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Scanner di Giulio Dini

RMC SPORT - Scanner: verso la figura globale dell'agente sportivo

"Dopo i decreti attuativi, saranno redatti i regolamenti delle federazioni"
31.03.2018 06:33 di Giulio Dini   articolo letto 3026 volte
Fonte: Scanner su RMC SPORT

Oltre il calcio giocato, oltre il calcio parlato, oltre la semplice apparenza... con l'avvocato Giulio Dini e Francesco Benvenuti e con la partecipazione dell'ospite telefonico l'avvocato Raffaele Rigitano, in questa puntato di Scanner si è parlato del futuro della figura dell'agente Sportivo e non solo più riguardante il mondo del calcio.

“C’è da chiedersi se per gli agenti questo sia un periodo di autunno o inverno, nel senso che la figura viene nuovamente ridefinita, è stata estremamente discussa e nel calcio moderno è percepita come importante. Spesso ha un ruolo decisivo nelle trattative e spesso e volentieri partecipa alla scommessa con i club, nella mia tesi al corso di diritto sportivo a Coverciano, che ho fatto sugli agenti nel 2012, ero convinto di questo e i fatti mi hanno dato un pochino ragione. In un calcio così globalizzato non è possibile per i club avere una visione così globale di quella che è l’offerta di calciatori in ambito mondiale, che è una cosa importantissima perché si possono acquistare giocatori facendo dei veri e propri affari. Gli agenti quindi sono divenuti fondamentali sotto questo punto di vista, diciamo che sulle prime pagine continuano ad andare quei tre o quattro che fanno quei movimenti da urlo in ogni mercato, che poi vediamo non essere mai decisivi, quando si spostano 100/200, non sono quelli che fanno la squadra e prima o poi lo capiranno anche i grandi club”.

“Con il 31 marzo 2015 la Fifa aveva decretato la cessazione della figura dell’agente Fifa, che ancora vediamo circolare sui biglietti da visita, perché la Fifa aveva alzato le braccia, dicendo che non riusciva più a controllarli, avendo verificato che più del 75% delle trattative mondiali era veicolato attraverso figure che non avevano titoli e che non erano individuabili e che praticamente il 100% del contenzioso delle singole federazioni era occupato tra gli agenti aventi titolo e tesserati o Club, mettendo in moto un meccanismo onerosissimo. Su questa base la Fifa aveva dedotto “ Dal momento che a noi non piacciono non vogliamo che facciano parte del nostro ordinamento, leviamo l’elenco e la possibilità di acquisire il titolo e di iscriversi in un registro e liberiamo la figura”. Questo ha comportato che dal primo aprile ogni federazione ha introdotto sulla base di quelle che erano le linee guida della Fifa un proprio ordinamento per la disciplina dell’attività del nuovo procuratore sportivo, che poteva essere chiunque. Non avendo dei requisiti minimi richiesti fino ad oggi ognuno poteva, con la quota annuale e presentando certi documenti, iscriversi. Questo ha portato grandissimo imbarazzo e un vero e proprio far west in ambito calcistico tanto che si è deciso di tornare all’antico. Quando si muove un calciatore, con tutto quello che c’è dietro, c’è la necessità di avere competenze professionali, non solo nella redazione dei contratti, ma anche nella previsione di quello che può essere il rapporto, le variabili sono tante ci sono i benefit, gli sponsor. Ci sono tanti aspetti che non possono essere gestiti da una figura che non abbia un’adeguata preparazione, e poi attraverso l’attribuzione di una qualifica, l’agente è riconoscibile e le trattative si possono “controllare”.”

Differenze tra Italia e resto del mondo
“In Italia abbiamo delle correzioni importanti, pochi sanno che la legge di bilancio del 2018 ha portato attraverso il pacchetto sport, una previsione tra le tante, della reintroduzione della figura dell’agente sportivo, quindi non di calciatori, ma ci si riferisce a tutti i professionisti che possano svolgere questa attività di intermediazione nello sport professionistico in genere, e in questo momento sono in fase di ultimazione i decreti attuativi ministeriali per regolare la reintroduzione di questa figura”.

Interviene l'AVV. Raffaele Rigitano, esperto di diritto sportivo e consulente di Asso agenti .
“I giorni di lavoro sui decreti attuativi in questione, sono legati proprio alla figura di procuratore sportivo, credo che si sia attendendo le risposte di alcune federazioni, la Figic ha già dato un riscontro in merito. Si inizia a regolamentare una figura professionale che è ed è la responsabile nel gestire un bel po’ di capitali. Prima era consentito senza che si avesse una regolamentazione direttamente proporzionale ai capitali gestiti. Questa è stato il propellente che ha portato poi il ministero ad interessarsi alla figura degli agenti. Ci saranno dei veri professionisti, ricalcando un po’ la figura del tipo prevista nell’ordinamento francese. In Francia abbiamo una legge di stato che salvaguarda notevolmente i professionisti dell’oltralpe responsabilizzando però nel contempo. Addirittura per poter lavorare in Francia, provenendo da altre federazioni, sei sottoposto a tutta una serie di controlli in termini di colloqui ed esperienze professionali. Devi dimostrare di aver già lavorato nel settore e di avere una certa affidabilità. E’ una legge che fa un po’ da garante. In Italia c’è qualcosa in più, perché c’è un provvedimento che riguarda la figura dell’agente sportivo che è ancora più specifico rispetto alla figura limitata solo al campo calcistico. E’ giusto avere professionisti che seguano i vari atleti”.

“Dopo i decreti attuativi ci sarà un regolamento che dovrà essere predisposto e stilato dal Coni e dalle Federazioni e dalle varie associazioni di categoria. Si cercherà di salvaguardare quel poco ed essenziale che ha portato alla riforma nel 2015. SI cercherà di inquadrare la figura dell’agente nell’ambito di una normativa professionale e quindi ci dovrà essere un codice etico, ecc... Si consentirà all’agente di poter lavorare per due o tre soggetti interessati, per consentire al procuratore sportivo italiano di equipararsi a quello che succede negli altri paesi europei e internazionali. La figura dell’allora agente, andava incontro a qualche pregiudizio. I vari tribunali federali avevano dei contenziosi consistenti nei confronti degli agenti molto corposi, il cui oggetto era legato soprattutto al conflitto di interessi. Quindi considerando questo aspetto c’è stato un miglioramento in positivo. Si cercherà partendo da questo di arrivare a considerare l’agente un libero professionista, con assicurazione che garantisca il lavoro e i clienti. Ci saranno delle regole professionali che dovranno essere diffuse per consentire di lavorare anche meglio”.

Cosa succederà agli agenti che è diventato tale dopo la riforma del 2015?
Avv. DINI: “L’agente che aveva conseguito l’autorizzazione ad operare con il semplice deposito della domanda, essendo tutto in autocertificazione si ritrova senza titolo. Ci saranno agenti che faranno ricorsi per affermare di aver conseguito un diritto, vedremo se i tribunali interessati lo riconosceranno e ne dubito visto che si trattava di una vera e propria deregulation”.


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