guardiola. Ed è un dato impressionante soprattutto se paragonato agli altri competitor. Secondo in questa classifica il PSG (913 milioni) a circa 100milioni di distanza, altra squadra che - ancora meno del City - ha raccolto poche soddisfazioni in Europa. Se pensate che i campioni in carica del Liverpool (e secondi in Premier soltanto per un punto) hanno speso 639 milioni capite che non sono solo i soldi da spendere a fare la differenza...
Questa classifica ci permette diverse considerazioni. Intanto, giusto per continuare ad andare in ordine il terzo posto del Real Madrid (902) rispecchia le ambizioni di Florentino, ma i quarti in classifica, lo United, rispetto ai cugini del City hanno speso 250 milioni in meno. La Juve ha speso poco più del Barcellona (719 contro 697). Poi via via le altre: Liverpool come detto, Chelsea (561), Atletico Madrid (550), Arsenal, Everton e Tottenham (465). Da qui uscirà la vincente della prossima edizione? Con una sperequazione di spesa di praticamente il doppio. Per non parlare del Bayern Monaco che per costruire la propria rosa ha speso 352 milioni di euro, meno anche del Milan (408) e Inter (364).
Contano i soldi, certo. Ma contano anche le idee e la società. Conta la capacità di anticipare le mosse sul mercato, conta lo scouting, conta l'allenatore (naturalmente).
Questi dati - come detto - ci permettono di fare delle analisi diverse. Da sempre, e tanti altri studi lo dimostrano, la Premier è considerata la più ricca. E senza dubbio anche questa analisi del CIES lo dimostra. La spesa media di un club di Premier League per costruire la propria squadra è di 345 milioni di euro. 167 (sempre in media) per Liga e Serie A. Meno della metà. E già questo è un dato significativo. Ma forse quello su cui vale la pena riflettere è il paragone fra la più ricca di ogni campionato e la più "povera". Nel BIG5 il campionato più equilibrato è ultimamente stato sempre la Premier. E questo perché la rosa più economica inglese (il Norwich) è costata 32 volte meno del Manchester City (nonostante i citiziens siano quelli che hanno speso di più in assoluto). Addirittura il rapporto in Liga è di 148 volte (Real contro Maiorca), 114 in Ligue1 (PSG contro Nimes), 85 in Bundesliga (Bayern contro Padeborn) e 63 in Italia (Juventus contro Lecce). Il fatto di essere i più ricchi in Europa permette agli inglesi una capacità di spesa più ampia (e questo è pacifico) ma la ridistribuzione delle ricchezze permette allo stesso tempo un divario meno evidente, almeno nelle spese.
Un'ulteriore analisi arriva anche dalla classifica italiana della costruzione delle rose, attuali. Naturalmente la Juventus è largamente prima (con 719 milioni di euro spesi) nonostante l'utilizzo anche dei parametri zero di altissimo profilo. La curiosità è che il Milan è secondo (409) e l'Inter terza (364). Più indietro il Napoli (4° con 325 milioni di euro spesi), poi la Roma con 254. E' importante sottolineare come l'Atalanta, terza alla fine dello scorso campionato, abbia speso soltanto 93 milioni di euro per la sua rosa: addirittura 13esima in questa particolare classifica. Il valore aggiunto è praticamente incalcolabile. Non è paragonabile, come exploit, al cammino del Napoli: ma anche da questi dati si capisce la bontà del progetto di De Laurentiis.
Come è importante ora per la nuova dirigenza rossonera capire come mai le spese sul mercato non hanno reso come si sarebbe augurata la vecchia proprietà (soprattutto) e come l'Inter dopo le spese di quest'anno abbia una pressione in più per cercare di insidiare la Juventus.
Un ultimo dato che testimonia la particolarità proprio della Juventus. Per stare al passo con le grandi d'Europa è "costretta" a creare mercato. Pensate che negli ultimi 10 anni i dirigenti bianconeri hanno speso 1272 milioni di euro: la quinta spesa in Europa (sì, primo c'è sempre il City con 1638 milioni spesi). Nello stesso arco temporale (sempre 10 anni) la Juve ha però incassato 787 milioni. Il terzo incasso in Europa. Insomma la Juve riesce a tenersi in alto perché compra è vero, ma sa anche vendere. E questo - paradossalmente se ci fermiamo soltanto agli ultimi 15 giorni di mercato - è successo anche quest'anno. Solo -1 fra entrate e uscite. E il disavanzo in 10 anni è stato di 414 milioni di euro. Quindi 40 milioni al'anno (andando a media). Il Milan - giusto per fare degli esempi - ha un passivo di 439 in questo decennio e l'Inter di 391.

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